Il sistema di rapporti che aveva tenuto insieme l'industria dell'IA negli ultimi sei anni ha visto la sua revisione piu' profonda. OpenAI e Microsoft hanno chiuso lo scorso 27 aprile - con effetti che si stanno consolidando in queste settimane - una rinegoziazione che riscrive tre punti fondamentali della loro partnership: un tetto di 38 miliardi di dollari al revenue sharing, la fine dell'esclusiva cloud per OpenAI e un'estensione della licenza Microsoft sui modelli OpenAI fino al 2032 ma in forma non esclusiva.

La conseguenza piu' visibile e' arrivata pochi giorni dopo: OpenAI ha annunciato un'estensione del suo contratto da 38 miliardi con Amazon Web Services per ulteriori 100 miliardi nel corso di otto anni. AWS diventa anche il fornitore esclusivo di cloud per Frontier, la nuova piattaforma enterprise di OpenAI.

I numeri dell'accordo Microsoft

Il vecchio accordo, firmato nel 2019 e rivisto piu' volte, prevedeva che Microsoft avesse diritto a una quota della futura redditivita' di OpenAI fino a un certo moltiplicatore del proprio investimento - una clausola che, secondo i calcoli interni del fondo Sequoia citati da The Information, avrebbe potuto valere oltre 90 miliardi di dollari in scenari di crescita aggressivi. La nuova clausola fissa il tetto a 38 miliardi, una somma significativa ma definita, che rimuove l'incertezza di lungo periodo.

Microsoft mantiene la licenza sui modelli OpenAI fino al 2032, due anni in piu' rispetto al precedente accordo, ma perde l'esclusiva. In pratica: OpenAI potra' rilasciare i suoi modelli prima su Azure - e' previsto un "right of first refusal" tecnologico - ma se Azure non riesce a soddisfare i requisiti tecnici (capacita', latenza, prezzi competitivi) OpenAI potra' rivolgersi a AWS, Google Cloud o Oracle. La clausola e' fondamentale perche' permette a OpenAI di evitare di restare strozzata se l'allocazione GPU di Microsoft non e' sufficiente per il prossimo modello di frontiera.

I 100 miliardi con Amazon: cosa cambia per Frontier

L'estensione del contratto con AWS aggiunge 100 miliardi di dollari spalmati su otto anni - una media di 12,5 miliardi l'anno - destinati principalmente all'addestramento dei prossimi modelli di OpenAI sui chip Trainium di Amazon, oltre che su GPU NVIDIA. La novita' politica e' la nascita di Frontier, una piattaforma enterprise pensata per i clienti business che vogliono usare OpenAI in un contesto regolato.

OpenAI distribuira' il proprio prodotto enterprise Frontier in esclusiva su AWS. Foto: Brett Sayles / Pexels.

Frontier sara' venduto in modalita' "managed agents" su AWS Bedrock, l'ambiente proprietario di Amazon per agenti IA, e includera' modelli OpenAI, controllo dei dati a livello account AWS e SLA contrattuali. Per Amazon, e' una mossa che pareggia il colpo: dopo aver visto Microsoft monopolizzare per anni la narrativa sull'IA generativa, AWS torna a essere un fornitore credibile di IA frontiera per le grandi imprese.

Cosa significa per chi usa OpenAI in azienda

Per le aziende italiane che hanno costruito applicazioni sopra Azure OpenAI Service, la novita' e' duplice. Da un lato, i contratti esistenti rimangono validi: Microsoft continua a vendere OpenAI con i modelli attuali (GPT-5.5, GPT-5.2-Codex, o3) e con SLA invariati. Dall'altro, da fine 2026 sara' possibile scegliere lo stesso modello su AWS Bedrock o, in futuro, su Google Cloud Vertex AI. Per chi ha gia' workload multi-cloud, la portabilita' diventera' un vantaggio negoziale: si potranno mettere in concorrenza i tre cloud sul prezzo dello stesso GPT.

C'e' anche una conseguenza geopolitica. Le aziende europee preoccupate dal Cloud Act statunitense potranno scegliere il fornitore con sede locale che offre piu' garanzie - e questa diversificazione sara' particolarmente utile per banche, assicurazioni e PA, che possono ora negoziare contratti OpenAI sotto giurisdizione AWS Europe o Azure Italy a seconda della sensibilita' del dato.

L'IPO di fine 2026 e i numeri di base

L'obiettivo dichiarato di OpenAI e' quotarsi entro fine 2026, in un'IPO che gli analisti pongono tra 800 miliardi e 1.000 miliardi di dollari di valutazione - sopra Anthropic, sotto NVIDIA. I revenue di OpenAI hanno superato i 13 miliardi di run-rate ad aprile 2026 e la societa' punta a 50 miliardi nel 2027. Il principale vincolo all'IPO era proprio l'accordo con Microsoft: senza un tetto definito, gli investitori non potevano modellare i flussi di cassa futuri.

Satya Nadella, in una nota interna citata da Reuters, ha definito l'accordo "giusto per entrambe le parti". La verita' di mercato e' diversa: Microsoft ha incassato il vantaggio strategico (la licenza esclusiva per sei anni) e ora monetizza il portafoglio Azure indipendentemente; OpenAI in cambio mantiene la liberta' di crescere oltre il guinzaglio Redmond. Per il settore, il segnale e' chiaro: dopo questa rinegoziazione, ogni partnership esclusiva tra big tech e laboratorio IA verra' messa in discussione.