La più grande società di software del mondo sta cercando da almeno due anni come uscire dalla dipendenza dal suo principale partner di AI. Lo confermano le testimonianze emerse martedì 13 maggio 2026 durante il processo Altman v. Musk, in corso al tribunale federale di San Francisco, e le fonti citate dal report di MarketScreener nelle stesse ore. Tre nomi sono trapelati come obiettivi di Microsoft: Inception, startup di modelli a diffusione; Cursor, che Redmond ha valutato a inizio 2024; e ora un altro laboratorio non identificato pubblicamente.
Cosa ha detto Nadella sotto giuramento
L'audizione di Satya Nadella, durata cinque ore, ha fornito il dettaglio più nuovo. Il CEO di Microsoft ha confermato che già nell'aprile 2022, sei mesi prima del lancio di ChatGPT, era preoccupato che OpenAI potesse spostare il baricentro dell'industria tech. Le mail interne presentate come prova mostrano un Nadella che chiede al CTO Kevin Scott alternative concrete da finanziare. La risposta: investire più in Microsoft Research e contemporaneamente cercare partnership con tutti i principali laboratori indipendenti.
La conseguenza pratica si chiama MAI-1, il modello da 500 miliardi di parametri annunciato a fine 2025 e ora in produzione interna su Copilot per Word, Excel e Outlook. MAI-1 è stato addestrato sui supercomputer di Mount Diablo, in California, e usa una architettura mixture-of-experts che riduce i costi di inferenza del 60% rispetto a GPT-4.1. Nadella ha dichiarato in aula che «l'obiettivo è che Microsoft non dipenda mai più da un singolo fornitore di intelligenza artificiale».
Inception e i modelli a diffusione testuale
Il nome più interessante è Inception, startup di Palo Alto fondata nel 2024 da ricercatori provenienti da Stanford e Google DeepMind. Inception sviluppa modelli linguistici basati su diffusione invece che su trasformatore autoregressivo, un approccio che secondo i benchmark interni produce inferenze fino a 10 volte più veloci con qualità comparabile su task ragionati.
Microsoft, secondo le fonti di The Information, ha valutato Inception a 1,1 miliardi nel quadro di un possibile acquihire o di un investimento di maggioranza. Le trattative sarebbero in stato avanzato, ma il punto critico riguarda la proprietà intellettuale: Inception detiene tre brevetti chiave sul denoising scheduling, e una parte degli ingegneri è vincolata a clausole di non concorrenza che Microsoft dovrebbe negoziare individualmente.
Cursor: l'occasione mancata che potrebbe tornare
Il caso Cursor è più vecchio ma istruttivo. Nel novembre 2024 Microsoft aveva offerto 8 miliardi per acquistare Anysphere, la società dietro l'editor IDE che ha rivoluzionato il coding assistito. Anysphere rifiutò perché i fondatori volevano mantenere il controllo: oggi Cursor è valutata sopra i 25 miliardi dopo l'ultimo round di marzo 2026 e ha appena lanciato il proprio SDK in beta pubblica. L'occasione è sfumata, ma le indiscrezioni parlano di un nuovo dialogo tra le due aziende per una partnership di distribuzione esclusiva su GitHub Copilot.
Cosa cambia sul piano commerciale
Per gli sviluppatori che usano Azure AI Foundry, la nuova strategia di Microsoft ha già un riflesso pratico. Il catalogo modelli, già oggi ricco di GPT-5, Claude 4.7, Mistral Large 3, Llama 4 e DeepSeek-V4, da maggio integrerà anche i modelli sviluppati internamente da Microsoft Research nella famiglia Phi-5 e MAI. Il prezzo annunciato per le API MAI-1 è di 1,8 dollari per milione di token in input e 7,2 in output, sotto il listino GPT-5 di OpenAI.
Sul fronte enterprise, Microsoft sta proponendo ai clienti Fortune 500 una nuova clausola di portabilità del modello: i contratti Azure firmati da marzo 2026 includono il diritto di sostituire OpenAI con qualsiasi altro modello del catalogo senza penali contrattuali. È un cambio di paradigma: per anni Microsoft aveva spinto i clienti su Azure OpenAI Service come prodotto preferito; ora lo presenta come uno tra tanti.
Cosa rischia OpenAI
OpenAI ha ancora con Microsoft un accordo di esclusiva più importante per la storia dell'AI: il contratto cloud da 250 miliardi di dollari di compute riservato fino al 2030. Ma il diritto di prelazione di Microsoft sulle nuove versioni di GPT è scaduto a novembre 2024 e non è stato rinnovato. Da allora OpenAI ha firmato accordi multi-cloud con AWS, Google Cloud e Oracle.
La testimonianza di Nadella del 13 maggio, vista in questa luce, suona come una dichiarazione di guerra fredda: Microsoft non rompe la partnership con OpenAI, ma costruisce le condizioni perché un'eventuale rottura non sia più un trauma esistenziale. Per Sam Altman, che a sua volta sta diversificando i clienti di OpenAI tramite la Deployment Company annunciata il 13 maggio, è una corsa parallela.
Il calendario delle prossime mosse
Le prossime tappe da seguire sono quattro. Entro fine maggio, Microsoft dovrebbe chiudere ufficialmente la trattativa con Inception (o annunciarne l'esito negativo). A giugno, Build 2026 — la conferenza sviluppatori — sarà la vetrina di MAI-2, il modello successore già in addestramento. A luglio scadrà la fase istruttoria di Altman v. Musk, con possibili nuove rivelazioni. A ottobre, Anthropic potrebbe quotarsi in Borsa: un evento che spingerebbe Microsoft a serrare ulteriormente i tempi sulla propria strategia AI autonoma.
Sullo sfondo, una constatazione: l'industria che fino al 2023 sembrava polarizzata su due nomi (OpenAI e Anthropic) si sta complicando in fretta. Microsoft è il primo grande compratore a riconoscere che il futuro sarà multipolare. Altri seguiranno.




