DeepSeek, il laboratorio cinese diventato celebre a inizio 2025 per i modelli a basso costo che misero in allarme la Silicon Valley, sta per chiudere il suo primo round di finanziamento esterno: circa 7,4 miliardi di dollari, una cifra che porterebbe la valutazione tra i 52 e i 59 miliardi. Lo hanno riferito il 3 giugno 2026 fonti vicine all'operazione citate da Tech Startups e PYMNTS. È una svolta per un'azienda che fino a oggi aveva fatto a meno del capitale di rischio.

I numeri del round e chi mette i soldi

Secondo le ricostruzioni, la valutazione post-investimento si collocherebbe tra 350 e 400 miliardi di yuan. Il fondatore Liang Wenfeng contribuirebbe da solo a circa il 40% del round — intorno ai 20 miliardi di yuan — mantenendo così saldamente il controllo. Tra gli investitori figurano nomi pesanti dell'economia cinese: Tencent (circa 10 miliardi di yuan) e il colosso delle batterie CATL (circa 5 miliardi). In trattativa ci sarebbero anche il fondo nazionale cinese per l'IA, NetEase, JD.com, IDG Capital e Monolith Management. L'operazione, riferiscono le fonti, dovrebbe chiudersi nel giro di poche settimane.

DeepSeek diventa uno dei laboratori IA piu' valutati della Cina.

Dalla scommessa senza capitali ai miliardi

La storia di DeepSeek è anomala. I modelli che l'hanno resa famosa — V3 e il "ragionatore" R1 — sono stati addestrati e rilasciati come open weights senza un solo round di venture capital, sfruttando le risorse del fondo quantitativo High-Flyer fondato dallo stesso Liang. Quella sobrietà era diventata parte del mito: dimostrare che si potevano costruire modelli competitivi spendendo una frazione dei budget americani. Perché allora aprire ora le porte agli investitori? La risposta è nei costi crescenti dell'IA agentica e dei modelli multimodali, che richiedono infrastrutture di calcolo molto più ampie di quelle servite per le prime versioni.

Il nodo dei chip: a cosa servono davvero i fondi

C'è un paradosso al cuore di questo round. Un analista citato nell'inchiesta osserva che "i divieti di esportazione occidentali impediscono a DeepSeek di accedere al silicio americano di frontiera": senza la possibilità di comprare le GPU più avanzate di NVIDIA, l'azienda non ha motivo di rincorrere i budget di calcolo multimiliardari dei rivali statunitensi. I fondi, quindi, serviranno meno a comprare i chip più potenti e più a costruire scala su hardware disponibile, talvolta cinese, e a sostenere ricerca, talenti e infrastruttura. È la fotografia di come le restrizioni USA stiano ridisegnando la strategia dei laboratori cinesi.

Gran parte dei fondi serve a costruire scala di calcolo, non a comprare i chip piu' avanzati.

Cosa significa per OpenAI, Anthropic e l'open source

L'ultimo modello di punta, DeepSeek V4, lanciato in anteprima ad aprile con due varianti Mixture-of-Experts e contesto fino a un milione di token, ha riportato l'azienda tra i riferimenti dell'open source mondiale. Il nuovo capitale arriva mentre Anthropic ha appena depositato la documentazione per la quotazione in borsa e OpenAI continua a raccogliere cifre record: il settore si sta polarizzando tra colossi americani chiusi e laboratori — spesso cinesi — che puntano sui pesi aperti per guadagnare adozione. Se il round si chiuderà ai valori indicati, DeepSeek si confermerà il volto più riconoscibile dell'IA aperta cinese, capace di competere sul prezzo proprio mentre i rivali occidentali spingono i listini verso l'alto. La sfida, per Liang, sarà trasformare la notorietà in ricavi reali: cosa che, per ora, l'azienda non ha ancora dimostrato.