DeepSeek, il laboratorio cinese diventato celebre per aver offerto modelli di intelligenza artificiale potenti a prezzi stracciati, sta cambiando marcia. Nei primi giorni di agosto 2026 la societa' di Hangzhou ha riaperto il suo secondo round di finanziamento, puntando a raccogliere circa 8 miliardi di dollari con una valutazione vicina ai 74 miliardi (500 miliardi di yuan), e allo stesso tempo ha avvisato gli sviluppatori che i prezzi delle sue API stanno per salire in modo "significativo". Due mosse che, insieme, segnano l'ingresso di DeepSeek in una nuova fase, piu' ambiziosa e meno votata al ribasso a ogni costo.
Un round riaperto dopo lo stop di luglio
La raccolta di capitali era stata sospesa il mese precedente, come riferito da Bloomberg, dopo il malumore degli investitori per alcune dichiarazioni del fondatore trapelate all'esterno. Ora il processo e' ripartito, con il gruppo Monolith Management in trattativa per partecipare. Se andra' in porto alla valutazione ipotizzata, DeepSeek si collochera' tra i laboratori di IA piu' valutati al mondo, a conferma di quanto il capitale internazionale sia disposto a scommettere anche sulle realta' cinesi nonostante le tensioni geopolitiche.
Addio ai prezzi stracciati?
La notizia che tocca piu' da vicino chi sviluppa applicazioni e' l'annuncio dell'aumento delle tariffe. In una comunicazione l'azienda ha scritto di voler "aumentare il prezzo complessivo dei servizi API di DeepSeek nel prossimo futuro, con un incremento significativo atteso", invitando gli sviluppatori a pianificare di conseguenza il proprio utilizzo. I dettagli - quanto saliranno esattamente i prezzi, da quando e se il rincaro riguardera' tutti i modelli o solo le varianti piu' pesanti - non sono ancora stati resi noti.
E' un cambio di rotta rilevante. DeepSeek aveva costruito la propria reputazione proprio sul costo: ancora il 31 luglio aveva rilasciato un aggiornamento del modello V4-Flash, con punteggi migliori nei test su programmazione e capacita' agentiche, mantenendo le tariffe invariate. Alcune analisi di settore avevano calcolato che i suoi prezzi fossero decine di volte piu' bassi di quelli dei principali laboratori occidentali. Ritoccare al rialzo il listino significa mettere alla prova la fedelta' di una base di sviluppatori attratta soprattutto dalla convenienza.
La guerra dei prezzi cinese entra in una fase nuova
Il caso DeepSeek e' anche il termometro di un mercato, quello cinese, in piena ebollizione. Alibaba ha appena presentato il suo modello piu' grande di sempre, Qwen3.8-Max, puntando sulla capacita' piu' che sul prezzo; Moonshot, con i modelli Kimi, punta a una quotazione in borsa a Hong Kong; ByteDance investe cifre enormi su modelli sempre piu' grandi. In questo contesto, la guerra dei prezzi al ribasso che aveva reso famoso DeepSeek appare sempre meno sostenibile per tutti. La scelta di alzare le tariffe potrebbe quindi anticipare un riassestamento piu' ampio del settore, in cui anche gli operatori cinesi iniziano a dare priorita' alla redditivita'.
Cosa c'e' dietro il cambio di strategia
Le due mosse vanno lette insieme. Addestrare e far funzionare modelli sempre piu' grandi costa moltissimo, e la guerra dei prezzi al ribasso non e' sostenibile all'infinito. Raccogliere 8 miliardi di dollari serve a finanziare calcolo e ricerca; alzare i prezzi delle API serve a rendere piu' sano il conto economico. DeepSeek, insomma, sembra voler passare dalla fase della conquista di quote di mercato a colpi di sconti a una fase di consolidamento.
Per chi in Italia e in Europa ha integrato i modelli di DeepSeek nelle proprie applicazioni, il consiglio pratico e' tenere d'occhio le comunicazioni ufficiali sui nuovi listini e valutare fin d'ora delle alternative, sia tra gli altri laboratori cinesi (come Alibaba con Qwen o Moonshot con Kimi) sia tra i modelli aperti scaricabili in locale, che azzerano i costi per singola chiamata. La stagione dell'IA "quasi gratis" firmata DeepSeek, se non e' finita, sta almeno entrando in una fase diversa.




