Microsoft presentera' a settembre 2026 il Maia 300, la nuova generazione del suo acceleratore per l'intelligenza artificiale, e ha avviato con TSMC trattative per assicurarsi la produzione di oltre 300.000 unita', con le prime consegne attese nel 2027. Lo hanno riferito il 10 agosto The Information e diverse testate specializzate. E' il segnale piu' concreto, finora, che il colosso di Redmond fa sul serio nel tentativo di costruirsi in casa i chip che alimentano i suoi servizi, riducendo la dipendenza dalle costosissime GPU di Nvidia.

Cosa sappiamo del Maia 300 e delle quantita' in gioco

Il Maia 300 e' il successore del Maia 200, l'acceleratore per l'inferenza che Microsoft aveva presentato a inizio 2026. Secondo le indiscrezioni l'azienda punta a un volume iniziale di oltre 300.000 chip prodotti da TSMC, con l'ambizione dichiarata di arrivare nel tempo a superare il milione di unita'. E' un traguardo che gli stessi analisti giudicano difficile, sia per la disponibilita' dei componenti sia per lo stato attuale dei colloqui con il produttore taiwanese.

La strada non e' stata liscia. Il precedente Maia 200 era arrivato in ritardo dopo che i primi test avevano deluso gli obiettivi interni di prestazione, ed e' finito in un numero limitato di data center. Nonostante questo, l'ad Satya Nadella ha dichiarato agli investitori che la linea Maia offre prestazioni per dollaro superiori del 30% rispetto all'hardware oggi in uso.

Il Maia 300 sara' prodotto da TSMC: Microsoft punta a oltre 300.000 unita'.

Perche' Microsoft vuole i suoi chip (e non solo quelli di Nvidia)

La logica e' la stessa che spinge da mesi tutti i grandi del cloud: dipendere da un unico fornitore per il cuore dell'infrastruttura IA e' costoso e rischioso. Le GPU di Nvidia hanno margini elevati e sono contese da tutto il mercato; progettare acceleratori proprietari permette a Microsoft di controllare meglio i costi, ottimizzare l'hardware per i propri carichi di lavoro su Azure e negoziare da una posizione piu' forte.

Non e' un caso che Microsoft si muova mentre gli altri fanno lo stesso: Google ha i suoi TPU, Amazon i chip Trainium e Inferentia, e persino Anthropic ha annunciato di voler progettare acceleratori propri. La corsa al silicio "fatto in casa" e' ormai una delle partite decisive del settore.

Anthropic tra i possibili clienti esterni

La novita' piu' interessante e' che Microsoft non vuole tenere il Maia 300 solo per se'. L'azienda sarebbe in trattativa con clienti esterni, tra cui il laboratorio di IA Anthropic, per distribuire il chip su piu' ampia scala. Sarebbe un salto di ruolo notevole: da consumatore di silicio a fornitore, in diretta concorrenza con Nvidia sul terreno che finora e' stato il suo feudo.

Molto dipendera' dalle prestazioni reali del chip, che si conosceranno solo dopo la presentazione ufficiale, e dalla capacita' produttiva che TSMC riuscira' effettivamente a garantire, in un momento in cui ogni fetta di produzione avanzata e' contesa. Ma la direzione e' chiara: dopo aver investito decine di miliardi in data center, i giganti del cloud vogliono ora possedere anche i mattoni fondamentali dell'IA.

Con chip propri Microsoft punta a tagliare i costi dell'IA sul cloud Azure.

Per gli utenti e le aziende che usano i servizi IA di Microsoft, un hardware piu' efficiente potrebbe tradursi, col tempo, in prezzi piu' contenuti e in una maggiore disponibilita' di capacita' di calcolo. La presentazione di settembre dira' quanto di questa promessa e' gia' realta' e quanto resta, per ora, ambizione.