Il 30 aprile 2026 UNI, l'ente italiano di normazione, ha pubblicato la norma UNI 11621-8:2026: per la prima volta in Europa esiste uno standard nazionale che fissa con precisione i profili professionali dedicati all'intelligenza artificiale. Sono dodici, e arrivano a colmare un vuoto che le aziende italiane, dopo l'entrata in vigore della Legge 132/2025 e con l'AI Act ormai operativo, sentivano tutti i giorni: chi è davvero un "AI engineer", quali competenze deve avere un responsabile della governance algoritmica, come si certifica chi fa prompt engineering.

I dodici ruoli, dalla strategia al codice

La norma articola i profili lungo l'intero ciclo di vita di un sistema IA. In sintesi includono: AI Strategist (governance e strategia complessiva), AI Governance Manager (compliance e gestione del rischio), AI Solution Designer, AI Engineer, Machine Learning Engineer, Data Steward / Data Engineer, AI Operations / MLOps Engineer, AI Trainer (responsabile del dato di addestramento), AI Quality & Test Specialist, AI Security Specialist, AI Ethics Officer e AI Researcher. Per ognuno la norma specifica missione, compiti, risultati attesi, conoscenze, abilità e indicatori chiave di prestazione, secondo la metodologia consolidata della UNI 11621-1 e l'e-Competence Framework europeo UNI EN 16234-1.

Perché serve davvero

Senza un profilo standardizzato, in Italia ognuno chiamava "AI manager" qualcosa di diverso e, quando arrivava un audit per l'AI Act, era impossibile dimostrare di avere figure adeguate. La norma diventa lo strumento operativo per tre soggetti. Per le imprese, mette ordine nelle job description, nei job posting e nei piani di sviluppo del personale, e consente di acquistare formazione mirata. Per le pubbliche amministrazioni, fornisce la base per i concorsi: il Dipartimento per la trasformazione digitale potrà finalmente bandire posizioni con requisiti tecnici verificabili, senza ricorrere a definizioni generiche. Per il sistema formativo — università, ITS Academy, centri di formazione accreditati — disegna i percorsi che portano a queste figure, abilitando certificazioni di competenza riconosciute a livello nazionale.

I profili coprono l'intero ciclo: strategia, ingegneria, dati, sicurezza, etica. Foto: Thirdman / Pexels

Il quadro legale: AI Act e Legge 132/2025

La Legge 23 settembre 2025, n. 132 — la prima legge nazionale completa sull'IA in Europa — impone agli operatori che sviluppano o utilizzano IA in settori sensibili (sanità, lavoro, giustizia, istruzione) di garantire supervisione umana qualificata. Senza standard sulle competenze, la formula resta vaga. La UNI 11621-8 fornisce la tassonomia per concretizzarla: il "supervisore umano" di un sistema clinico è plausibilmente un AI Quality & Test Specialist con certificato di dominio sanitario; il "responsabile della spiegabilità" verso un giudice sarà un AI Governance Manager. La norma è volontaria, ma diventerà il riferimento de facto per i bandi pubblici e per i requisiti contrattuali nelle filiere regolate.

L'effetto sul mercato del lavoro

Le stime di Anitec-Assinform parlano di 250mila posizioni IA aperte in Italia entro il 2027 se l'adozione tiene il passo del piano Italia digitale 2026. I 12 profili sono la mappa per orientarsi: tre di questi (MLOps Engineer, AI Security Specialist, AI Governance Manager) sono già fra i più cercati su LinkedIn Italia secondo i dati riportati da Forum PA. La norma indica anche, per ciascun ruolo, il livello e-CF europeo: utile per i candidati che si muovono fra Italia, Germania e Francia, perché rende confrontabili gli stipendi e le responsabilità.

Resta una sfida: aggiornare i programmi di lauree e master in tempi compatibili. Le università italiane stanno reagendo — la Sapienza ha già allineato il proprio master in AI, il Politecnico di Milano e l'Università di Bologna stanno rivedendo i percorsi — ma la maggior parte del fabbisogno verrà coperta da formazione executive e on-the-job. Per le imprese che cercano figure qualificate, l'aggancio alla UNI 11621-8 nei contratti di formazione finanziata (Fondimpresa, Forma.Temp) è già un'opzione operativa.