Venerdì 15 maggio 2026, ADI Design Museum di Milano, piazza Compasso d'Oro. Per tutta la giornata trecento tra artigiani, commercianti, ristoratori e piccoli imprenditori italiani si sono alternati ai tavoli di formazione del primo evento italiano dello SME AI Accelerator, l'iniziativa europea lanciata congiuntamente da OpenAI, Confartigianato Imprese e Booking.com per portare l'intelligenza artificiale dentro la piccola e media impresa.

L'evento di Milano è la tappa italiana di un tour che a maggio ha toccato anche Berlino, Madrid, Parigi e Amsterdam. Per Confartigianato, che rappresenta circa 700.000 imprese attraverso una rete capillare di territoriali in tutta Italia, è il primo grande appuntamento congiunto con un laboratorio di IA di scala globale.

I dati: il 79% delle PMI italiane usa già l'IA

Sul palco è stata presentata una ricerca commissionata da OpenAI su un campione di mille decision maker di PMI italiane. I numeri raccontano un Paese in rapida evoluzione:

  • Il 79% delle PMI italiane dichiara di usare già strumenti di intelligenza artificiale per scopi professionali.
  • L'adozione, però, è disomogenea: 91% nelle medie imprese, 83% nelle piccole, 68% nei lavoratori autonomi.
  • Chi adotta l'IA risparmia in media oltre cinque ore alla settimana di lavoro operativo (preventivi, mail, scrittura di descrizioni, customer care, contabilità di base).
  • I principali casi d'uso sono: stesura e correzione di testi (62%), traduzione (51%), customer care via chat (38%), pianificazione di contenuti social (33%), analisi di dati (24%).

Per Confartigianato la fotografia è uno spartiacque: per la prima volta in Italia la maggioranza delle micro-imprese (sotto i 10 dipendenti) usa attivamente uno strumento di IA generativa, in genere ChatGPT, e una quota crescente sta sperimentando agenti più verticali (Claude per i contratti, Le Chat di Mistral per la traduzione, Copilot di Microsoft 365 per la posta).

L'evento ha riunito artigiani, commercianti, ristoratori e piccoli imprenditori a Milano.

Cosa contiene concretamente lo SME AI Accelerator

Il programma annunciato ad aprile e ora entrato nella sua fase italiana è strutturato in tre componenti:

  1. Workshop in presenza: una giornata di formazione operativa, sul modello visto a Milano, replicata nelle prossime settimane in altre città italiane (Roma, Bologna, Padova, Bari, Catania) con l'organizzazione delle Confartigianato territoriali.
  2. Crediti API gratuiti di OpenAI a un numero limitato di PMI selezionate (200 in Italia, secondo le anticipazioni di Confartigianato), con un valore individuale fino a 5.000 dollari, per costruire un primo prototipo di automazione.
  3. Modulo formativo online gratuito di otto ore sulla piattaforma OpenAI Academy, in italiano, dedicato a chi parte da zero: cosa è un LLM, come scrivere prompt efficaci, come integrare ChatGPT in WhatsApp Business, Excel e i gestionali più diffusi.

Booking.com è il terzo partner: porta l'esperienza dell'industria turistica, dove l'adozione dell'IA tra B&B, hotel e ristoranti è particolarmente rapida, e mette a disposizione i propri dati di mercato sul ritorno economico dell'automazione delle prenotazioni.

Il discorso di Pier Andrea Chevallard

Il presidente di Confartigianato Pier Andrea Chevallard, intervenuto in apertura, ha posto l'accento su un problema spesso ignorato: "L'IA non è un giocattolo per startup di Milano e Roma. Per noi è una questione di sopravvivenza nei territori. Un piccolo idraulico di provincia che usa ChatGPT per preparare un preventivo dettagliato in tre minuti, invece che in mezza giornata, recupera tempo per il lavoro vero. È questa la trasformazione che dobbiamo finanziare".

Per OpenAI è intervenuta Sophie Hackford, head of public affairs Europa, che ha annunciato l'estensione italiana del programma educativo OpenAI per le scuole superiori (già attivo in Germania) e ha confermato che ChatGPT Business per le PMI italiane manterrà lo stesso prezzo introduttivo annunciato in primavera (25 euro per utente al mese).

Cosa manca: connessione, competenze, regole

Tre criticità sono emerse anche da chi è venuto a Milano per imparare. Connessione: in molte aree interne, dal Cuneese al Sannio, gli artigiani lamentano che la banda larga non basta per le applicazioni multimodali (video, voce). Competenze: il 31% degli intervistati nella ricerca dichiara di non saper distinguere un prompt efficace da uno sbagliato e chiede formazione locale, in italiano, con casi d'uso del proprio settore. Regole: con l'AI Act appena rinviato al 2027 (l'accordo politico è del 7 maggio) e la legge italiana 132/2025 sulla IA già in vigore, molti piccoli imprenditori chiedono semplificazione, non più adempimenti.

Confartigianato porterà lo SME AI Accelerator in altre cinque città italiane entro l'estate.

Il senso politico dell'evento

Dietro la giornata di formazione si intravede un'operazione politica più ampia. L'ANSA aveva già notato come, presentando l'iniziativa il 20 aprile, OpenAI avesse parlato di "Italia partner strategico in Europa". Tradotto: in un Paese in cui la candidatura di Bologna a Frontier AI è appoggiata dal Governo e dove l'AI Act italiano è considerato uno dei più avanzati al mondo, costruire un rapporto privilegiato con la più grande organizzazione di rappresentanza delle microimprese serve a OpenAI per posizionarsi prima della concorrenza europea (Mistral su tutti) e prima dell'arrivo a regime degli obblighi di trasparenza sui modelli a uso generale.

Per chi non è riuscito a partecipare, la registrazione dei panel dell'evento sarà disponibile dalla settimana prossima sul canale YouTube di Confartigianato, mentre le iscrizioni alle prossime tappe regionali apriranno entro venerdì.