Mentre l'attenzione e' quasi tutta sui chatbot, uno dei filoni piu' promettenti dell'intelligenza artificiale lavora lontano dai riflettori: la scoperta di nuovi materiali. Il 20 luglio 2026 la startup britannica CuspAI, con sede a Cambridge, ha annunciato una raccolta da 450 milioni di dollari in un round di serie B che la valuta 2,6 miliardi — cinque volte i 520 milioni di appena dieci mesi prima.

Chi mette i soldi: da Bezos al fondo sovrano britannico

Il round e' guidato dai fondi di venture capital Kleiner Perkins e NEA, con una lista di co-investitori che dice molto sulle ambizioni dell'azienda: Bezos Expeditions (il veicolo d'investimento di Jeff Bezos), Glade Brook Capital, Lux Capital, AMD Ventures, il fondo sovrano britannico per l'IA (Sovereign AI Venture Fund), oltre agli investitori storici Temasek e Prosus. Una combinazione di capitali privati, industriali e statali che raramente si vede concentrata su una sola startup.

La «AI Materials Foundry» e i 45 partner industriali

Insieme al finanziamento, CuspAI ha lanciato la AI Materials Foundry, una coalizione di oltre 45 organizzazioni tra cui figurano Nvidia, Meta, Samsung, Hyundai Motor Group e Lam Research. L'idea e' mettere in comune tre risorse scarse e costose: potenza di calcolo, accesso ai laboratori e competenze scientifiche, tutte convogliate sulla piattaforma dell'azienda. Un modello che ricorda quello dei consorzi industriali, ma applicato alla ricerca accelerata dall'IA.

CuspAI usa l'IA per prevedere e progettare materiali, comprimendo tempi che in laboratorio richiederebbero anni.

Perche' i semiconduttori sono la prima ossessione

La priorita' dichiarata e' netta: secondo l'azienda, i semiconduttori assorbiranno circa l'80% della capacita' di ricerca nell'anno in corso. Un obiettivo concreto e' rimuovere o sostituire i metalli rari e a rischio di approvvigionamento oggi usati nella produzione di chip — tra questi il rutenio e l'iridio — con alternative piu' abbondanti e meno esposte alle tensioni geopolitiche. Trovare un materiale che faccia lo stesso lavoro senza dipendere da una filiera fragile non e' un esercizio accademico: e' un tassello della sovranita' tecnologica su cui si giocano interi settori.

La scommessa di fondo e' che l'IA possa comprimere drasticamente i tempi della scienza dei materiali. Dove un approccio tradizionale richiede anni di sintesi e test in laboratorio per esplorare lo spazio delle combinazioni possibili, un modello addestrato sulla fisica e sulla chimica puo' proporre candidati promettenti in tempi molto piu' rapidi, lasciando ai laboratori il compito di validare solo le ipotesi migliori.

Un segnale su dove sta andando il capitale dell'IA

Il round di CuspAI conferma una tendenza che gli investitori inseguono da mesi: dopo l'ondata sui modelli linguistici, il denaro si sta spostando verso l'IA applicata alla scienza e all'industria — dai farmaci ai materiali — dove il valore non e' un chatbot piu' brillante, ma una scoperta che prima non esisteva. Cofondata dal ricercatore Max Welling, figura di primo piano del deep learning, CuspAI si candida a diventare uno dei nomi di riferimento di questa nuova stagione. Per l'Europa, che teme di restare indietro nella corsa all'IA, avere una campionessa della scoperta dei materiali a Cambridge e' anche una piccola rivincita industriale.

Cifre e dettagli sono tratti dai resoconti di Quartz ed Electronics Weekly, oltre all'annuncio ufficiale dell'azienda.