Il 4 giugno 2026 OpenAI ha distribuito Dreaming V3, il più grande aggiornamento finora alla memoria di ChatGPT. Il nome — “sognare” — non è un vezzo: l'idea è che il sistema consolidi i ricordi nei momenti di inattività, un po' come il cervello umano rielabora gli eventi della giornata durante il sonno. Il risultato è un assistente che porta il contesto da una conversazione all'altra in modo molto più fluido di prima.

Fino a oggi la memoria di ChatGPT funzionava soprattutto salvando fatti espliciti (“ricorda che sono vegetariano”). Con Dreaming V3, il sistema sintetizza le informazioni provenienti da diverse conversazioni senza bisogno di istruzioni dirette, aggiornando il quadro che ha dell'utente. Se di recente hai pianificato un viaggio a Singapore e poi ne hai parlato come concluso, ChatGPT smette di consigliarti ristoranti lì: ha capito che quel capitolo è chiuso.

Cosa cambia: freschezza, continuità e richiamo

OpenAI descrive Dreaming V3 attorno a tre dimensioni: freschezza (i ricordi restano aggiornati), continuità (il filo tra le conversazioni non si spezza) e rilevanza (l'assistente richiama solo ciò che serve). L'azienda riferisce, su una propria valutazione interna, un netto miglioramento nel richiamo dei fatti: dal 41,5% del 2024 all'82,8% del 2026.

L'aggiornamento parte dagli utenti Plus e Pro negli Stati Uniti, con il doppio della capacità di memoria per i piani a pagamento; grazie alle ottimizzazioni, che riducono di circa cinque volte il calcolo necessario, le funzioni di registrazione arriveranno presto anche agli account gratuiti.

Il sistema “sogna”: consolida i ricordi nei momenti di inattività.

Come attivarla e gestirla, passo per passo

La memoria si controlla dalle impostazioni di ChatGPT. Ecco come muoversi:

  1. Apri Impostazioni → Personalizzazione (in inglese Settings → Personalization).
  2. Attiva o disattiva l'opzione “Fai riferimento ai ricordi salvati” (Reference saved memories).
  3. Da “Gestisci i ricordi” puoi vedere l'elenco di ciò che ChatGPT ha memorizzato, modificarlo o cancellarlo voce per voce.
  4. Per una conversazione che non deve lasciare traccia, usa la chat temporanea (l'icona in alto): nulla di quella sessione viene salvato o richiamato in seguito.

Un esempio pratico: scrivi a ChatGPT “D'ora in poi rispondimi sempre in italiano e in tono formale”. Con la memoria attiva, l'assistente registrerà la preferenza e la applicherà nelle conversazioni successive, senza che tu debba ripeterla. Per verificare cosa ha salvato, basta chiedere: “Cosa ti ricordi di me?”.

Il nodo della privacy: chi decide cosa ricordare

Più memoria significa più comodità, ma anche più dati personali in mano al sistema. Uno studio comparso su arXiv a febbraio 2026 aveva rilevato che circa il 96% dei ricordi di ChatGPT veniva creato unilateralmente dal sistema, cioè senza una richiesta esplicita dell'utente — un dato che pone l'accento sul controllo. Proprio per questo la possibilità di visualizzare, modificare e cancellare ogni singolo ricordo, e di usare le chat temporanee per un'esclusione totale, è la contropartita necessaria all'automazione.

Per chi usa ChatGPT come strumento di lavoro quotidiano, Dreaming V3 promette un assistente che “ti conosce” davvero, riducendo la fatica di ripetere ogni volta il contesto. Il consiglio è di prendersi cinque minuti per esplorare la sezione “Gestisci i ricordi”: capire cosa il sistema ha annotato su di noi è il primo passo per usarlo con consapevolezza.