Nello stesso giorno in cui in Europa scattano gli obblighi di trasparenza dell'AI Act, il 2 agosto 2026 entra in vigore anche in California la SB 942, la legge sulla trasparenza dell'intelligenza artificiale approvata nel 2024 e poi modificata. Non è una coincidenza: il legislatore californiano ha spostato la data operativa per farla combaciare con quella europea, creando di fatto un fronte comune tra le due economie che più regolano l'IA generativa.

Cosa impone la SB 942 alle grandi piattaforme IA

La legge — il cui nome ufficiale è California AI Transparency Act — si applica ai fornitori di sistemi di IA generativa con più di un milione di utenti mensili in California. A questi soggetti impone tre cose: una marcatura latente, cioè invisibile ma leggibile dalle macchine, in ogni immagine, audio o video generato dai loro sistemi; la possibilità per l'utente di aggiungere una marcatura visibile che segnali l'origine artificiale del contenuto; e soprattutto uno strumento pubblico e gratuito per verificare se un contenuto è stato prodotto dalla loro IA.

Le grandi piattaforme di IA generativa dovranno offrire strumenti per riconoscere i contenuti che producono.

Lo strumento gratuito per riconoscere i contenuti generati dall'IA

È l'elemento più innovativo. Ogni fornitore coperto dovrà mettere online un rilevatore — un controllo via browser o un piccolo software scaricabile — che permetta a chiunque di caricare un file e sapere se contiene le firme di provenienza del sistema. L'obiettivo dichiarato è dare a giornalisti, insegnanti, piattaforme e cittadini uno strumento concreto contro la disinformazione visiva, in un anno segnato dalla diffusione di deepfake sempre più realistici.

Perché la data coincide con quella europea

La versione originale della SB 942 sarebbe dovuta scattare a inizio 2026. Un emendamento successivo, la AB 853 firmata il 13 ottobre 2025, ha rinviato l'applicazione al 2 agosto 2026 e ampliato la platea dei soggetti obbligati: non più solo i "fornitori coperti", ma anche le grandi piattaforme online, i servizi che ospitano sistemi di IA generativa e persino i produttori di dispositivi di acquisizione, come fotocamere e smartphone, chiamati a offrire opzioni di marcatura all'origine. Le violazioni possono costare fino a 5.000 dollari al giorno per ciascun inadempimento.

A Washington la scadenza per il quadro federale sull'IA di frontiera è passata senza risultati.

A Washington salta la scadenza del quadro federale

Mentre California ed Europa stringono le maglie, il governo federale statunitense arranca. Il 1º agosto 2026 è scaduto il termine fissato da un ordine esecutivo per la messa a punto del quadro volontario di revisione dei modelli di frontiera, quello che avrebbe dovuto dare alle agenzie federali fino a 30 giorni per valutare le implicazioni di sicurezza nazionale di un nuovo modello prima del rilascio. Alla data prevista non risultavano pubblicazioni ufficiali né documenti operativi da parte degli enti coinvolti. Il risultato è un mosaico normativo sempre più frammentato: regole stringenti nei singoli Stati, un livello federale in ritardo, e aziende costrette a inseguire standard diversi a seconda di dove operano.

Cosa cambia per chi crea e pubblica contenuti

Per chi lavora con immagini, video o audio sintetici, il 2 agosto porta strumenti nuovi ma anche responsabilità. Le grandi piattaforme dovranno esporre i loro rilevatori; chi pubblica potrà (e in molti contesti dovrà) dichiarare l'origine artificiale dei materiali; e chi verifica notizie avrà finalmente un modo standardizzato per controllare la provenienza di un file. La combinazione tra la marcatura tecnica prevista in California e gli obblighi di etichettatura europei spinge l'intero settore verso un'infrastruttura condivisa di tracciabilità dei contenuti sintetici.