È uscita allo scoperto il 13 maggio 2026 con un round impressionante per un'azienda che ha meno di trenta dipendenti e un anno di vita: Recursive Superintelligence ha annunciato 650 milioni di dollari raccolti a una valutazione post-money di 4,65 miliardi di dollari, guidata da Greycroft e GV (il braccio venture di Alphabet) con partecipazione di AMD Ventures e NVIDIA. Sopra un blogpost intitolato The fastest path to superintelligence is recursive self-improvement, l'azienda ha pubblicato un manifesto tecnico e i nomi dei fondatori. Sono pesanti.
Chi c'è dentro: Socher, Norvig, Rocktaschel, Tim Shi, Tobin
CEO è Richard Socher, che era stato chief scientist a Salesforce, poi fondatore del motore di ricerca You.com. Accanto a lui c'è un team che pesca dai laboratori più rinomati: Peter Norvig, autore del manuale Artificial Intelligence: A Modern Approach e per anni director of research a Google; Tim Rocktaschel, professore di IA all'University College London che a Google DeepMind ha guidato la ricerca su open-endedness; Tim Shi, co-founder di Cresta; e Josh Tobin, ex ricercatore di OpenAI. La sede è a San Francisco, con un avamposto a Londra che capitalizza la rete di Rocktaschel.
Cosa significa «auto-miglioramento ricorsivo»
Il termine non è nuovo: lo aveva coniato l'informatico Irving John Good nel 1965, immaginando una macchina capace di progettare versioni migliori di sé, accelerando in modo esponenziale. La differenza con i progetti che oggi fanno auto-research (DeepMind AlphaEvolve, vari programmi di reinforcement learning di OpenAI) sta nella scelta tecnica di Socher: usare algoritmi open-ended, cioè sistemi che generano nuove obiettivi e nuove benchmark man mano che migliorano, invece di ottimizzare su una funzione fissa. È la stessa direzione di ricerca che Rocktaschel ha portato avanti a DeepMind con i lavori su Quality-Diversity e Voyager.
Tradotto in pratica: Recursive non vuole costruire un modello più grande di GPT-5.5 o Claude Opus 4.6, vuole costruire un sistema che progetta i prossimi modelli. Il primo dominio scelto è quello più vicino al team: l'IA che fa ricerca sull'IA. Solo dopo, dichiarano i fondatori, l'approccio sarà esteso ad altri campi scientifici come la biologia computazionale o la chimica dei materiali.
Una scommessa enorme, anche per la Silicon Valley
Numero alla mano, il round è uno dei tre o quattro più ricchi mai chiusi da un'azienda in stealth in fase pre-prodotto. La valutazione di 4,65 miliardi implica un cap-per-employee da fantascienza, a metà strada fra il primo round seed di Inflection AI nel 2022 e il primo round di Safe Superintelligence di Ilya Sutskever nel 2024. Anche la presenza congiunta di NVIDIA e AMD è significativa: le due aziende che si fanno la guerra sui chip per addestrare i modelli concedono che l'auto-miglioramento ricorsivo potrebbe diventare uno dei più grossi consumatori di calcolo del prossimo decennio.
Le critiche e le domande aperte
Tre obiezioni emergono già nel dibattito post-annuncio. La prima è la realtà tecnica dell'auto-miglioramento: gli esperimenti finora pubblicati — AlphaEvolve di DeepMind, SakanaAI, gli auto-coding loop di OpenAI — mostrano miglioramenti incrementali su benchmark stretti, non quella esplosione di intelligenza che la teoria classica prometteva. Recursive sostiene che cambiando paradigma (open-ended invece di fixed-objective) si arrivi diversamente, ma non ha ancora pubblicato un paper. La seconda riguarda la sicurezza: un sistema che si riscrive da solo è il caso peggiore per i ricercatori di allineamento, e il fatto che la frase "superintelligenza" sia nel nome non aiuta. La terza, più prosaica, è commerciale: Socher ha detto a TechCrunch che la società spedirà prodotti "in trimestri, non in anni". Senza prodotto, anche 650 milioni si bruciano in due anni di GPU.
Per ora la traiettoria è tracciata. Recursive Superintelligence aggiunge un altro player alla corsa per la AGI, con un'ipotesi tecnica diversa da OpenAI (modelli sempre più grandi e RL umano), da Anthropic (allineamento e sicurezza come prodotto) e da Safe Superintelligence (segretezza assoluta). Il punto di osservazione sarà la prima pubblicazione tecnica, attesa nei prossimi mesi.




