Amazon alimenterà uno dei suoi prossimi campus di data center per l'intelligenza artificiale con una centrale a gas naturale da 7,65 gigawatt costruita apposta in Texas occidentale: uno degli impianti energetici privati più grandi mai progettati negli Stati Uniti. La notizia è emersa il 10 agosto 2026 dai permessi di costruzione depositati nella contea di Pecos e da un'inchiesta della newsletter Distilled, che per prima ha collegato il progetto al colosso di Seattle.
Dove sorge il campus e chi costruisce la centrale
Amazon ha acquisito il sito noto come GW Ranch, nella contea di Pecos, in una zona semidesertica del Texas occidentale ricca di giacimenti di gas. L'energia arriverà da una centrale a gas naturale sviluppata da Pacifico Energy, un operatore indipendente che venderà l'elettricità direttamente al campus senza passare dalla rete pubblica. All'inizio di agosto 2026 sono stati depositati tre permessi per la costruzione di edifici destinati ai data center, e le immagini satellitari di fine luglio mostravano già lavori di sbancamento in corso.
Si tratta del primo campus di data center completamente off-grid di Amazon: un impianto che produce in proprio tutta l'energia di cui ha bisogno, senza dipendere dalla rete elettrica del Texas gestita da ERCOT. Una scelta che permette di accendere migliaia di GPU molto più in fretta, aggirando le lunghe code per l'allacciamento alla rete che oggi rallentano quasi ogni progetto di calcolo negli Stati Uniti.
7,65 gigawatt e 35 turbine: i numeri dell'impianto
Secondo i permessi, la centrale genererà fino a 7,65 gigawatt bruciando gas naturale in 35 turbine. Per avere un'idea della scala: è più della potenza installata di molte grandi centrali nucleari messe insieme, ed è pensata per servire un solo cliente. Amazon punta a ottenere la prima fornitura di energia dal sito entro il primo trimestre del 2027, un calendario aggressivo che riflette l'urgenza con cui le aziende dell'IA vogliono aumentare la capacità di calcolo.
Il progetto si inserisce in una tendenza esplosa negli ultimi diciotto mesi. Da inizio 2025 negli Stati Uniti sono stati annunciati almeno 59 progetti di generazione elettrica behind-the-meter — cioè collegati direttamente a un data center e non alla rete — per una potenza complessiva stimata attorno ai 90 gigawatt. Il gas, disponibile e a basso costo in stati come il Texas, è diventato il combustibile preferito perché installabile in fretta, a differenza del nucleare o delle rinnovabili con accumulo.
33 milioni di tonnellate di CO₂: perché fa discutere
Il nodo più delicato è ambientale. La Texas Commission on Environmental Quality (TCEQ) ha rilasciato un permesso sulle emissioni che autorizza l'impianto a immettere in atmosfera fino a 33 milioni di tonnellate di anidride carbonica all'anno. Come ha calcolato Tom's Hardware, con questi volumi la centrale diventerebbe la singola fonte di gas serra più inquinante degli Stati Uniti, davanti a qualsiasi impianto a carbone oggi in funzione.
La cifra stride con gli impegni pubblici di Amazon, che si è data l'obiettivo di azzerare le emissioni nette entro il 2040 e per anni ha comunicato di alimentare le proprie operazioni con energia rinnovabile. Alimentare un campus di IA con una maxi-centrale a gas dedicata rende però quell'obiettivo molto più difficile da centrare, e ha già attirato le critiche di gruppi ambientalisti locali preoccupati anche per il consumo d'acqua e la qualità dell'aria nella contea di Pecos.
La sfida dell'energia deciderà la corsa all'IA
La vicenda mostra come il vero collo di bottiglia dell'intelligenza artificiale non siano più i chip, ma l'elettricità per farli girare. Nella stessa settimana Nvidia ha annunciato un investimento fino a 3 miliardi di dollari in Lancium, la società che fornisce energia al progetto Stargate di OpenAI, e Microsoft, Google e Meta stanno tutte firmando accordi pluriennali per assicurarsi capacità di generazione. Chi controlla i gigawatt, in prospettiva, controlla anche la capacità di addestrare e far funzionare i modelli più grandi.
Per l'Europa e per l'Italia la partita ha un risvolto concreto: le regole ambientali più stringenti e i tempi lunghi delle autorizzazioni rendono difficile replicare progetti di questa scala, mentre negli Stati Uniti la deregolamentazione energetica spinta dall'amministrazione consente di costruire centrali dedicate in pochi mesi. Il rischio è che la capacità di calcolo si concentri sempre di più dove l'energia è abbondante e le regole sono più morbide, con implicazioni sia industriali sia climatiche che andranno ben oltre il singolo campus texano.
Cosa significa per gli utenti e per il mercato cloud
Per chi usa i servizi cloud di Amazon Web Services l'effetto immediato sarà una maggiore disponibilità di capacità per l'addestramento e l'inferenza dei modelli, in un momento in cui le GPU restano scarse e costose. Ma la scelta di legare il calcolo a una fonte fossile dedicata apre un dibattito destinato a durare: quanto siamo disposti a pagare, in termini ambientali, la corsa all'intelligenza artificiale? Amazon non ha commentato ufficialmente i dettagli del progetto, coerentemente con la riservatezza con cui i grandi operatori trattano le proprie infrastrutture strategiche.




