Il contratto che lega OpenAI e Microsoft prevede un tetto massimo di 38 miliardi di dollari ai pagamenti che OpenAI dovra' versare al gruppo di Redmond come quota dei propri ricavi, fino al 2030. Lo ha riferito l'11 maggio 2026 The Information, ripreso da Reuters: una cifra molto inferiore ai circa 135 miliardi di dollari che il vecchio accordo avrebbe potuto generare entro la fine del decennio. E' uno degli ultimi tasselli a emergere dalla rinegoziazione del rapporto fra le due aziende, formalizzata alla fine di ottobre 2025 e poi affinata nei mesi successivi.

Che cos'e' la "revenue share" e perche' esisteva

Quando Microsoft ha investito miliardi di dollari in OpenAI a partire dal 2019, l'intesa non prevedeva solo capitale e crediti cloud su Azure: includeva anche una clausola di condivisione dei ricavi. In pratica, una percentuale del fatturato di OpenAI tornava indietro a Microsoft, che a sua volta riconosceva a OpenAI una quota dei ricavi generati con i prodotti basati sui suoi modelli (come Copilot). Era il modo in cui il principale finanziatore "rientrava" dell'investimento man mano che OpenAI cresceva.

Con il fatturato di OpenAI che corre - secondo le stime piu' diffuse l'azienda viaggia ormai su un tasso di ricavi annualizzato di decine di miliardi di dollari - quella percentuale, lasciata libera, sarebbe diventata un macigno. Da qui il tetto: i pagamenti continueranno alla stessa aliquota fino al 2030, ma non potranno superare complessivamente i 38 miliardi citati dal report.

Tecnico in un data center con server specchiati, l'infrastruttura cloud al centro dell'accordo OpenAI-Microsoft
L'accesso al cloud resta un nodo centrale del rapporto fra OpenAI e Microsoft.

Cosa e' cambiato con la nuova partnership

Il tetto ai pagamenti e' solo una parte della revisione annunciata a fine ottobre 2025, quando OpenAI ha completato la trasformazione del proprio braccio operativo in una public benefit corporation. I punti chiave comunicati allora dalle due aziende:

  • Fine dell'esclusiva su Azure. OpenAI puo' ora acquistare capacita' di calcolo anche da altri fornitori cloud, pur restando legata a un impegno di spesa su Azure dichiarato attorno ai 250 miliardi di dollari.
  • Diritti di proprieta' intellettuale. Microsoft mantiene l'accesso ai modelli e ai prodotti di OpenAI fino al 2032, con alcune eccezioni per i modelli con "pesi aperti"; restano fuori i modelli sviluppati internamente da Microsoft.
  • Quota azionaria. Microsoft detiene circa il 27% della nuova OpenAI Group PBC, una partecipazione valutata diverse centinaia di miliardi di dollari sulla carta.
  • Clausola AGI. La verifica del raggiungimento di un'"intelligenza artificiale generale" - che storicamente avrebbe alleggerito gli obblighi di OpenAI verso Microsoft - viene affidata a un panel indipendente di esperti.

Perche' il tetto conta per OpenAI

OpenAI brucia ancora enormi quantita' di denaro in calcolo e ricerca, e ha promesso impegni infrastrutturali colossali (i progetti legati a "Stargate" e ai data center valgono, sommati, cifre nell'ordine delle migliaia di miliardi nel prossimo decennio). Ridurre l'esborso strutturale verso Microsoft - da una percentuale potenzialmente illimitata a un tetto fisso - migliora il profilo finanziario dell'azienda e rende piu' credibile lo scenario, evocato piu' volte dal management, di una futura quotazione in Borsa.

Per Microsoft il calcolo e' diverso: incassera' meno di quanto avrebbe potuto in teoria, ma si garantisce per anni l'accesso alla tecnologia di OpenAI e si libera del vincolo di doverle fornire in esclusiva l'infrastruttura, potendo cosi' spingere i propri modelli e le proprie offerte cloud verso altri laboratori di IA, come ha gia' iniziato a fare con Anthropic.

Cosa cambia per chi usa questi prodotti

Nell'immediato, nulla: ChatGPT, le API di OpenAI e Microsoft Copilot continuano a funzionare come prima. Ma la cornice contrattuale ha effetti di medio periodo. La fine dell'esclusiva su Azure significa che OpenAI puo' distribuire i suoi servizi anche su altri cloud, riducendo i colli di bottiglia e, potenzialmente, i costi - un fattore che pesa sui prezzi delle API. E il fatto che Microsoft possa ora competere apertamente con OpenAI, pur restandone azionista, accelera la frammentazione del mercato: per le aziende clienti significa piu' alternative, ma anche rapporti commerciali piu' intricati fra fornitori che un tempo erano alleati stretti.

Resta da vedere se i 38 miliardi saranno l'ultima parola: i termini economici fra OpenAI e Microsoft sono stati rivisti piu' volte negli ultimi due anni, e l'evoluzione del fatturato di OpenAI - oltre a eventuali nuovi round di finanziamento - potrebbe riaprire il negoziato prima del 2030.

Una storia di alleanza e attrito

Il rapporto fra le due aziende e' stato per anni il piu' citato esempio di simbiosi nell'industria dell'IA: Microsoft ha messo il calcolo e i miliardi, OpenAI la ricerca e i modelli; Azure ha potuto vendere "OpenAI on Azure" come argomento di vendita unico, e Office si e' trasformato in una piattaforma di Copilot. Ma man mano che OpenAI cresceva - nuovi prodotti consumer, accordi diretti con grandi aziende, ambizioni hardware - i punti di attrito si sono moltiplicati: chi controlla la roadmap dei modelli, chi puo' rivendere cosa, quanto Microsoft puo' costruire da solo per non dipendere troppo da un partner che e' anche, sempre piu', un concorrente. La crisi di governance del novembre 2023 - il licenziamento e il reintegro lampo di Sam Altman - aveva mostrato quanto fosse fragile l'equilibrio. La rinegoziazione del 2025-2026 e' il tentativo di riscriverlo su basi piu' sostenibili per entrambi: meno esclusivita', meno dipendenza reciproca, paletti economici chiari.

Per gli osservatori, il segnale piu' importante non e' la cifra in se' ma la direzione: i grandi laboratori e i grandi cloud stanno diversificando in modo aggressivo. OpenAI compra calcolo da piu' fornitori; Microsoft investe in Anthropic e spinge i propri modelli; Google finanzia Anthropic mentre sviluppa Gemini; Amazon e' dentro Anthropic ma corteggia tutti. L'epoca delle coppie fisse - un laboratorio, un cloud - sta finendo, e contratti come questo, con tetti e clausole di uscita, ne sono la fotografia.