A meta' maggio 2026 NVIDIA ha varcato una soglia simbolica: oltre 40 miliardi di dollari di impegni in partecipazioni azionarie in aziende dell'ecosistema dell'intelligenza artificiale, accumulati in poco piu' di un anno. Il conteggio, ricostruito dalla CNBC il 9 maggio, arriva dopo una settimana fittissima: l'8 maggio l'intesa con l'operatore di data center IREN, il 7 maggio l'accordo con Corning sulle fibre ottiche. Mai un fornitore di chip aveva investito cosi' tanto, e cosi' in fretta, nei propri stessi clienti.
E' una strategia che NVIDIA porta avanti da quando, all'inizio del 2025, ha cominciato a usare la montagna di liquidita' generata dalla vendita delle GPU per acquisire quote nelle societa' che quelle GPU le comprano e le fanno girare: laboratori di IA, operatori di data center, fornitori di cloud, startup di robotica e auto a guida autonoma. L'investimento piu' grande resta quello legato a OpenAI: circa 30 miliardi di dollari nell'ambito dell'intesa annunciata l'anno scorso. Ma la lista e' lunga e comprende, tra gli altri, partecipazioni in CoreWeave, xAI, Nscale, Nebius e Mistral.

L'accordo con IREN e quello con Corning
Con IREN, NVIDIA ha siglato una partnership strategica per accelerare la realizzazione di fino a 5 gigawatt di capacita' per l'IA nei data center dell'azienda, ottenendo il diritto di investire fino a 2,1 miliardi di dollari nel capitale. Il giorno prima era arrivato l'accordo con Corning: il colosso del vetro costruira' tre nuovi stabilimenti tra Texas e North Carolina per produrre componentistica ottica destinata alle reti dei data center, con piu' di 3.000 nuovi posti di lavoro; anche qui NVIDIA puo' acquisire una quota, fino a 3,2 miliardi di dollari. "Rivitalizzera' la manifattura americana", ha detto l'amministratore delegato Jensen Huang a proposito dell'intesa con Corning.
Entrambi gli accordi seguono lo stesso schema: NVIDIA mette capitale (o l'opzione di metterlo) in un'azienda che, a sua volta, costruira' infrastruttura basata sulle sue GPU e sulle sue tecnologie di rete. Per IREN significa accesso piu' rapido all'hardware piu' richiesto del mercato; per NVIDIA, la garanzia che la domanda continui a crescere.
Perche' il mercato parla di "finanziamento circolare"
Proprio questo meccanismo e' al centro delle critiche. Quando il principale fornitore di un settore finanzia i propri clienti, che con quei soldi tornano a comprare i suoi prodotti, una parte dei ricavi diventa, in sostanza, denaro che l'azienda ha prima prestato a se stessa. Diversi analisti e investitori parlano apertamente di "finanziamento circolare" e si chiedono quanto della crescita vertiginosa dei conti di NVIDIA sia domanda reale e quanto sia alimentata da queste partecipazioni incrociate, in un quadro che ricorda ad alcuni le dinamiche delle bolle tecnologiche.
NVIDIA respinge la lettura: sostiene di limitarsi a sbloccare colli di bottiglia - capitale, energia, capacita' produttiva - che rallentano la diffusione dell'IA, e ricorda che gli importi impegnati restano una frazione della sua liquidita'. Resta il fatto che la concentrazione e' notevole: pochi grandi soggetti (OpenAI, le hyperscaler, una manciata di operatori di data center) assorbono gran parte sia degli investimenti sia delle vendite di chip.
Cosa cambia per il mercato e per chi vigila
Per gli operatori di data center e le startup di IA, avere NVIDIA nel capitale e' diventato quasi un sigillo di garanzia: facilita l'accesso alle GPU, attira altri investitori, alza la valutazione. Per il resto del settore significa una dipendenza ancora piu' stretta da un'unica azienda lungo tutta la catena - chip, software, reti e ora anche finanziamento.
Sul fronte regolatorio, la mole di queste operazioni e gli intrecci che creano sono finiti sotto osservazione: si discute se la SEC negli Stati Uniti e le autorita' antitrust debbano guardare con piu' attenzione a partecipazioni che legano fornitore e clienti, e di come vadano contabilizzati ricavi che hanno una contropartita negli investimenti. NVIDIA non e' sola in questa corsa - Microsoft, Amazon e Google hanno anch'esse messo miliardi nelle societa' di IA - ma e' l'unica a farlo vendendo, allo stesso tempo, l'hardware su cui tutto il settore poggia. E con il superamento dei 40 miliardi, la domanda su quanto sia solida la base di questa espansione diventa difficile da ignorare.




