Google ha portato gli agenti dentro la Ricerca. Tra gli annunci del Google I/O 2026 e i rilasci delle settimane successive, due novità cambiano il modo di usare il motore di ricerca: gli «information agents», che lavorano in background 24 ore su 24 per avvisarti quando cambia qualcosa che ti interessa, e la possibilità che Google telefoni alle aziende al posto tuo per prenotare un servizio. Entrambe arriveranno nel corso dell'estate, prima per gli abbonati a pagamento.

Come funzionano gli «information agents»

Finora una ricerca era un'azione singola: chiedi, ottieni risposte, fine. Gli information agents ribaltano questa logica. Una volta impostata una domanda — per esempio «avvisami se esce un biglietto sotto i 200 euro per quel concerto» o «monitora le novità su un certo farmaco» — l'agente continua a lavorare per conto tuo, analizzando blog, siti di notizie e post sui social, oltre ai dati freschi di Google su finanza, shopping e sport. Quando individua un cambiamento rilevante, te lo segnala.

Gli information agents monitorano il web in background e avvisano l'utente.

È un passaggio dalla ricerca «a comando» a una ricerca «continua», che secondo Google debutterà prima per gli abbonati AI Pro e Ultra. Nello stesso aggiornamento, AI Mode — la modalità conversazionale del motore — adotta Gemini 3.5 Flash come modello predefinito a livello globale e ha superato il miliardo di utenti mensili.

Quando Google chiama le aziende per te

La seconda novità è ancora più concreta. Google estende le capacità di prenotazione agentica a nuove categorie: non solo ristoranti, ma anche servizi locali come riparazioni domestiche, beauty e cura degli animali. Per alcune di queste categorie il sistema può letteralmente chiamare l'attività al telefono per verificare disponibilità e prezzi, riferendoti poi il risultato. Il rilascio iniziale riguarda gli Stati Uniti, sempre nel corso dell'estate.

La prenotazione agentica può includere chiamate vocali alle attività locali.

Come usarlo e cosa aspettarsi in Italia

Per provare la nuova Ricerca agentica serve attivare AI Mode, già presente nell'app Google e nella pagina di ricerca in numerosi Paesi. Le funzioni più avanzate — information agents e prenotazioni con chiamata — sono però legate agli abbonamenti Google AI Pro e Ultra e, almeno in partenza, agli Stati Uniti. In Italia l'arrivo sarà probabilmente più graduale, anche per via delle regole europee su privacy e trasparenza: una telefonata fatta da un'IA, per esempio, pone temi di consenso e di identificazione che il quadro UE affronta con attenzione.

Vale la pena ricordare due limiti pratici. Il primo: gli agenti che monitorano il web consumano risorse e, come ogni sistema automatico, possono generare falsi allarmi o perdere segnali importanti. Il secondo: delegare le prenotazioni significa fidarsi delle scelte dell'IA, perciò conviene iniziare con compiti a basso rischio prima di affidarle questioni delicate. Per chi vive di ricerche online e organizzazione — giornalisti, professionisti, piccoli imprenditori — è comunque una delle evoluzioni più interessanti dell'anno, e va tenuta d'occhio man mano che si estende all'Europa.

C'è anche un risvolto strategico che riguarda tutti, non solo gli abbonati. Spostando parte della ricerca su agenti che setacciano il web e riassumono le fonti, Google riduce il numero di clic che arrivano ai siti: un cambiamento che editori, negozi online e creatori di contenuti seguono con preoccupazione, perché tocca il modello economico stesso del web. È la stessa tensione già emersa con le risposte generate dall'IA in cima ai risultati, ora portata a un livello superiore. Per gli utenti significa più comodità; per chi vive di traffico organico, l'ennesima ragione per ripensare il proprio rapporto con il motore di ricerca.