Apple chiude due anni di ritardo sull'IA generativa con il WWDC 2026, in programma dall'8 al 12 giugno a Cupertino. Le indiscrezioni che si rincorrono da settimane su Bloomberg, MacRumors e Tom's Guide convergono ormai su un'unica linea: il keynote sarà dominato dalla nuova Siri 2.0, riscritta da zero e descritta dagli stessi ingegneri come un «always-on agent» capace di agire sulle app.
Cosa cambia tecnicamente in Siri 2.0
Mark Gurman di Bloomberg ha pubblicato il 12 maggio i dettagli più affidabili: Siri 2.0 si baserà su un'architettura ibrida, con un modello on-device da 7-9 miliardi di parametri per le richieste rapide e un modello cloud (chiamato internamente LLM Siri Cloud, attorno ai 150 miliardi di parametri) per ragionamenti più complessi. Il rendering del cursore e l'animazione «glowing» nella Dynamic Island confermano una svolta visiva: l'assistente non è più un overlay ma una superficie persistente.
La parte rivoluzionaria, però, è la scelta del motore. Per la prima volta dalla nascita di Siri nel 2011, Apple aprirà un pannello dedicato in Impostazioni > Apple Intelligence > Modello con tre opzioni: Apple LLM (default), Google Gemini, Anthropic Claude. Una quarta voce, OpenAI ChatGPT, resta come gateway opzionale come già oggi accade per le funzioni avanzate. Gli accordi commerciali — secondo The Information — prevedono pagamenti per Apple in cambio dell'inclusione, in stile motore di ricerca di Safari.
Cosa potrà fare Siri sulle app
Il salto più concreto rispetto alla versione attuale è il controllo delle app tramite le App Intents estese. Siri 2.0 potrà vedere ciò che c'è sullo schermo (con un nuovo permesso Screen Understanding), ricordare le conversazioni precedenti, accedere selettivamente a Foto, Mail, Messaggi e Calendario. Apple ha pubblicato sul Developer Portal una nuova versione di App Intents in beta a marzo, con supporto per oltre 200 azioni standard.
Esempi già mostrati ai partner durante l'evento riservato di aprile: «Manda al direttore le foto della riunione di martedì in cui sorride», «Prenota un tavolo a quel ristorante che ho aperto su Maps stamattina, per quattro persone», «Trova nelle mie note tutti i passaggi su Claude e mettili in un articolo Pages». Le tre azioni richiedono un controllo congiunto di più app e l'utilizzo di memoria conversazionale persistente.
Foto, video e AI generativa locale
Il secondo pilastro del WWDC sarà la fotocamera generativa. iOS 27 introdurrà in app Foto strumenti di extend, enhance e reframe basati su un nuovo modello di diffusione on-device. La filosofia è opposta a quella di Pixel Magic Eraser di Google: tutto il calcolo resta locale, niente upload, niente metadati cloud. Apple riprende l'approccio già visto su Clean Up di Apple Intelligence, ma lo estende all'aggiunta di sfondi, all'allargamento delle inquadrature, alla riscrittura della prospettiva.
Per i video, Final Cut Pro per Mac riceve una funzione di retiming generativo: l'IA può rallentare clip a 24fps fino a 240fps interpolando frame intermedi senza artefatti. Il modello sottostante è basato su un'evoluzione di RIFE adattata da Apple per i chip M5 e M5 Pro, annunciati a ottobre 2025.
I numeri del catalogo: iOS 27, iPadOS 27, macOS 27
Apple ribattezzerà i sistemi operativi seguendo l'anno solare 2027, come già fatto da settembre 2025. iOS 27 sarà quindi il successore di iOS 26, iPadOS 27 e macOS 27 (nome in codice Tahoe Plus) seguiranno la stessa convenzione. La compatibilità degli iPhone sarà ristretta: secondo MacRumors, Siri 2.0 a piena potenza richiederà iPhone 16 Pro o successivi, mentre l'iPhone 15 standard avrà solo Apple LLM ridotto.
Sui Mac, l'Apple Silicon M5 e M5 Pro saranno ottimizzati per il nuovo modello cloud, con un acceleratore Neural Engine da 50 TOPS. Per i computer più vecchi, Apple promette comunque l'accesso a Siri 2.0 via cloud, con tempi di risposta leggermente più alti.
Cosa significa per la concorrenza
L'annuncio arriva una settimana dopo il The Android Show: I/O Edition in cui Google ha mostrato Gemini Intelligence per Android, una funzione molto simile a Siri 2.0 nelle ambizioni: agente che opera tra le app, memoria di conversazione, automazione di task. La sovrapposizione è tale che Apple e Google si troveranno a competere sugli stessi casi d'uso, con Apple che gioca la carta della privacy e Google quella della potenza assoluta di calcolo cloud.
OpenAI resterà come piattaforma, ma con un ruolo più defilato sui dispositivi consumer. Anthropic, già sotto i riflettori per la possibile IPO, otterrebbe dalla sponsorizzazione Apple una distribuzione di scala straordinaria: con 250 milioni di utenti attivi giornalieri di Siri, anche un 10% che selezioni Claude come motore significherebbe 25 milioni di utenti aggiuntivi.
Le incognite che restano
Tre punti restano aperti. Il primo è la data effettiva di rilascio: Apple potrebbe annunciare Siri 2.0 al WWDC ma rilasciarla solo con iOS 27.1 in autunno, come successo con Apple Intelligence l'anno scorso. Il secondo è il supporto linguistico: italiano e altre lingue europee dovrebbero arrivare in beta entro dicembre. Il terzo, il più politico, è l'UE: Bruxelles ha richiesto chiarimenti sulla compatibilità tra Siri 2.0 e il Digital Markets Act, in particolare sulla possibilità per terzi di sviluppare assistenti alternativi.
Le riposte arriveranno lunedì 8 giugno a Cupertino. Per Apple, è il keynote più importante dal 2007: dopo due anni in cui la concorrenza ha imposto agli investitori il dubbio che la società di Tim Cook avesse perso il treno dell'IA, il WWDC 2026 è la finestra in cui può provare il contrario.




