OpenAI ha annunciato il 22 luglio 2026 il suo primo data center progettato e costruito internamente: si chiama Project Camellia, sorgera' nella contea di Effingham in Georgia, a circa 40 minuti da Savannah, e assorbira' fino a 3,2 gigawatt di potenza elettrica. L'investimento privato dichiarato e' di almeno 20 miliardi di dollari. E' un altro tassello, enorme, del programma infrastrutturale Stargate con cui l'azienda di Sam Altman sta cercando di assicurarsi la capacita' di calcolo necessaria per addestrare e far funzionare i suoi modelli.
Quanto e' grande e quando entrera' in funzione
Il campus sara' composto da quattro edifici che occuperanno circa 101 acri all'interno del Savannah Gateway Industrial Hub, un'area industriale gia' urbanizzata di 2.600 acri vicino a Rincon, a circa 40 chilometri a nord-ovest di Savannah. La fornitura elettrica e' regolata da un accordo di 25 anni con Georgia Power, strutturato su una consegna a fasi dei 3,2 GW tra il 2028 e il 2032. Le prime centinaia di megawatt dovrebbero entrare in funzione gia' nel 2028. Per dare un'idea della scala: 3,2 gigawatt sono paragonabili al consumo di una grande citta', ed e' proprio l'energia — non i chip — a essere diventata il collo di bottiglia principale dell'IA.
La differenza rispetto agli altri progetti Stargate
Fino a oggi OpenAI aveva realizzato i suoi impianti in partnership con operatori come Oracle e SoftBank. Project Camellia e' invece il primo data center che l'azienda dichiara di voler progettare e costruire in proprio, un cambio di passo che indica la volonta' di controllare direttamente la propria catena di approvvigionamento del calcolo. Il progetto rientra nell'iniziativa Stargate, il piano da centinaia di miliardi di dollari lanciato all'inizio del 2025 per costruire capacita' di calcolo negli Stati Uniti.
La spesa di OpenAI e' arrivata a 750 miliardi
Camellia va letta dentro un quadro finanziario che ha assunto proporzioni vertiginose. Secondo i conteggi di TechCrunch, l'insieme degli impegni di spesa di OpenAI in infrastrutture ha ormai superato i 750 miliardi di dollari, cifra che alimenta il dibattito su quanto sia sostenibile questa corsa e su chi finanziera' davvero questi impegni pluriennali. La scommessa implicita e' che la domanda di calcolo per l'IA continui a crescere abbastanza da giustificare investimenti che, per singolo campus, superano il PIL di interi Paesi.
Cosa cambia per la Georgia e per i cittadini
Per il territorio l'impatto e' doppio. Da un lato ci sono le promesse di ricadute economiche: OpenAI ha previsto un forum pubblico a fine luglio presso l'Effingham County College and Career Academy per rispondere alle domande dei residenti, e ha annunciato benefici per la comunita' e crediti per l'uso dei propri strumenti destinati agli studenti locali. Dall'altro restano i nodi tipici di questi mega-impianti: il consumo di acqua per il raffreddamento, la pressione sulla rete elettrica e sulle tariffe, e la reale creazione di posti di lavoro una volta terminata la fase di costruzione. Sono le stesse tensioni che si stanno manifestando in tutti gli Stati americani dove atterrano i data center dell'IA, dalla Louisiana — dove Meta punta a 14 GW entro il 2027 — al Wisconsin.
Il messaggio strategico di OpenAI e' comunque netto: chi vorra' competere nell'IA di frontiera dovra' possedere non solo i modelli migliori, ma anche l'energia e il cemento per farli girare. E la Georgia, con questo annuncio, entra ufficialmente nella mappa della corsa globale al calcolo.



