Pochi giorni prima del Google I/O 2026, fissato per martedì 19 maggio alle 10 del mattino in California, l'interfaccia di Gemini ha mostrato per un breve periodo un riferimento a un nuovo modello, Gemini Omni. La striscia di testo, comparsa e poi rimossa, era inequivocabile: "Create with Gemini Omni: meet our new video model, remix your videos, edit directly in chat, try templates, and more".
L'avvistamento è stato pubblicato per la prima volta da TestingCatalog, sito che si è specializzato nel rovistare nelle versioni in pre-rilascio delle web app. Il dettaglio importante è che il modello sembra unificare nella stessa pipeline testo, immagine e video: un singolo entry point per generare, modificare, remixare contenuti audiovisivi attraverso prompt in linguaggio naturale.
Che cosa fa, sulla base di quello che si è visto
Dai pochi frame trapelati e dalla descrizione ufficiale (per quanto rimossa) Omni sembra coprire quattro famiglie di funzioni:
- Generazione video da prompt: clip da 4 a 8 secondi, con risoluzione fino a 1080p, in continuità con quello che oggi fanno Veo 3 di Google, Sora 2 di OpenAI, Seedance 2 di ByteDance, Kling 3.0 di Kuaishou.
- Editing conversazionale: l'utente può chiedere via chat "rimuovi la persona sullo sfondo", "sostituisci il bicchiere con una lattina di Coca-Cola", "cambia la stagione: fai diventare l'inverno". Le modifiche avvengono direttamente nel video senza dover tornare a un editor classico.
- Template guidati: pacchetti pre-impostati per tipi di contenuto specifici (vlog, ads, social short, animazioni).
- Rimozione watermark, swap di oggetti, riscrittura di scene: i frame trapelati mostrano operazioni che oggi richiedono software professionale come DaVinci Resolve o Adobe After Effects.
Le indiscrezioni sul prezzo
L'aspetto economico è il punto interrogativo più grande. Geeky Gadgets riferisce di un test fatto da un utente che aveva accesso a un piano AI Pro (l'abbonamento intermedio di Google Gemini, 19,99 dollari al mese): solo due generazioni di Omni hanno consumato circa l'86% della quota giornaliera. Tradotto: per un utilizzo intensivo serve quasi certamente l'abbonamento AI Ultra (149,99 dollari al mese), oppure un'API a consumo che ancora non è stata documentata.
Questo allinea Omni alla strategia che Google sta seguendo da quando ha lanciato Gemini 3.1 Ultra: prezzi elevati per modelli di punta, prezzi accessibili per varianti distillate. La scommessa è che i creator professionali siano disposti a pagare, e che il pubblico generale si accontenti delle versioni leggere.
La qualità, secondo i primi test
Sulla pura qualità di rendering, sempre TestingCatalog osserva che Omni "sembra ancora un passo indietro rispetto a Seedance 2 di ByteDance e Kling 3.0" per quanto riguarda la fluidità cinematografica. Però primeggia nettamente sull'editing: la rimozione di watermark, il cambio coerente di oggetti dentro un clip e la riscrittura di intere scene mantenendo la fisicità sembrano funzionare meglio della concorrenza al primo tentativo.
È una distinzione importante per i creator: la generazione "da zero" è ancora dominata dalle aziende cinesi che hanno avuto accesso a grandi cataloghi video; ma l'editing parziale, dove serve coerenza temporale con un materiale di partenza, è il terreno su cui i modelli generalisti come Omni hanno vantaggio.
Cosa aspettarsi dalla keynote del 19 maggio
Il Google I/O 2026 si terrà nel campus di Mountain View dal 19 al 20 maggio. Le anticipazioni di Android Authority, pubblicate questa settimana, indicano cinque grandi annunci: Gemini Omni come modello video unificato; il successore di Gemini 3.1 Ultra (probabilmente Gemini 4 o 3.5 Ultra); le nuove funzioni Android-Gemini Intelligence che si erano viste in beta a marzo; l'aggiornamento di Project Astra per occhiali e dispositivi Android XR; e l'evoluzione di Aluminium OS, il livello sistema operativo unificato che Google sta progettando per sostituire la storica divisione Android/ChromeOS.
Per chi segue il settore italiano, due elementi avranno conseguenze pratiche immediate. Primo: se Gemini Omni sarà disponibile via API per gli editor europei (e per i creator italiani con piano Google AI Ultra), si aprirà un canale di produzione video industriale a costi paragonabili a un'agenzia di basso costo. Secondo: l'integrazione di Omni nelle app di Google (YouTube, Photos, Slides) cambierà l'esperienza di chi pubblica contenuti per le PMI italiane già a partire dall'estate.
Come prepararsi e quando provarlo
Per ora, in attesa dell'annuncio ufficiale, gli utenti europei possono iniziare a familiarizzare con Veo 3 e Veo 3 Fast nell'app Gemini (disponibile via piano AI Pro o AI Ultra) e con Whisk, lo strumento sperimentale di Google Labs che permette di combinare immagini di partenza con prompt testuali per costruire una clip. Le funzioni di Gemini Omni, presumibilmente, saranno rilasciate in modo incrementale: prima negli Stati Uniti, poi in Regno Unito, infine in UE entro l'estate.
Per chi lavora con il video la mossa giusta è una sola: tenere una libreria di clip e immagini di base ben organizzata, perché la modifica conversazionale funziona tanto meglio quanto più chiari sono i materiali di partenza. La nuova frontiera, ormai chiara, non è generare video da zero: è correggere e iterare in chat su quello che si ha. Tra cinque giorni sapremo se Google ha già fatto un passo in più degli altri.




