Cognition, la societa' che ha costruito l'"ingegnere software autonomo" Devin, ha annunciato il 27 maggio 2026 di aver raccolto oltre 1 miliardo di dollari in un nuovo round che porta la valutazione a 25 miliardi pre-money e 26 miliardi dopo l'iniezione di capitale. A guidare l'operazione sono stati Lux Capital, General Catalyst e 8VC, con la partecipazione di Founders Fund, Ribbit Capital, Elad Gil e altri investitori storici.

Il numero che colpisce di piu' non e' la valutazione, ma il ritmo. Appena otto mesi prima, a settembre 2025, Cognition valeva 10,2 miliardi: in meno di un anno il prezzo e' piu' che raddoppiato. Secondo i dati diffusi dall'azienda e riportati da TechCrunch, i ricavi annualizzati (ARR) hanno raggiunto 492 milioni di dollari, con l'utilizzo enterprise di Devin cresciuto del 50% al mese per sei mesi consecutivi.

Chi sono i clienti e cosa fa Devin

Devin non e' un assistente che suggerisce righe di codice come fa GitHub Copilot: e' un agente che riceve un compito ("risolvi questo bug", "migra questo servizio", "aggiungi questa funzione") e lavora in autonomia, aprendo il repository, modificando piu' file, eseguendo i test e proponendo una pull request. Tra i clienti citati figurano nomi pesanti come Mercedes-Benz, NASA, Goldman Sachs e Santander: aziende che usano Devin non per piccoli esperimenti, ma per smaltire lavoro ingegneristico ripetitivo su scala.

Nel 2025 Cognition aveva inoltre rilevato gli asset rimasti di Windsurf, uno degli editor di codice con IA piu' noti, rafforzando la propria presenza tra gli sviluppatori. La combinazione tra un agente autonomo e un ambiente di sviluppo integrato e' la scommessa industriale dell'azienda.

Devin lavora come un collega: prende un task, modifica i file, lancia i test e apre una pull request.

Quando l'IA scrive il codice di chi la costruisce

Un dettaglio ha fatto discutere piu' di altri: secondo diverse ricostruzioni della stampa di settore, una quota molto alta del codice di Cognition stessa — attorno al 90% — sarebbe ormai scritta dai suoi stessi agenti. E' un dato difficile da verificare in modo indipendente e va preso con cautela, ma se confermato racconta meglio di qualsiasi slide il punto in cui siamo: i laboratori che costruiscono agenti di programmazione li usano per costruire se stessi, in un ciclo che comprime i costi e il numero di ingegneri necessari.

E' anche la ragione per cui questi round attirano tanto capitale. Pochi giorni prima Anthropic aveva chiuso una raccolta da 65 miliardi a una valutazione di 965 miliardi, e Devin gareggia sullo stesso terreno occupato da Claude, da Codex di OpenAI e dagli agenti di Google. La differenza e' che Cognition vende un prodotto verticale — l'ingegnere software — invece di un modello generalista.

Perche' questa corsa puo' preoccupare

La crescita di Devin alimenta il dibattito piu' delicato del momento: l'effetto degli agenti sui posti di lavoro junior. Se un'azienda puo' affidare a un agente i compiti ripetitivi che un tempo servivano a formare i programmatori alle prime armi, viene meno l'incentivo economico a pagare il periodo di rodaggio dei neoassunti. E' un tema che diversi studi economici recenti — dalla Federal Reserve di New York al Fondo Monetario Internazionale — hanno iniziato a misurare, con risultati ancora prudenti ma che indicano una pressione reale sull'occupazione entry-level.

Per ora il mercato vota con il portafoglio: 1 miliardo di dollari in una settimana e una valutazione raddoppiata in otto mesi dicono che gli investitori scommettono su un futuro in cui scrivere software diventa, sempre di piu', un lavoro da supervisionare invece che da svolgere riga per riga.