I data center sulla Terra non bastano più per addestrare l'intelligenza artificiale, e i razzi commerciali sono sold-out fino al 2028. Da questa doppia strozzatura nasce Cowboy Space Corporation, la startup di Baiju Bhatt — co-fondatore di Robinhood — che l'11 maggio 2026 ha annunciato un round Series B da 275 milioni di dollari guidato da Index Ventures, con una valutazione post-money di 2 miliardi. Il finanziamento totale raccolto sale a 355 milioni e l'azienda passa anche di nome: si chiamava Aetherflux e veniva venduta come più piccola scommessa sull'energia solare orbitale; ora si presenta con un'ambizione diversa, mettere GPU in orbita bassa per addestrare modelli di IA.

Cosa costruisce davvero Cowboy Space

La presentazione tecnica è netta: data center integrati nel secondo stadio di un razzo costruito in casa. Ogni satellite-data center pesa tra le 20 e le 25 tonnellate, genera 1 megawatt di potenza grazie a pannelli solari di grande superficie e ospita circa 800 GPU. L'orbita scelta è quella bassa (LEO), dove il sole illumina i pannelli quasi continuamente e dove le finestre di lancio sono meno costose. Il primo lancio è previsto entro la fine del 2028: nessun cliente esterno per ora, solo prove tecnologiche e calcolo «captive» per partner ancora non nominati.

L'originalità di Cowboy Space sta nel modello verticalmente integrato. La maggior parte delle startup di space-compute (Lonestar, NTT-Sapporo, Lumen Orbit) compra razzi da SpaceX, Rocket Lab o Relativity per portare i propri data center in cielo. Bhatt ha spiegato a TechCrunch di aver fatto i conti diversamente: "Ci sono molti nuovi razzi che entreranno in servizio, ma guardando avanti di tre o quattro anni la capacità resta scarsa". La risposta è portare lo sviluppo del lanciatore dentro casa, sfruttando il fatto che il secondo stadio — quello che orbita — diventa esso stesso il satellite. La filosofia ricorda quella di SpaceX agli inizi, e infatti il team include veterani del settore: Warren Lamont (Blue Origin) sui motori e Tyler Grinnell (SpaceX) sulle operazioni di lancio.

Perché Index, NEA, a16z e Breakthrough Energy mettono i soldi

Oltre a Index Ventures, il round vede Breakthrough Energy Ventures (Bill Gates), Construct Capital, IVP, SAIC, Andreessen Horowitz e NEA. La tesi degli investitori è semplice: l'energia è il collo di bottiglia dell'IA. Costruire un nuovo data center da un gigawatt in Texas o in Virginia richiede tre-cinque anni di permessi, contratti per l'acqua e linee elettriche dedicate; in orbita basta lanciare il satellite. NVIDIA, che ha investito separatamente, ottiene un nuovo canale di vendita per i suoi acceleratori. Microsoft e Amazon, citate come partner commerciali futuri, vedono nello spazio un modo per aggirare le scarsità di rete e gli scandali sulle emissioni dei data center terrestri.

Un razzo in fase di assemblaggio. Cowboy Space costruirà un proprio lanciatore. Foto Pexels.

Cosa non torna

Tre problemi tecnici restano sul tavolo. Il primo è il raffreddamento: in orbita l'assenza di atmosfera trasforma il dissipamento del calore in un grattacapo, le GPU si raffreddano per irraggiamento e non per convezione. Cowboy Space sostiene di avere un sistema a vapore proprietario, ma non l'ha dimostrato in volo. Il secondo è la latenza: spedire dati a terra da LEO via downlink ottico significa decine di millisecondi più le inevitabili interruzioni quando l'orbita non si affaccia su una stazione di terra; per training va bene, per inferenza in tempo reale no. Il terzo è il ritmo di lancio: per fare data center utili servono molti satelliti, e oggi Cowboy Space non ha ancora un motore qualificato.

Bhatt ha aperto a Seattle un nuovo polo da 40-60 ingegneri per lavorare a entrambi i problemi. La concorrenza non sta a guardare: Lonestar lancerà un data center test sulla Luna entro fine 2026, Starcloud ha già messo in orbita un dimostratore con NVIDIA H100 a bordo. La corsa per portare l'IA fuori dall'atmosfera è appena iniziata; nei prossimi 24 mesi vedremo se la scommessa di Index Ventures — che il futuro dei data center sia letteralmente sopra le nostre teste — regge il test del volo.