La giornata del 28 luglio 2026 e' stata una delle peggiori dell'anno per i titoli dei semiconduttori. Il Nasdaq 100 ha perso circa l'1,8% avvicinandosi alla soglia della correzione, dopo un calo di quasi il 10% dai massimi record; il Philadelphia Semiconductor Index, il paniere di riferimento del settore, e' arretrato per la quarta seduta consecutiva, la serie negativa piu' lunga del 2026. A innescare le vendite non e' stato un dato macroeconomico, ma una notizia arrivata dalla Cina e un dubbio che serpeggia da mesi tra gli investitori: quanto e' sostenibile la montagna di spesa e di debito che sostiene la corsa all'intelligenza artificiale?
La scintilla: la Cina inizia a produrre in serie le macchine per i chip
Il detonatore, secondo Bloomberg e Tom's Hardware, e' un rapporto secondo cui un'azienda di Shanghai sostenuta dallo Stato ha avviato la produzione in serie di macchine litografiche a immersione DUV interamente progettate in Cina. Sono sistemi che lavorano a una lunghezza d'onda di 193 nanometri e servono a imprimere i circuiti sui wafer di silicio: la litografia a immersione stampa in una singola esposizione nodi di classe 28 nm e, con il ricorso al multipatterning, arriva fino ai 7 nm. Le prime consegne sono attese entro l'anno verso i campioni nazionali SMIC, Hua Hong e il produttore di memorie CXMT.
Il punto strategico e' che i controlli all'export guidati dagli Stati Uniti bloccano da anni l'accesso della Cina ai sistemi EUV di ultima generazione, monopolio dell'olandese ASML. Riuscire a fabbricare in casa le macchine DUV significa allentare quella dipendenza. Ecco perche' i mercati hanno reagito con nervosismo: se la Cina puo' costruire i propri strumenti, la capacita' produttiva mondiale potrebbe aumentare e i margini d'oro dell'industria assottigliarsi.
Perche' la reazione e' probabilmente eccessiva
I numeri, pero', invitano alla prudenza. Come ha ricordato la CNBC, i volumi cinesi restano minuscoli: si parla di circa cinque macchine nel 2026 e una ventina nel 2027. Per confronto, nel solo 2026 ASML prevede di spedire circa 130 sistemi a immersione, in linea con l'anno precedente. La distanza tecnologica resta enorme e il vantaggio olandese sull'EUV e' lontano anni. In altre parole, la notizia e' rilevante sul piano geopolitico e simbolico, molto meno su quello dei volumi immediati. Ma sui mercati, quando la fiducia e' gia' fragile, basta poco per far scattare le vendite.
Il vero timore: il debito e i "giri" di denaro dell'IA
Il ribasso del 28 luglio si e' innestato su una preoccupazione piu' profonda: la struttura finanziaria dell'espansione dell'IA. Gli oltre 750 miliardi di dollari di accordi per infrastrutture annunciati da Nvidia, e la rete sempre piu' fitta di partecipazioni incrociate — con il produttore di chip che investe in aziende che poi comprano i suoi acceleratori — hanno riacceso il dibattito sui finanziamenti "circolari" e sul debito che li accompagna. Diverse case d'investimento parlano apertamente di valutazioni gonfiate. Secondo dati citati da Bloomberg, i venditori allo scoperto hanno incassato miliardi di dollari in appena due sedute puntando contro i nomi piu' caldi del settore.
L'onda si e' propagata all'Asia: in Corea del Sud Samsung Electronics e SK Hynix, i due colossi della memoria che alimentano i data center dell'IA, hanno guidato pesanti ribassi trascinando al ribasso la Borsa di Seul. Non e' un caso: proprio la domanda di memoria HBM per l'IA aveva spinto ai massimi quei titoli, e ogni dubbio sulla tenuta del ciclo si scarica per primo su di loro.
Cosa cambia per chi investe e per il settore
Conviene distinguere il rumore di breve periodo dai fondamentali. La spesa in capitale delle grandi aziende tecnologiche per i data center e' reale e in molti casi gia' contrattualizzata: non svanira' per una seduta storta. Allo stesso tempo, la vicenda del 28 luglio segnala che il mercato ha smesso di comprare qualsiasi cosa abbia la sigla "AI" e ha ricominciato a fare domande scomode su ritorni, margini e sostenibilita' del debito. E' lo stesso nervosismo che nelle settimane scorse aveva accompagnato il rincaro della memoria RAM e dei chip, con effetti a catena fino ai prezzi di smartphone e PC.
Per il settore, il messaggio e' duplice. Da un lato la concorrenza cinese, per quanto ancora arretrata, ricorda che il predominio occidentale su strumenti e componenti non e' eterno. Dall'altro, la vera prova per i protagonisti dell'IA non sara' l'ennesimo modello record, ma la capacita' di trasformare gli investimenti colossali in ricavi solidi. Finche' quel test resta aperto, sedute come quella del 28 luglio sono destinate a ripetersi.




