Il 2 giugno 2026, durante la conferenza Build a San Francisco, Microsoft ha svelato Project Solara: una piattaforma "dal chip al cloud" pensata per una nuova categoria di dispositivi che eseguono agenti di intelligenza artificiale al posto delle applicazioni tradizionali. L'idea è radicale: invece di aprire app e toccare icone, l'utente parla, mostra qualcosa a una telecamera o preme un pulsante, e un agente fa il resto. È la visione di Redmond su come potrebbe cambiare il rapporto con i computer nei prossimi anni.

L'idea: dispositivi che eseguono agenti, non applicazioni

Solara non è un singolo prodotto ma una piattaforma di riferimento — hardware e software — su cui altri costruttori potranno realizzare dispositivi "agent-first". Microsoft ne ha mostrati due molto diversi tra loro: un display da scrivania in stile smart speaker con schermo e un badge identificativo intelligente da indossare. In entrambi i casi il protagonista non è il sistema operativo classico con le sue finestre, ma un assistente che capisce il contesto e agisce.

Solara immagina dispositivi che eseguono agenti IA al posto delle app.

Perché Microsoft costruisce su Android (e non su Windows)

La scelta tecnica più sorprendente è che Solara non si basa su Windows ma su Android, attraverso una versione modificata chiamata MDEP (Microsoft Device Ecosystem Platform), una "fork" pensata per dispositivi aziendali. Il motivo è pratico: Android è più leggero e adatto ad apparecchi piccoli e a basso consumo. Microsoft ci innesta però gli strumenti di gestione e sicurezza che le aziende si aspettano — Microsoft Defender, la gestione dei dispositivi con Intune, l'accesso con Entra ID, gli aggiornamenti over-the-air e i controlli di integrità. È un compromesso interessante per un'azienda che con Windows ha costruito la propria storia.

Il badge e l'hub: cosa è stato mostrato a Build

I due dispositivi dimostrativi raccontano bene la filosofia. L'hub da scrivania, costruito su silicio MediaTek per l'Internet of Things, risponde ai comandi vocali, riconosce l'utente con il volto e mostra le cose più urgenti della giornata; collegato a un monitor, può diventare una vera macchina Windows che gira nel cloud. Il badge intelligente, basato su un nuovo chip Qualcomm per indossabili, reinventa il classico tesserino aziendale: un pulsante con impronta digitale risveglia l'agente, un tocco registra e trascrive una conversazione, e una telecamera integrata permette all'assistente di agire su ciò che l'utente sta guardando. Come ha raccontato GeekWire, l'obiettivo è portare l'IA fuori dal PC e dentro gli oggetti di tutti i giorni.

Voce, telecamera e impronta digitale sostituiscono icone e app.

I primi pilota tra le aziende e la sfida di Redmond

Microsoft punta in prima battuta sul mondo del lavoro. Tra le aziende attese ai test sui dispositivi basati sui design di riferimento ci sono AccuWeather, Best Buy, CVS Health, Levi's e Target. I primi partner per i chip sono Qualcomm e MediaTek. La domanda, naturalmente, è se i dispositivi "senza app" abbiano davvero un mercato: i tentativi di hardware IA dedicato visti finora — dagli spille agli assistenti da tasca — hanno spesso deluso. La differenza, stavolta, è il peso di Microsoft e la sua presenza già radicata nelle aziende, dove gestione e sicurezza contano più dell'effetto novità. Solara è ancora un progetto, non un prodotto in vendita, ma indica con chiarezza dove Redmond pensa che stia andando l'informatica: verso macchine che eseguono intenzioni, non programmi.