Google ha rinviato al 17 luglio 2026 il lancio di Gemini 3.5 Pro, il modello di punta con cui DeepMind punta a riprendere terreno su OpenAI e Anthropic. Non si tratta di un semplice slittamento di calendario: secondo quanto emerso questa settimana, l'azienda ha deciso di buttare via l'architettura di base di Gemini 2.5 Pro e ricostruire il modello da zero, a pochi giorni dalla data prevista per il rilascio generale. E' una scelta drastica che dice molto sulle difficolta' incontrate dal laboratorio.
Il nuovo modello arriva in forte ritardo rispetto alla tabella di marcia originale: circa sei settimane oltre l'obiettivo di disponibilita' fissato per fine giugno e diverse settimane dopo l'impegno preso alla conferenza I/O. Fino a questa settimana Gemini 3.5 Pro restava confinato in un'anteprima limitata su Vertex AI per clienti enterprise, senza una data di lancio pubblica confermata.
Perché DeepMind ha rifatto il modello da capo
La ragione tecnica riguarda i limiti dell'architettura precedente. Secondo le ricostruzioni, l'iterazione basata su Gemini 2.5 Pro mostrava un "tetto" di prestazioni in due aree specifiche: il ragionamento matematico a piu' passaggi e la generazione di scene vettoriali SVG, oltre a limiti sulla qualita' delle immagini. Invece di rilasciare un modello che sarebbe rimasto indietro rispetto a GPT-5.6 e Claude Fable 5 proprio in questi ambiti, DeepMind ha preferito riscrivere le fondamenta.
Il modello ripensato dovrebbe portare una finestra di contesto da 2 milioni di token, una modalita' di ragionamento avanzato chiamata Deep Think e capacita' di eseguire flussi di lavoro in autonomia. Sono caratteristiche pensate per competere direttamente con i modelli piu' avanzati dei rivali, ma il ritardo ha un costo competitivo evidente: mentre Google ricostruisce, OpenAI ha gia' distribuito GPT-5.6 e lanciato ChatGPT Work, e Anthropic ha ampliato l'offerta con Sonnet 5 e Claude Cowork.
La scelta di puntare sul prezzo invece che sulla vetta
C'e' un secondo elemento strategico interessante. Piu' che sfidare frontalmente OpenAI e Anthropic sul terreno della potenza pura nel segmento premium, Google sembra intenzionata a posizionare Gemini 3.5 Pro come alternativa piu' conveniente: prestazioni robuste a un prezzo inferiore, per intercettare le aziende attente ai costi. E' una lettura coerente con la mossa parallela sulla generazione di immagini, dove Google ha lanciato Nano Banana 2 Lite con costi bassissimi, e con il rilascio degli Agenti Gestiti nelle API Gemini, che includono un piano gratuito.
Cosa significa il ritardo per chi usa Gemini
Per sviluppatori e aziende il rinvio ha implicazioni concrete. Chi aveva pianificato migrazioni o nuovi prodotti attorno a Gemini 3.5 Pro deve rivedere i tempi, e nel frattempo i concorrenti consolidano quote di mercato. La riscrittura da zero e' un segnale ambivalente: da un lato dimostra che Google non vuole mettere in strada un modello mediocre pur di rispettare una scadenza, dall'altro conferma che il laboratorio, dopo essere stato a lungo considerato il tallone d'Achille dell'azienda sull'IA generativa, sta ancora rincorrendo. Il vero verdetto arrivera' solo il 17 luglio, quando i test indipendenti potranno dire se il rischio della ricostruzione ha ripagato.
La partita, in ogni caso, e' tutt'altro che chiusa: Google resta il gruppo con le tasche piu' profonde e con un'infrastruttura di chip proprietari (le TPU) che nessun rivale possiede alla stessa scala. Un ritardo di poche settimane pesa nel breve, ma non ridisegna da solo gli equilibri di una corsa che si gioca sugli anni.




