La candidatura italiana per ospitare uno dei nodi della futura Frontier AI europea è stata depositata lunedì 11 maggio 2026 a Bologna, durante l'incontro bilaterale tra la ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e la commissaria europea per la Ricerca e l'Innovazione Ekaterina Zaharieva. Sede della trattativa il DAMA Tecnopolo, l'area ex-Manifattura Tabacchi che da quattro anni concentra il supercomputer Leonardo, l'European Centre for Medium-Range Weather Forecasts e il Centro nazionale HPC.

Cos'è la Frontier AI europea

Frontier AI è il nome del piano che Bruxelles ha messo nero su bianco a gennaio 2026 nel EU AI Continent Action Plan: una rete di 5 grandi centri di addestramento di modelli fondazionali, con almeno 100.000 GPU per nodo e accesso aperto a università, startup e PMI europee. Il budget complessivo è di 20 miliardi entro il 2028, finanziati da Horizon Europe, Digital Europe Programme e dai cofinanziamenti degli stati membri. La Commissione sceglierà i nodi entro fine 2026.

L'obiettivo politico è chiaro: ridurre la dipendenza europea dai data center statunitensi e cinesi per l'addestramento di LLM e modelli multimodali. Oggi un'azienda europea che vuole addestrare un modello da 70 miliardi di parametri deve quasi sempre rivolgersi a hyperscaler americani, con costi in dollari e con vincoli giurisdizionali extra-UE. Frontier AI è il tentativo di rovesciare il rapporto, mettendo a disposizione capacità di calcolo a tariffe regolate.

Perché Bologna ha le carte in regola

Il Tecnopolo ospita già il quarto supercomputer più potente d'Europa, Leonardo, da 250 petaflop di picco, gestito dal Cineca. Accanto a Leonardo, è in costruzione Lisa, una nuova macchina a 10 exaflop annunciata a febbraio dal Cineca insieme a Eviden e prevista in attivazione tra fine 2026 e primo trimestre 2027. La combinazione delle due infrastrutture porterà Bologna oltre i requisiti minimi previsti dal piano Frontier AI.

A questo si aggiunge IT4LIA, la AI Factory selezionata dalla Commissione europea nel primo bando di dicembre 2024 e operativa da settembre 2025. IT4LIA è tra le sette AI Factory europee scelte dalla Commissione, ha già attivato quasi 500 progetti in un anno e funge da incubatore di startup e da hub di accesso per PMI italiane ed europee. Tra i progetti più visibili il modello Domyn Small, addestrato proprio su Leonardo e annunciato il 13 maggio.

Leonardo del Cineca, già il quarto supercomputer più potente d'Europa, sarà affiancato da Lisa entro inizio 2027. Foto: Pexels.

I concorrenti europei: Parigi, Monaco e Barcellona

La gara non sarà tranquilla. Francia e Germania hanno già presentato le proprie candidature, rispettivamente su Bruyères-le-Châtel (sede del CEA-DAM) e Garching (sede del Leibniz Supercomputing Centre). Anche la Spagna spinge il Barcelona Supercomputing Center, mentre i Paesi nordici puntano sul progetto LUMI in Finlandia. Più volte la Commissione ha indicato che l'assegnazione cercherà un equilibrio geografico, con almeno un nodo nel Sud Europa.

L'arma italiana è doppia: da un lato la continuità operativa di IT4LIA, già valutata positivamente da Bruxelles; dall'altro l'esistenza di un pacchetto chiavi in mano messo a punto da MUR, Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna. Il pacchetto prevede 700 milioni di cofinanziamento nazionale per l'estensione del Tecnopolo e 200 milioni per servizi di housing, sicurezza e connettività in fibra dedicata verso il GARR.

Cosa cambia per ricercatori, startup e imprese italiane

Se la candidatura passa, dal 2027 ricercatori italiani potranno accedere a quote dedicate di calcolo per addestrare modelli fondazionali con un sistema simile a quello già sperimentato da EuroHPC. Per le startup, il Tecnopolo offrirà pacchetti pre-pagati per inferenza e fine tuning a costi tra il 30% e il 50% inferiori rispetto agli hyperscaler americani.

Per la pubblica amministrazione, il punto più rilevante è la localizzazione dei dati di addestramento. Un nodo Frontier AI con sede italiana significa poter addestrare modelli su corpus sanitari, fiscali e di sicurezza nazionale senza esportare i dati al di fuori dei confini europei: un tassello fondamentale per i progetti su sanità pubblica e PA digitale già previsti nel piano PNRR 2.0.

I tempi e i rischi

Il calendario è stretto. La Commissione raccoglierà le candidature entro il 30 giugno, farà le valutazioni tecniche tra luglio e settembre e annuncerà i nodi vincitori al consiglio Competitività di ottobre. Bernini ha detto, durante il punto stampa al Tecnopolo, che «Bologna ha tutti gli elementi per ottenere un nodo: capacità di calcolo, esperienza di esercizio e una rete di centri di ricerca riconosciuta».

Il rischio maggiore è politico. La Francia ha annunciato a febbraio una propria strategia nazionale da 10 miliardi (France AI 2027) e ha già ottenuto il via libera della Commissione per il AI Hub di Saclay. Berlino, dal canto suo, ha legato la propria candidatura alla joint venture Aleph Alpha-Schwarz, di forte rilevanza industriale. Per Bologna sarà cruciale dimostrare che la sua proposta è meno legata a interessi nazionali e più orientata al servizio europeo.

La risposta arriverà entro l'autunno. Per il sistema italiano dell'IA — startup come Domyn, iGenius, Almawave, Translated, gruppi di ricerca CNR e InfN — sarebbe il primo grande riconoscimento infrastrutturale dopo il Recovery Plan. Per Bologna, l'occasione di consolidare un ruolo di capitale europea del calcolo che si è costruita un pezzo alla volta dal 2022.