C'è tempo fino al 31 maggio 2026 per candidarsi a Tech4Health — Innovazione che genera salute, il bando con cui il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio mette sul tavolo 20 milioni di euro per portare intelligenza artificiale, reti 5G e cloud dentro la sanità italiana. La realizzazione tecnica del bando è affidata alla Fondazione Ugo Bordoni; i finanziamenti per singolo progetto vanno da 1,5 a 5 milioni e devono concludersi entro 12 mesi dall'avvio.

A chi serve davvero: imprese, ospedali, centri di ricerca

Il bando è aperto a imprese — di qualsiasi dimensione, anche startup — e a organismi di ricerca pubblici o privati, in forma singola o in partenariato. Quasi tutte le proposte vincenti realisticamente avranno una struttura di filiera: una piccola tech innovativa che sviluppa, una grande azienda sanitaria o ospedaliera che mette a disposizione il caso d'uso, un centro universitario che valida i risultati. Il finanziamento copre fino all'80% del costo per le PMI e fino al 100% per gli organismi di ricerca; il resto è cofinanziamento privato. Le proposte devono concretizzarsi in soluzioni replicabili: il governo cerca strumenti che possano poi essere adottati da più ASL e regioni, non prototipi-vetrina.

Quali tecnologie e quali ambiti clinici

Sul lato tecnologico l'avviso elenca cinque famiglie ammissibili: intelligenza artificiale, reti 5G/edge computing, interoperabilità dei dati sanitari (con riferimento esplicito al Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0), IoT e dispositivi indossabili, cloud per la gestione di grandi volumi diagnostici. Le aree di applicazione prioritarie sono cinque, con un'impronta molto pratica:

  • Assistenza domiciliare e cronicità — monitoraggio continuo di pazienti cardiopatici, diabetici, BPCO, con alert intelligenti agli operatori.
  • Diagnostica avanzata — AI per imaging radiologico, anatomopatologia digitale, refertazione strutturata.
  • Area critica ospedaliera — supporto decisionale in terapia intensiva e pronto soccorso, gestione di flussi e priorità.
  • Gestione operativa con AI — ottimizzazione delle agende, riduzione delle liste d'attesa, scheduling chirurgico.
  • Medicina predittiva e preventiva — stratificazione del rischio sulla base di dati di popolazione e modelli prognostici.

Perché questo bando arriva adesso

Tech4Health si innesta nel piano PNRR «Sanità connessa» e arriva in un momento in cui il sistema sanitario italiano deve scegliere come spendere i miliardi residui del Recovery dedicato all'assistenza. Negli ultimi mesi sono usciti altri segnali coerenti: il 14 maggio FIASO ha premiato 6 prototipi AI sviluppati da aziende sanitarie italiane nel concorso AI for Health; in parallelo a Milano si è aperto l'acceleratore Next Health 2026 con 9 startup selezionate; a fine aprile la Commissione europea ha lanciato 7 inviti del programma Europa Digitale per 63,2 milioni di euro sull'IA in sanità. La somma dei capitoli è importante: chi vince Tech4Health può sommare risorse europee, regionali e di sistema, costruendo un caso d'uso replicabile su più aziende sanitarie.

L'AI per imaging e refertazione è uno dei filoni del bando. Foto Pexels.

Cosa guardare nelle proposte vincenti

Gli osservatori del settore segnalano tre fattori che faranno la differenza in fase di valutazione. Il primo è la governance dei dati: chi gestisce le cartelle, dove vengono trattate, come vengono pseudonimizzate. Il bando recepisce il Data Governance Act e l'AI Act: i progetti che mettono a sistema il European Health Data Space partono avvantaggiati. Il secondo è la scalabilità: il Dipartimento ha chiarito che cerca soluzioni replicabili almeno su tre aziende sanitarie regionali diverse. Il terzo è la spiegabilità: per i sistemi diagnostici l'AI Act classifica come ad alto rischio l'uso clinico, e i progetti devono presentare già in domanda evidenze di trasparenza dei modelli e validazione clinica.

I tempi sono stretti. Le candidature si chiudono il 31 maggio 2026 sulla piattaforma di Fondazione Bordoni, le graduatorie sono attese in autunno e i progetti vincitori partiranno entro fine anno. Per le PMI italiane di health-tech — un settore che secondo Anitec-Assinform vale oggi circa 1,3 miliardi di euro — è una delle più concrete finestre di finanziamento del 2026.