L'11 giugno 2026 il Wall Street Journal ha riferito che OpenAI sta valutando tagli sostanziali ai prezzi dei propri modelli, sia sugli abbonamenti sia sulle tariffe a token per le aziende. Il motivo non è la generosità, ma la paura: la società guidata da Sam Altman si prepara a una guerra per gli utenti con Anthropic, che proprio in queste settimane l'ha superata per valore di mercato e si prepara, come lei, a sbarcare in Borsa.
È un cambio di passo nel settore. Per tre anni la concorrenza tra i grandi laboratori si è giocata quasi solo sui benchmark e sulle capacità dei modelli. Ora il fronte si sposta su prezzo, distribuzione e fidelizzazione: segno che l'intelligenza artificiale generativa sta entrando in una fase più matura e più simile a un mercato di massa.
Cosa starebbe valutando OpenAI sui listini
Secondo le ricostruzioni, OpenAI sta discussione internamente riduzioni significative delle tariffe a token — l'unità con cui si fatturano input e output dei modelli — in previsione di mosse analoghe da parte di Anthropic. Niente è ancora ufficiale e l'entità dei tagli resta incerta, ma la direzione è chiara: difendere la quota di mercato prima che i concorrenti la erodano.
La pressione arriva da più parti. Anthropic ha appena rivisto il proprio modello di prezzo enterprise, passando da una tariffa fissa fino a 200 dollari per utente al mese a una formula ibrida: circa 20 dollari per postazione più impegni di consumo. È un modo per abbassare la barriera d'ingresso e legare il prezzo all'uso effettivo. Sul fronte cinese, DeepSeek ha reso permanente un taglio del 75% delle sue tariffe API, già tra le più basse del mercato.
Anthropic supera OpenAI in valutazione per la prima volta
Il contesto che spinge OpenAI ad agire è una novità storica. Dopo un round di finanziamento Serie H da 65 miliardi di dollari, Anthropic ha raggiunto una valutazione di circa 965 miliardi, superando per la prima volta OpenAI, valutata intorno agli 852 miliardi. Entrambe hanno depositato in via confidenziale la documentazione per la quotazione: Anthropic il 1° giugno, OpenAI l'8 giugno.
Dietro i numeri ci sono traiettorie diverse. Anthropic ha visto il proprio fatturato su base annua impennarsi fino a circa 45 miliardi di dollari nel 2026, partendo da poco più di 10 miliardi un anno prima, trainata soprattutto dai ricavi sui modelli Claude per le imprese e dal codice. OpenAI, con una base utenti enormemente più grande — ChatGPT ha superato il miliardo di utenti mensili — ha ricavi ricorrenti più contenuti rispetto alla sua valutazione e un percorso verso il pareggio di bilancio più lungo.
Perché una guerra dei prezzi proprio ora è un rischio
Tagliare i prezzi mentre si bussa alla porta di Wall Street è una scommessa delicata. Gli investitori in fase di IPO guardano ai margini e alla sostenibilità, non solo alla crescita. Una guerra dei prezzi che parte adesso rischia di comprimere i ricavi proprio quando entrambe le aziende devono mostrare conti convincenti.
Il margine di manovra, inoltre, non è simmetrico. Anthropic punta a raggiungere il pareggio intorno al 2028; per OpenAI la stessa soglia è stimata diversi anni più in là, con un consumo di cassa prima della redditività di ordini di grandezza superiore. In altre parole, chi ha i conti più vicini all'equilibrio può permettersi una battaglia sui prezzi più a lungo. Per questo la mossa di OpenAI, più che un segnale di forza, sembra una reazione difensiva a un rivale che cresce in fretta.
I listini a confronto: quanto costano oggi i token
Per capire dove può arrivare la guerra dei prezzi, conviene guardare le tariffe attuali delle API, espresse in dollari per milione di token di input e di output:
| Modello | Input ($/1M token) | Output ($/1M token) |
|---|---|---|
| OpenAI GPT-5.5 | 1,50 | 9 |
| Anthropic Claude Opus 4.8 | 5 | 25 |
| Google Gemini 3.5 Flash | 1,50 | 9 |
| xAI Grok 4.3 | 0,50 | 2 |
Il quadro mostra perché OpenAI sente la pressione: i modelli di punta di Anthropic restano più cari per token, ma l'azienda compensa con un'offerta enterprise aggressiva, mentre concorrenti come xAI e i laboratori cinesi spingono i prezzi verso il basso. In un mercato dove il costo per token diventa la variabile decisiva per chi costruisce prodotti, ogni ribasso di un grande operatore costringe tutti gli altri a rispondere. La prossima ondata di annunci sui prezzi dirà se la fase delle IPO coinciderà con la fase dei tagli.




