Mistral ha mandato in soffitta il nome Le Chat. All'inizio di giugno 2026 l'assistente del laboratorio francese è diventato Vibe, e non si tratta solo di un cambio d'insegna: Vibe nasce come un agente unico per il lavoro e per la scrittura di codice, con sandbox nel cloud, connettori alle app aziendali e piani a pagamento. È il tentativo di Mistral di passare da «chatbot apprezzato dagli addetti ai lavori» a strumento di produttività che le aziende sono disposte a pagare. Vediamo cosa cambia e come provarlo.

Da Le Chat a Vibe: cosa cambia

Chi aveva un account Le Chat lo ritrova intatto sotto il nuovo nome: conversazioni, impostazioni e piano restano gli stessi. La differenza è nell'impostazione del prodotto. Le Chat era, nella sostanza, un'interfaccia di chat sui modelli Mistral. Vibe aggiunge due modalità operative pensate per portare a termine compiti reali, non solo per rispondere a domande. L'obiettivo dichiarato è competere con strumenti come ChatGPT, Claude e Gemini sul terreno più redditizio: quello dell'uso quotidiano in ufficio e nello sviluppo software.

Vibe punta all'uso quotidiano in azienda con connettori e attivita' di lunga durata.

Work Mode e Code Mode: i due volti dell'agente

La Work Mode è pensata per i compiti di lavoro che durano nel tempo: l'agente si collega alle app aziendali tramite connettori, propone un piano di azione che l'utente può rivedere e approvare, e distribuisce i risultati sui sistemi condivisi del team. È l'idea dell'assistente che non si limita a scrivere un testo, ma porta avanti un'attività in più passaggi controllando con te i punti chiave.

La Code Mode è rivolta a chi programma: esegue sessioni di lavoro remote dentro sandbox nel cloud, può preparare modifiche al codice e aprire pull request, ed è affiancata da un'estensione per VS Code e da aggiornamenti dell'interfaccia a riga di comando per automazioni su interi progetti. In più, Mistral ha reso disponibili in anteprima i Workflows, per orchestrare processi ripetibili con approvazioni umane lungo il percorso. In sostanza, Vibe prova a coprire sia il «collega d'ufficio» sia il «collega sviluppatore».

Quanto costa e come iniziare gratis

Vibe parte da un piano gratuito che permette di provare l'assistente e le sue funzioni di base. Sopra ci sono i piani a pagamento: secondo i listini comunicati, un piano Pro intorno ai 14,99 euro al mese, un piano Team attorno ai 24,99 euro per utente e un'offerta Enterprise su preventivo. Per iniziare basta andare sull'interfaccia web di Mistral, creare un account gratuito e scegliere la modalità adatta al compito. Il consiglio è partire dal piano gratuito per capire se l'integrazione con i propri strumenti regge, e passare a Pro o Team solo quando l'uso diventa quotidiano. (I prezzi possono variare: verifica il listino aggiornato prima di abbonarti.)

Connettori e dati: cosa tenere d'occhio

La parte più interessante di Vibe — la capacità di collegarsi alle app aziendali e portare a termine compiti su più sistemi — è anche quella che richiede più attenzione. Dare a un agente l'accesso a posta, calendario, archivi documentali o repository di codice significa fidarsi di come quei dati vengono trattati. Qui Mistral gioca una carta che le aziende europee apprezzano: è un fornitore europeo, soggetto alle regole dell'UE sulla protezione dei dati, e ha costruito parte della propria reputazione sui modelli a pesi aperti, ospitabili anche in casa. Per chi lavora in settori regolati — banche, sanità, pubblica amministrazione — è un argomento di peso rispetto ai concorrenti americani. Il consiglio pratico resta lo stesso per qualsiasi agente: concedi i permessi minimi necessari, parti da connettori non critici, e verifica le impostazioni sul trattamento dei dati prima di collegare informazioni sensibili. La comodità di un agente che «fa tutto» non deve far saltare i controlli di base sulla sicurezza.

Collegare un agente alle app aziendali richiede attenzione ai permessi e al trattamento dei dati.

Un esempio: far scrivere e correggere codice a Vibe

Per testare la Code Mode su un compito concreto, prova un prompt come questo:

In questo progetto Python, aggiungi una funzione che legge un file CSV con colonne "data" e "importo" e restituisce la somma degli importi per mese. Scrivi anche un test con pytest e correggi eventuali errori finché il test passa. Mostrami il piano prima di modificare i file.

Il risultato atteso è che l'agente proponga prima un piano (quali file toccare, quale logica), attenda la tua conferma, poi crei la funzione e il test nella sandbox e iteri finché il test non passa, mostrandoti le modifiche prima di applicarle. È lo stesso schema «pianifica, conferma, esegui» che rende gli agenti utili senza farti perdere il controllo. Per chi sviluppa, l'estensione VS Code consente di avere queste funzioni dentro l'editor. La documentazione e l'accesso sono su mistral.ai. Se già usi Claude Code o Codex di OpenAI, vale la pena confrontare Vibe sullo stesso compito: la qualità del codice e l'integrazione con i tuoi strumenti contano più del nome sul prodotto.