NVIDIA ha chiuso il primo trimestre dell'anno fiscale 2027 con ricavi record di 81,6 miliardi di dollari, in crescita dell'85% rispetto a un anno fa e del 20% sul trimestre precedente. I conti, diffusi mercoledi' 20 maggio 2026 e relativi al periodo terminato il 26 aprile, dicono una cosa semplice: la spesa mondiale per gli acceleratori dell'intelligenza artificiale continua a correre, e quasi tutta passa ancora dalle GPU del gruppo di Santa Clara.
Il dato piu' atteso dai mercati, la guidance per il trimestre in corso, e' arrivato addirittura sopra le stime: NVIDIA prevede ricavi attorno a 91 miliardi di dollari (con un margine del 2%), pur escludendo dal conteggio qualsiasi entrata legata alla vendita di chip per data center alla Cina.
I numeri del trimestre: data center a 75,2 miliardi
Il motore resta la divisione data center, che da sola ha generato 75,2 miliardi di dollari, il 92% in piu' rispetto a un anno prima. E' la parte di NVIDIA che vende le GPU usate per addestrare e far girare i grandi modelli di IA, dai sistemi di OpenAI e Anthropic fino ai cluster dei colossi del cloud come Microsoft, Amazon, Google e Meta.
La marginalita' resta elevatissima: il margine lordo si e' attestato al 74,9% (GAAP), mentre l'utile per azione diluito ha toccato i 2,39 dollari. Sono numeri che spiegano perche' NVIDIA sia diventata, nel giro di tre anni, una delle societa' a maggiore capitalizzazione del pianeta, trainata dal passaggio dei data center dall'informatica tradizionale al calcolo accelerato.
Cosa fara' NVIDIA con la liquidita': buyback e dividendo
Insieme ai conti, il consiglio di amministrazione ha annunciato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 80 miliardi di dollari e ha alzato il dividendo trimestrale da 0,01 a 0,25 dollari per azione (i valori tengono conto del frazionamento azionario gia' avvenuto). Sono segnali rivolti agli investitori: la societa' ritiene di avere ancora ampi margini di crescita e una generazione di cassa tale da poter remunerare gli azionisti senza intaccare gli investimenti in ricerca.
La guidance da 91 miliardi e l'incognita Cina
Il punto piu' delicato resta il mercato cinese. Da mesi le restrizioni all'export imposte da Washington limitano la possibilita' di vendere in Cina gli acceleratori piu' potenti, e la stessa NVIDIA ha scelto di costruire la propria previsione "azzerando" qualunque ricavo da compute per data center proveniente da quel paese. Tradotto: i 91 miliardi attesi per il trimestre in corso sono una stima prudente, che potrebbe rivedersi al rialzo se la situazione regolatoria si sbloccasse.
L'altra variabile e' la transizione alla nuova generazione di chip, l'architettura Blackwell, che NVIDIA sta portando nei data center di tutto il mondo. La capacita' di produrre e consegnare questi sistemi a ritmo sostenuto e' uno dei fattori che il management monitora con piu' attenzione, perche' la domanda continua a superare l'offerta.
Perche' questi conti pesano su tutto il settore
I risultati di NVIDIA sono diventati un termometro per l'intera economia dell'IA. Quando la societa' supera le attese, rafforza la tesi secondo cui gli enormi investimenti in infrastruttura annunciati da OpenAI, Anthropic, Google, Microsoft e dai grandi fondi non sono una bolla destinata a sgonfiarsi, ma una spesa che si traduce in ricavi reali lungo la catena dei semiconduttori.
Allo stesso tempo, la dipendenza del mercato da un singolo fornitore alimenta il dibattito sulla concentrazione: rivali come AMD, le soluzioni interne dei cloud provider (i chip Trainium di Amazon, i TPU di Google) e i produttori cinesi che puntano su alternative locali cercano di erodere il dominio di NVIDIA. Per ora, pero', i numeri raccontano un primato ancora solido. Il prossimo appuntamento sara' la trimestrale d'estate, quando si capira' se la guidance da 91 miliardi era prudente o realistica.




