Nel mondo esistono ormai oltre 3.800 siti di informazione generati quasi interamente da intelligenza artificiale, e circa il 10% ha un dominio italiano. Lo ha riferito il 18 luglio 2026 l'ANSA, citando il monitoraggio di NewsGuard, l'organizzazione americana che valuta l'affidabilita' delle fonti giornalistiche. Il dato fotografa un'esplosione: le stesse "content farm" a fine 2024 erano circa 700.

Si tratta di siti che pubblicano decine o centinaia di articoli al giorno, prodotti da modelli linguistici con poca o nessuna supervisione umana, spesso per intercettare traffico pubblicitario o diffondere affermazioni false e propaganda. NewsGuard li classifica come UAIN, acronimo di "Unreliable AI-generated News", siti di notizie inaffidabili generati dall'IA.

Quanti sono e in quante lingue pubblicano

Secondo l'aggiornamento del centro di monitoraggio, i siti individuati operano in circa trenta lingue diverse. La crescita e' impressionante: nel marzo 2026 se ne contavano poco piu' di 3.000, saliti a quasi 3.750 a fine giugno e oltre 3.800 a meta' luglio, con un ritmo stimato di diverse centinaia di nuovi domini al mese. NewsGuard tiene aggiornato pubblicamente il conteggio nel suo AI Tracking Center.

La presenza italiana e' significativa proprio perche' l'italiano non e' tra le lingue piu' parlate al mondo: un dominio su dieci riconducibile al nostro Paese segnala che il fenomeno ha messo radici anche qui, complice la facilita' con cui oggi si puo' generare in automatico un intero sito di "notizie" a costo quasi nullo.

Le content farm generate dall'IA sottraggono traffico e pubblicita' ai media legittimi.

Come funziona una content farm generata dall'IA

Il meccanismo e' quasi sempre lo stesso. Un operatore imposta un flusso automatico che pesca notizie da altre testate, le fa riscrivere a un modello linguistico e le pubblica in serie su un sito dall'aspetto professionale, con nomi che imitano quelli di veri giornali. L'obiettivo primario e' monetizzare: la pubblicita' programmatica paga in base alle visualizzazioni, e un sito che sforna centinaia di articoli al giorno puo' raccogliere introiti senza redazione ne' costi.

Il problema e' duplice. Da un lato questi siti sottraggono entrate e visibilita' alle testate che fanno giornalismo vero, con redazioni e verifica dei fatti. Dall'altro, quando il modello "sbaglia" o viene usato di proposito, diventano veicolo di bufale, immagini inventate e narrazioni tossiche che si diffondono sui social prima che qualcuno possa smentirle.

La contromossa: rilevatori automatici di "slop"

Per arginare l'ondata, NewsGuard ha annunciato un servizio dati in tempo reale, sviluppato con la startup Pangram Labs, che combina il proprio archivio di fonti con un software di rilevamento automatico dei testi generati dall'IA. L'idea e' offrire a piattaforme, inserzionisti e motori di ricerca uno strumento per identificare e declassare i siti-fantasma prima che intercettino traffico e budget pubblicitari.

La sfida e' quella di una corsa agli armamenti: piu' i modelli migliorano, piu' i testi generati diventano indistinguibili da quelli umani, e i rilevatori devono rincorrere. Nessun sistema automatico e' infallibile, e restano i falsi positivi che rischiano di penalizzare autori in carne e ossa.

Cosa puo' fare chi legge le notizie online

Per il lettore, la difesa migliore resta l'attenzione alle fonti. Alcuni segnali d'allarme ricorrenti: nomi di testata generici o mai sentiti, assenza di firme e di una redazione identificabile, articoli senza data o con errori fattuali evidenti, immagini palesemente artificiali, un ritmo di pubblicazione impossibile per una redazione reale. Verificare chi c'e' dietro un sito - una pagina "chi siamo" credibile, contatti veri, una storia editoriale - e' oggi parte integrante del leggere le notizie.

Il dato di NewsGuard riguarda anche chi, come le testate serie, usa l'IA come supporto: la differenza non sta nell'uso della tecnologia, ma nella presenza di verifica delle fonti e di una revisione editoriale umana. E' la linea che separa uno strumento di lavoro da una fabbrica di rumore.