Mercoledì 13 maggio 2026, Mountain View. Waymo, la controllata di Alphabet che ha aperto la corsa ai robotaxi sette anni fa a Phoenix, ha annunciato l'estensione più rilevante dal lancio commerciale del servizio: l'area operativa cresce del 27% in un colpo solo e raggiunge complessivamente 1.400 miglia quadrate distribuite su undici città degli Stati Uniti. Per dare un'idea della scala: è più del territorio dell'intero stato del Rhode Island.
L'espansione parte da Miami, fino ad ora una delle zone con copertura più stretta, e nelle prossime sei settimane interesserà Austin, Atlanta, Houston e l'area metropolitana di San Francisco. Le città ora servite da Waymo One sono: Phoenix, Los Angeles, San Francisco, Austin, Atlanta, Miami, Houston, Washington DC, Dallas, Seattle e Charlotte.
Numeri da operatore di trasporto pubblico
Waymo ha superato a inizio 2026 il traguardo delle 500.000 corse pagate alla settimana, distribuite su dieci città. Electrek stima che con la nuova espansione la cadenza salga sopra le 650.000 corse settimanali nei primi giorni d'estate, l'equivalente di una rete di taxi cittadina come quella di Milano.
Il dato che impressiona di più gli analisti, però, è economico. A novembre 2025 Waymo aveva annunciato di aver raggiunto il pareggio operativo a livello unitario nella sola San Francisco. Con l'estensione di Miami e Austin la società conta di replicare quel risultato in altre tre città entro fine 2026 e di portare i ricavi sopra il miliardo di dollari l'anno per la prima volta.
Tesla resta ferma: 30 vetture ad Austin
Il confronto con Tesla è impietoso e quasi imbarazzante. Tesla aveva annunciato a inizio anno l'obiettivo di sette città servite entro la fine del primo semestre 2026. A metà maggio la flotta visibile è composta da una sola vettura a Dallas e tre a Houston; il grosso continua a operare ad Austin con circa 30-40 Model Y modificate, in un'area di servizio molto ristretta e con un operatore umano a bordo nei sedili anteriori.
Come segnalato da Fortune, restano da aprire le promesse Phoenix, Miami, Orlando, Tampa e Las Vegas. La differenza di scala parla da sola, ma la differenza di approccio è ancora più radicale: Waymo usa una combinazione costosa di lidar, radar e telecamere, gestisce una flotta di proprietà e impone un'area operativa molto definita; Tesla scommette su un sistema basato esclusivamente su telecamere, con un'IA che apprende dalla massa di dati raccolti dalla flotta personale dei clienti.
I problemi di sicurezza che resistono
Nessuna delle due aziende è esente da incidenti. Sempre Fortune riferisce che, nel solo mese di aprile, i robotaxi Tesla di Austin si sono scontrati con un ostacolo fisso in marcia avanti e in retromarcia, hanno urtato alberi, pali, un autobus e un camion. Waymo, dal canto suo, ha registrato a febbraio una vettura che ha sfrecciato davanti a un'auto della polizia in pieno scenario di crimine ad Atlanta e un altro mezzo che, a marzo, ha bloccato un'ambulanza ad Austin durante un episodio di sparatoria.
La FMVSS, l'autorità federale sulla sicurezza dei veicoli a motore, ha aperto due nuove istruttorie tra aprile e maggio, una per ciascuna azienda. Né Waymo né Tesla hanno reso pubblici i dati completi sulle anomalie.
Cosa significa per l'Europa
In Italia il primo veicolo a guida autonoma di livello 4 di Mobileye è atteso entro la fine del 2026 in via sperimentale a Torino, mentre Renault, Volkswagen e Stellantis hanno spostato la sperimentazione di robotaxi europei al 2027-2028. La velocità con cui Waymo si sta espandendo negli Stati Uniti rischia di creare un divario competitivo molto difficile da colmare: ogni miglio percorso dai mezzi di Mountain View è un dato in più che alimenta i modelli di percezione e pianificazione.
Per i passeggeri americani il prezzo medio di una corsa Waymo resta ancora più alto del 18-22% rispetto a un Uber paragonabile: il braccio operativo della società sostiene che il margine servirà a ripagare la flotta nei prossimi diciotto mesi, dopodiché i prezzi saranno allineati o inferiori. Le statistiche di soddisfazione raccolte dall'app sono per ora favorevoli: 4,8 stelle medie e il 73% degli utenti dichiara di preferire Waymo a un servizio con conducente umano.
Il prossimo banco di prova
Il vero termometro arriverà a Houston e Atlanta nelle prossime sei settimane, dove Waymo testa per la prima volta in condizioni di pioggia intensa e traffico ad alta velocità su tangenziali interstatali. Se la rete reggerà, prima di fine anno potrebbe arrivare la quinta espansione consecutiva e, soprattutto, l'annuncio della prima città europea: Londra, dove Alphabet aveva già acquisito le autorizzazioni preliminari per una sperimentazione su area limitata. La corsa al robotaxi è uscita dalla fase pilota.




