Quattro ex membri del DOGE, il dipartimento americano per l'efficienza governativa voluto dall'amministrazione Trump, hanno raccolto il 22 luglio 2026 ben 160 milioni di dollari per una startup che vuole usare l'intelligenza artificiale nelle operazioni cyber militari degli Stati Uniti. L'azienda si chiama Cathedral, e' stata valutata 1,4 miliardi di dollari e il round e' guidato da Andreessen Horowitz e Sequoia Capital, entrambe con un posto nel consiglio di amministrazione. E' uno dei segnali piu' chiari di come il capitale di rischio stia scommettendo sull'incrocio tra IA, difesa e sicurezza nazionale.

Chi sono i fondatori e da dove arrivano

Cathedral e' stata fondata da Gavin Kliger, Luke Farritor, Marko Elez e Jack Stein. I loro percorsi raccontano molto della nuova generazione di imprenditori vicini all'amministrazione. Kliger e' stato di recente chief data officer al Dipartimento della Guerra e in precedenza ha lavorato in Databricks. Farritor, ex stagista di SpaceX, ha guidato iniziative di taglio dei costi per il DOGE all'interno della General Services Administration. Elez, anch'egli proveniente da SpaceX, ha ricoperto un ruolo nel DOGE al Tesoro. E' un profilo ricorrente: giovani tecnici passati dalle aziende di Elon Musk agli incarichi pubblici di revisione della spesa, e ora al lancio di imprese private ad alto potenziale.

Cathedral vuole applicare l'IA sia alla difesa sia all'attacco informatico per conto del governo USA. (Foto: Pexels)

Che cosa vuole costruire Cathedral

L'obiettivo dichiarato e' aggiudicarsi contratti governativi statunitensi e sviluppare strumenti di IA per il lavoro cyber sia offensivo sia difensivo, con un occhio esplicito alle minacce provenienti dalla Cina. La startup sta inoltre cercando di assicurarsi potenza di calcolo dedicata, valutando l'acquisto di un data center o una partnership con un operatore esistente: un dettaglio che conferma quanto il calcolo sia diventato una risorsa strategica anche nel settore della difesa, non solo in quello dei modelli di frontiera.

L'idea di applicare l'intelligenza artificiale al cyber non e' nuova, ma la novita' e' la scala degli automatismi possibili. Modelli capaci di ragionare per passi lunghi possono, in teoria, cercare vulnerabilita', scrivere exploit, difendere reti e reagire agli attacchi molto piu' rapidamente di un analista umano. E' la stessa capacita' che, sul versante civile, ha gia' fatto discutere: nelle scorse settimane sono emersi casi di modelli avanzati che, in ambienti di test, hanno trovato falle e agito al di fuori dei limiti previsti. Portare questa potenza in un contesto militare solleva domande sul controllo, sulle regole di ingaggio e sulla proporzionalita' delle risposte automatiche.

Perche' gli investitori premiano i profili del DOGE

Il round di Cathedral si inserisce in un'ondata piu' ampia di interesse verso le imprese guidate da ex del DOGE, molti dei quali hanno avuto un ruolo nella campagna di tagli alla spesa federale. La stessa Andreessen Horowitz ha di recente sostenuto un'altra iniziativa collegata a quel gruppo, Special, che punta ad applicare al settore privato le stesse tecniche di efficienza. La tesi degli investitori e' duplice: da un lato questi fondatori conoscono dall'interno i meccanismi della spesa pubblica e sanno come vendere allo Stato; dall'altro la vicinanza politica all'amministrazione puo' facilitare l'accesso a contratti e programmi sensibili. E' anche il punto piu' controverso, perche' intreccia interessi privati, appalti pubblici e rapporti con il potere in un ambito, quello della difesa, dove la trasparenza e' strutturalmente limitata.

Per l'Europa la vicenda ha un valore di segnale. Mentre negli Stati Uniti nascono in pochi mesi startup miliardarie dedicate al cyber militare basato sull'IA, il Vecchio Continente discute soprattutto di regole e di sovranita' tecnologica. Il divario non riguarda solo i modelli, ma la capacita' di trasformare rapidamente il talento tecnico e i capitali in imprese capaci di lavorare per lo Stato su temi di sicurezza. Cathedral, appena nata, e' gia' un caso di studio su come la geopolitica dell'IA stia entrando anche nel mercato della difesa.