Il 3 agosto 2026 una nuova mappa dell'infrastruttura per l'intelligenza artificiale prende forma a migliaia di chilometri dalla Silicon Valley e dal Golfo: in Asia Centrale, dove Kazakistan e Uzbekistan si contendono il ruolo di prima grande base regionale per i data center dedicati all'IA. Al centro c'è il progetto kazako Data Center Valley, un pacchetto di accordi da 10 miliardi di dollari firmato il 15 giugno 2026 con il cloud armeno-statunitense Firebird.ai e il sostegno di Nvidia, che punta a portare vicino a Ekibastuz circa 100.000 chip Nvidia entro il 2027. Sullo sfondo, l'Uzbekistan muove in parallelo con strutture piu piccole ma con la stessa ambizione: intercettare la domanda globale di potenza di calcolo.
Cosa costruiscono Kazakistan e Uzbekistan
La differenza di scala tra i due Paesi, per ora, e netta. Il Kazakistan gioca la carta piu grossa con la Data Center Valley: una prima struttura da 125 MW nella regione settentrionale di Pavlodar, vicino alla citta di Ekibastuz, con avvio previsto nel 2027 e una traiettoria di espansione che il governo di Astana spinge fino a 1 GW. L'Uzbekistan, invece, parte con dimensioni piu contenute nel breve termine: una struttura da circa 6 MW attesa entro la fine del 2026, primo tassello di un percorso che Tashkent vuole allargare attirando operatori internazionali e capitali del Golfo.
Non e una gara simbolica. Come racconta Eurasianet, entrambi i governi hanno inserito i data center al centro delle rispettive strategie di diversificazione economica, nel tentativo di trasformare un vantaggio storicamente energetico e minerario in un vantaggio digitale. Il Kazakistan ha battezzato il 2026 come anno della digitalizzazione e dell'IA e inquadra la Data Center Valley nella strategia Digital Qazaqstan, che guarda al 2029.
125 MW e 100.000 GPU: i numeri del progetto Data Center Valley
I numeri diffusi al momento della firma disegnano un'operazione da grande hub. Il valore complessivo degli accordi e di 10 miliardi di dollari, di cui una Fase 1 da 5 miliardi destinata alla prima struttura da 125 MW. Secondo quanto riportato da OilPrice, il cluster sara alimentato da circa 100.000 GPU Nvidia di ultima generazione, incluse le piattaforme GB300 e i futuri sistemi Vera Rubin, con una seconda struttura gemella da 125 MW prevista nel 2028.
| Indicatore | Dato |
|---|---|
| Valore totale accordi | 10 miliardi di dollari |
| Fase 1 | 5 miliardi di dollari |
| Prima struttura | 125 MW, avvio 2027 |
| Chip Nvidia previsti | circa 100.000 GPU |
| Obiettivo di capacita | fino a 1 GW |
| Export annuo stimato | almeno 3 miliardi di dollari |
A cornice del progetto ci sono due nomi. Firebird.ai, cloud provider armeno-statunitense guidato dall'amministratore delegato Razmik Ovakimian, che secondo la societa punta a collocare il Kazakistan tra i primi dieci Paesi al mondo per capacita al debutto del 2027. E Nvidia, il cui hardware e la vera valuta di questa corsa: senza le sue GPU, nessuno di questi cluster esisterebbe. Il vicepremier e ministro per l'IA e lo Sviluppo digitale Zhaslan Madiyev ha dichiarato che la Data Center Valley diventera una piattaforma chiave per la nuova economia dei token dell'IA, stimando un impatto di almeno 3 miliardi di dollari di export annuo.
Perche l'Asia Centrale, e chi ci guadagna
La scelta geografica non e casuale. Kazakistan e Uzbekistan offrono terreno in abbondanza, energia a basso costo e una posizione a meta strada tra Asia ed Europa, incastonata tra Russia e Cina. E' lo stesso ragionamento che ha portato altrove i grandi progetti del settore: il piano Stargate negli Stati Uniti e, nel Golfo, l'iniziativa saudita Humain, che ha annunciato cluster basati sui chip Nvidia Blackwell. L'Asia Centrale prova a inserirsi nello stesso mercato con il vantaggio del prezzo dell'energia e lo svantaggio di un ecosistema tecnologico ancora giovane.
A guadagnarci, sulla carta, sono in molti. Astana e Tashkent contano su export di potenza di calcolo, posti di lavoro qualificati e un'immagine da economia digitale. Firebird ottiene un mercato di sbocco per il suo cloud e Nvidia allarga la geografia dei suoi acquirenti, in un momento in cui l'export dei chip verso nuovi mercati e a sua volta oggetto di attenzione politica a Washington. Come ha osservato Euronews, l'accordo posiziona il Kazakistan come primo grande snodo di calcolo IA della regione, un ruolo che comporta ricadute reputazionali oltre che economiche.
Il nodo energia, acqua e dipendenza da Nvidia
Dietro l'entusiasmo restano tre incognite pesanti. La prima e l'energia. Ekibastuz e uno dei principali poli energetici del Kazakistan, alimentato in gran parte da imponenti riserve di carbone: il governo dichiara 300 MW gia disponibili per il sito, con espansione progressiva verso 1 GW. Ma un cluster da 125 MW, destinato a raddoppiare e poi crescere di quasi un ordine di grandezza, mette sotto pressione una rete che nell'estate 2026 ha gia mostrato segni di stress in altre parti del Paese. La seconda incognita e l'acqua, risorsa critica per il raffreddamento dei data center in una regione arida come l'Asia Centrale.
La terza incognita e strategica: la dipendenza da Nvidia. L'intera architettura poggia su hardware di un unico fornitore statunitense, la cui disponibilita dipende anche dalle regole americane sull'esportazione dei chip avanzati. Per Paesi collocati geograficamente tra Russia e Cina, l'accesso continuativo a quelle GPU non e mai puramente commerciale: e una questione geopolitica. Il governo kazako, sul portale ufficiale del primo ministro, presenta la Data Center Valley come motore di una futura economia cognitiva, ma la scommessa regge solo se restano allineati tre elementi difficili da controllare: energia, acqua e forniture di chip.
Una corsa appena cominciata
Al 3 agosto 2026 il quadro e ancora quello di annunci e prime pietre piu che di sale server accese. La Data Center Valley del Kazakistan e il progetto piu concreto e ambizioso, con avvio atteso nel 2027; l'Uzbekistan insegue con strutture piu piccole ma con la volonta politica di attrarre operatori del Golfo e capitali internazionali. Se la traiettoria verra rispettata, l'Asia Centrale potrebbe diventare la prossima frontiera geografica dell'infrastruttura IA, accanto a Stati Uniti e Golfo. Ma il divario tra i megawatt annunciati e quelli davvero installati, insieme ai vincoli di energia, acqua e forniture, dira nei prossimi mesi quanto di questa corsa sia sostanza e quanto ambizione.




