Per anni il robot umanoide è stato la promessa eternamente rimandata dell'intelligenza artificiale: tanti video spettacolari, pochi robot davvero al lavoro. Nel 2026 qualcosa è cambiato. Tre traguardi raggiunti nel giro di poche settimane raccontano un settore che passa dal prototipo al prodotto: una flotta di robot Figure che opera in uno stabilimento BMW, oltre diecimila preordini per il robot domestico di 1X e un umanoide cinese, l'Unitree G1, acquistabile online come un qualsiasi elettrodomestico costoso.
È la cosiddetta physical AI, l'intelligenza artificiale che esce dallo schermo e prende corpo. Il motore di questa accelerazione sono gli stessi modelli «vision-language-action» che permettono a un robot di vedere una scena, capire un comando in linguaggio naturale e tradurlo in movimenti delle mani.
Figure 03: 40 robot che lavorano in BMW a 25 dollari l'ora
Il caso più concreto arriva dalla manifattura. Una flotta di circa 40 robot Figure 03 è impiegata in modo commerciale in uno dei più grandi stabilimenti BMW al mondo, con un costo stimato attorno ai 25 dollari per ora di operatività per robot. Il dato è significativo perché sposta il discorso dal «cosa sa fare» al «quanto costa»: una cifra oraria di questo tipo inizia a essere paragonabile a quella di alcune mansioni manuali ripetitive, e per la prima volta rende sensato un calcolo di ritorno dell'investimento.
Figure AI, nel frattempo, è diventata una delle aziende di robotica più ricche del mondo, con valutazioni da decine di miliardi di dollari. Il modello è quello del «robot a noleggio»: l'azienda non vende la macchina, ma le ore di lavoro che sa svolgere.
1X NEO: oltre 10.000 preordini per il robot di casa
Sul fronte domestico la scommessa è più ardita. 1X, azienda norvegese sostenuta da OpenAI, ha raccolto più di 10.000 preordini per il suo umanoide NEO, con le prime consegne attese entro la fine del 2026. NEO è pensato per la casa: piegare il bucato, sistemare la spesa, riordinare. La differenza rispetto a un robot da fabbrica è enorme, perché una casa è un ambiente caotico e imprevedibile, dove sicurezza e affidabilità contano più della velocità.
Proprio per questo molte attività complesse di NEO, almeno nella prima fase, saranno guidate a distanza da operatori umani — una soluzione che solleva interrogativi sulla privacy domestica e sull'autonomia reale di queste macchine. È il classico nodo del settore: distinguere ciò che il robot fa davvero da solo da ciò che fa con un teleguidatore dietro le quinte.
Unitree G1: un umanoide su Amazon a meno di 18.000 dollari
Il terzo tassello arriva dalla Cina e abbatte la barriera del prezzo. L'Unitree G1, un umanoide camminante e programmabile, è comparso in vendita su Amazon attorno ai 17.990 dollari, con versioni base che partono da circa 16.000 dollari direttamente dal produttore. Non è un robot domestico tuttofare: è pensato soprattutto per ricercatori, università e sviluppatori che vogliono una piattaforma su cui sperimentare. Ma il fatto stesso che si possa «aggiungere al carrello» un umanoide segna un cambio di percezione.
E Tesla? Optimus resta la grande incognita
Manca all'appello il nome più chiacchierato. Tesla ha annunciato che presenterà nei prossimi mesi la terza generazione di Optimus, descritta come la prima versione pensata per la produzione di massa, con mani molto più sofisticate. Elon Musk continua a promettere milioni di unità, ma finora Optimus resta soprattutto una dimostrazione, mentre Figure, 1X e Unitree hanno già robot fuori dai laboratori.
Il quadro complessivo, riassunto bene da portali specializzati come Humanoid.guide, è quello di un mercato a tre velocità: la manifattura, dove i robot iniziano a ripagarsi; la casa, dove la sfida è ancora aperta; e la ricerca, dove l'hardware low cost cinese sta democratizzando l'accesso. Per l'Italia, paese a forte vocazione manifatturiera, è il primo dei tre fronti quello da osservare con più attenzione: è lì che la physical AI potrebbe arrivare per prima nelle fabbriche.




