Le 'tigri' cinesi dell'intelligenza artificiale tornano sul mercato dei capitali. Il 1 giugno 2026 Caixin ha riportato che MiniMax ha firmato il 29 maggio un accordo di tutoraggio per la quotazione con CITIC Securities, primo passo formale verso lo sbarco sulla STAR Market di Shanghai, mentre Zhipu (oggi nota anche come Z.ai) ha gia' incaricato Guotai Junan Haitong e CICC per una doppia quotazione in Cina continentale. Entrambe arrivano da un'esplosione delle quotazioni a Hong Kong.
Le mosse di MiniMax e Zhipu verso la STAR Market
Zhipu e' stata la prima delle sei 'tigri' a sbarcare in Borsa, debuttando a Hong Kong l'8 gennaio 2026 a 116,20 dollari di Hong Kong per azione e raccogliendo circa 4,35 miliardi di HKD (intorno ai 560 milioni di dollari). MiniMax l'ha seguita un giorno dopo. Ora entrambe puntano alla STAR Market, il listino tecnologico di Shanghai pensato per le aziende ad alta intensita' di ricerca, in una corsa al doppio listino che coinvolge gran parte del settore.
Quanto valgono dopo il boom di Hong Kong
I numeri raccontano una febbre da IA. Le azioni Zhipu sono salite oltre il 1.600% rispetto al prezzo di collocamento, portando la capitalizzazione a circa 880 miliardi di HKD al 29 maggio, partendo da una valutazione iniziale intorno ai 55 miliardi. MiniMax ha guadagnato oltre il 400% dal debutto del 9 gennaio, nonostante conti ancora fragili: nel 2025 ha registrato una perdita netta di circa 250 milioni di dollari su ricavi per 79 milioni, con una base utenti oltre i 300 milioni. Sono valutazioni che scontano aspettative di crescita enormi piu' che profitti attuali.
Perche' corrono a quotarsi: costi di calcolo e perdite
Dietro la fretta c'e' una ragione molto concreta: addestrare e far girare modelli di frontiera costa cifre crescenti, e quasi tutti questi laboratori operano in perdita. Quotarsi anche a Shanghai apre l'accesso al risparmio cinese e agli investitori istituzionali del continente, riducendo la dipendenza dai soli capitali di Hong Kong. Pechino, dal canto suo, vede di buon occhio che i campioni nazionali dell'IA raccolgano fondi sui listini interni, in un contesto di restrizioni statunitensi sui chip avanzati che rende ancora piu' strategica l'autonomia finanziaria del settore.
Cosa dice della corsa globale alle IPO dell'IA
La mossa cinese si inserisce in un movimento piu' ampio. Anche a Occidente si parla di possibili quotazioni miliardarie di OpenAI e Anthropic, e gli analisti stimano che potrebbero aggiungere migliaia di miliardi di valore ai mercati nei prossimi anni. La differenza e' che Zhipu e MiniMax arrivano in Borsa prima e con perdite ancora ampie, scommettendo sul fatto che la crescita degli utenti e dei modelli (Zhipu ha spinto la sua valutazione sull'onda della famiglia GLM) giustifichi le attese. Per gli investitori e' una scommessa ad alta leva: enorme potenziale, ma con la sostenibilita' economica ancora tutta da dimostrare.
Le altre 'tigri' e il quadro regolatorio
Zhipu e MiniMax sono solo due delle sei aziende soprannominate le 'tigri' dell'IA cinese, un gruppo che comprende anche realta' come Moonshot (il modello Kimi), Baichuan e altre. Diverse di loro stanno valutando percorsi simili, in un effetto domino alimentato dal successo borsistico dei primi arrivati. La STAR Market, creata nel 2019 sul modello del Nasdaq, e' il canale privilegiato perche' ammette aziende in perdita ma ad alta intensita' di ricerca, esattamente il profilo dei laboratori di IA.
C'e' poi una dimensione geopolitica. Le restrizioni statunitensi sull'export dei chip piu' avanzati spingono i gruppi cinesi a rafforzare l'autonomia finanziaria interna e a ottimizzare modelli che girino su hardware meno potente. La doppia quotazione Hong Kong-Shanghai diventa cosi' anche una mossa difensiva: assicurarsi capitali stabili in patria mentre la concorrenza tecnologica con gli Stati Uniti resta serrata. Per il lettore italiano, e' un promemoria che la mappa dell'IA non si esaurisce nella Silicon Valley: una parte crescente dell'innovazione, e degli investimenti, passa da Pechino e Hangzhou.




