Al GTC di Taipei, il 1° giugno 2026, NVIDIA ha annunciato che Vera, il suo nuovo processore centrale, è entrata in piena produzione e inizierà le spedizioni in autunno. L'azienda la presenta con uno slogan che dice molto sulla fase attuale del settore: "la CPU per gli agenti". Non è un chip pensato per far girare applicazioni tradizionali, ma per orchestrare i carichi dell'IA agentica — sistemi che ragionano, usano strumenti e portano a termine compiti in autonomia, spesso coordinando molte chiamate ai modelli.
Cos'è Vera e perché NVIDIA la chiama "CPU per gli agenti"
Negli ultimi anni l'attenzione si è concentrata quasi solo sulle GPU, i processori grafici che addestrano e fanno funzionare i modelli. Ma quando un agente IA lavora, una parte enorme del lavoro è "di contorno": preparare i dati, gestire la memoria, coordinare le richieste, far dialogare i diversi strumenti. È qui che entra in gioco la CPU. Vera è progettata per ridurre i colli di bottiglia in questo tipo di operazioni, lavorando in coppia con le GPU della generazione Rubin all'interno della piattaforma Vera Rubin, anch'essa data per essere arrivata alla produzione su larga scala.
Dentro la piattaforma Vera Rubin e il sistema operativo DSX
NVIDIA non vende più solo chip, ma "fabbriche di IA" complete. Insieme a Vera, l'azienda ha presentato DSX, un sistema operativo pensato per far funzionare questi data center come un'unica macchina. I sistemi basati su Vera Rubin vengono già assemblati su larga scala dai produttori taiwanesi e dalla catena di fornitura, in configurazioni destinate ai laboratori di IA, alle nuvole specializzate e agli hyperscaler. È la conferma di una strategia che punta a presidiare ogni strato dello stack: silicio, sistemi, software e rete.
Chi la userà: da OpenAI e Anthropic a ByteDance e Oracle
La lista dei clienti che stanno valutando o adottando Vera dà la misura della domanda. Secondo l'annuncio ufficiale figurano la borsa di New York (NYSE), i grandi laboratori Anthropic, OpenAI e xAI di SpaceX, e hyperscaler come ByteDance, CoreWeave, Lambda, Nebius, Nscale e Oracle Cloud Infrastructure. Come esempio di domanda concreta, la società Digi Power X ha già impegnato 35 milioni di dollari per acquisire sistemi Vera Rubin, con primo dispiegamento previsto nel primo trimestre 2027. È lo stesso panorama di aziende che pochi mesi fa correvano a prenotare le GPU: ora la corsa si allarga alla CPU.
Cosa cambia nella corsa ai data center e per i rivali
L'ingresso deciso di NVIDIA nel mondo delle CPU per data center mette pressione su chi quel mercato lo ha sempre dominato, da Intel ad AMD, e si aggiunge alla recente discesa dell'azienda nel mercato dei chip per PC. Per gli operatori che costruiscono infrastrutture IA, Vera promette di semplificare l'acquisto: un'unica architettura coerente, dalla CPU alla GPU al software, invece di assemblare componenti di fornitori diversi. Il rovescio della medaglia è la dipendenza sempre più stretta da un solo fornitore.
Perché la "CPU per gli agenti" arriva proprio ora
La tempistica non è casuale. Il 2026 è l'anno in cui gli agenti sono usciti dai laboratori e sono entrati nei prodotti veri: assistenti che scrivono codice, fanno acquisti, gestiscono pratiche, coordinano flussi di lavoro. A differenza di un chatbot, che risponde a una domanda e si ferma, un agente compie decine di passaggi, interroga più volte i modelli, consulta strumenti esterni e tiene traccia dello stato. Tutto questo richiede una CPU capace di smistare grandi volumi di operazioni in parallelo senza diventare il collo di bottiglia che rallenta le costose GPU. È la nicchia che Vera punta a occupare.
Con la domanda di IA agentica destinata a crescere, la scommessa di NVIDIA è che il prossimo collo di bottiglia non sarà solo la potenza grafica, ma la capacità di far lavorare insieme migliaia di processi. E l'azienda vuole vendere anche quel pezzo, completando un'offerta che ormai copre l'intero data center. Per i rivali, la sfida non è più solo costruire un chip più veloce, ma competere con un ecosistema integrato in cui hardware e software sono progettati per funzionare insieme fin dal primo giorno.




