NVIDIA diffonde oggi, mercoledì 20 maggio 2026, i conti del primo trimestre dell'anno fiscale 2027, chiuso a fine aprile. I numeri arriveranno dopo la chiusura di Wall Street, quindi in tarda serata in Italia, ed è l'appuntamento più atteso dell'intera stagione delle trimestrali: da come va l'azienda di Santa Clara dipende l'umore di un mercato azionario che ha legato gran parte dei propri rialzi alla spesa per l'intelligenza artificiale.
I numeri attesi: 79 miliardi di ricavi e utili più che raddoppiati
Il consenso degli analisti raccolto da Wall Street stima ricavi intorno a 79,2 miliardi di dollari, in crescita di quasi l'80% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, e un utile per azione vicino a 1,78 dollari, in aumento di circa il 120% su base annua. Sarebbe l'ennesimo trimestre da record per un'azienda che a fine febbraio, con i conti dell'intero anno fiscale 2026, aveva già battuto le previsioni su ricavi e profitti.
Il punto, però, non è tanto se NVIDIA supererà le stime — lo fa quasi sempre — ma di quanto e, soprattutto, cosa dirà sulla domanda futura. Gli investitori guardano alla cosiddetta guidance, cioè le indicazioni sul trimestre in corso: è lì che si capisce se la corsa ai data center è destinata a continuare o a rallentare.
Perché Blackwell è al centro di tutto
Il motore di questi numeri ha un nome: Blackwell, l'architettura di GPU per data center che secondo l'azienda sta entrando in produzione più velocemente del previsto. NVIDIA mantiene una quota stimata intorno all'81% nel mercato degli acceleratori per l'IA, nonostante la concorrenza crescente dei chip progettati internamente dai grandi gruppi cloud (Google con i TPU, Amazon con Trainium, Microsoft con Maia).
Il fondatore e amministratore delegato Jensen Huang ha dichiarato di aspettarsi di vendere circa mille miliardi di dollari di chip per l'IA nell'arco del 2026 e del 2027. È una cifra enorme, che racconta quanto NVIDIA sia diventata l'infrastruttura su cui poggia l'intero settore: ogni grande modello, da GPT a Gemini a Claude, gira su hardware che in larghissima parte porta il suo marchio.
Le scommesse da 40 miliardi e la dipendenza da pochi clienti
Nel 2026 NVIDIA non si è limitata a vendere chip: ha superato i 40 miliardi di dollari di investimenti azionari in altre aziende del settore. La scommessa più grande è un assegno da 30 miliardi per OpenAI, suo cliente di lunga data, mentre la partecipazione da 5 miliardi in Intel oggi vale oltre 25 miliardi. È una strategia che alimenta l'ecosistema dei propri acquirenti, ma che solleva anche dubbi: parte della domanda di GPU arriva da aziende a loro volta finanziate, direttamente o indirettamente, da NVIDIA.
L'altro nodo è la concentrazione: una quota rilevante dei ricavi proviene da pochi grandi clienti, gli stessi colossi del cloud che stanno spendendo cifre senza precedenti. Per il solo 2026, la spesa in conto capitale combinata di Microsoft, Alphabet e Amazon è stimata intorno ai 570 miliardi di dollari; Microsoft prevede da sola circa 190 miliardi e Meta una forbice tra 115 e 135 miliardi. Finché questi investimenti continuano, NVIDIA cresce. Il timore, periodicamente evocato dagli analisti, è che prima o poi questa spesa raggiunga un picco.
Perché questa trimestrale muove tutto il settore tech
NVIDIA pesa per una fetta consistente dei principali indici azionari americani: una reazione brusca del titolo dopo i conti si trasferisce quasi automaticamente sull'intero comparto tecnologico, e di riflesso anche sulle borse europee. Per questo l'appuntamento di oggi viene seguito ben oltre la cerchia degli addetti ai lavori.
Le domande a cui Huang dovrà rispondere nella conference call sono concrete: la transizione verso Blackwell sta avvenendo senza colli di bottiglia produttivi? Le restrizioni statunitensi alle esportazioni verso la Cina continuano a pesare sui ricavi? E la domanda dei grandi clienti cloud è ancora in accelerazione o sta entrando in una fase più matura? Le risposte, attese in serata, diranno molto su dove si dirige il mercato dell'IA nei prossimi mesi.




