Thinking Machines Lab, il laboratorio fondato dall'ex responsabile della tecnologia di OpenAI Mira Murati, ha rilasciato il 30 luglio 2026 Inkling-Small, la versione compatta e a pesi aperti del suo primo modello di base. La notizia che fa alzare il sopracciglio è nei numeri: Inkling-Small, con appena 12 miliardi di parametri attivi, supera il fratello maggiore — un modello ben più grande — su uno dei benchmark di programmazione più rispettati, a una frazione del costo.
Un modello piccolo che ne batte uno enorme
Inkling-Small è un modello Mixture-of-Experts (MoE) da 276 miliardi di parametri totali ma solo 12 miliardi attivi a ogni richiesta: la solita idea di attivare solo la parte di rete che serve, per tenere bassi costo e latenza. Il dato che colpisce è il punteggio su SWE-Bench Verified, il test che misura la capacità di risolvere problemi reali di software: Inkling-Small ottiene l'80,2%, superando il 77,6% del modello Inkling completo, che di parametri ne ha molti di più. Sull'indice di intelligenza di Artificial Analysis si posiziona a quota 40, a un punto dal fratello maggiore pur usando meno di un terzo dei parametri. È nativamente multimodale (testo, immagini, audio), con architettura encoder-free, sforzo di ragionamento regolabile e finestra di contesto fino a un milione di token.
Quanto costa e dove si scarica
Il prezzo via API è tra i punti di forza: circa 0,30 dollari per milione di token in ingresso e 1,20 dollari per milione in uscita, cioè tre-quattro volte meno del modello Inkling completo. Ma la carta vincente è la licenza a pesi aperti: i checkpoint per testo, immagini e audio sono scaricabili e ri-addestrabili. Il modello è affinabile su Tinker, la piattaforma di fine-tuning di Thinking Machines, e gode del supporto vLLM dal primo giorno, il che significa poterlo servire in locale con prestazioni elevate senza aspettare patch della community.
Come provarlo: da vLLM al fine-tuning
Per chi vuole eseguirlo su una propria macchina con GPU adeguata, il percorso più rapido passa da vLLM. Una volta scaricati i pesi dal repository ufficiale su Hugging Face, si avvia un server compatibile con le API di OpenAI con un comando come questo:
pip install vllm
vllm serve thinking-machines/inkling-small \
--tensor-parallel-size 2 \
--max-model-len 32768
Da quel momento il modello risponde su http://localhost:8000/v1 e si interroga con una normale chiamata in stile OpenAI:
from openai import OpenAI
client = OpenAI(base_url="http://localhost:8000/v1", api_key="local")
r = client.chat.completions.create(
model="thinking-machines/inkling-small",
messages=[{"role": "user", "content": "Scrivi una funzione Python che verifica se una stringa e' un palindromo, ignorando spazi e maiuscole."}],
)
print(r.choices[0].message.content)
Il risultato atteso è una funzione corretta e commentata, tipicamente con normalizzazione della stringa e confronto con la versione invertita. Per l'affinamento su un proprio dominio si usa invece la piattaforma Tinker, pensata proprio per specializzare Inkling su dati aziendali.
A chi conviene e la scommessa di Thinking Machines
Inkling-Small è interessante soprattutto per chi sviluppa strumenti di programmazione, agenti e applicazioni che devono girare a basso costo o in ambienti controllati, dove i pesi aperti permettono di ospitare il modello sui propri server senza inviare dati a terzi. La filosofia del laboratorio è dichiarata: contro l'idea del «modello unico che va bene per tutto», Thinking Machines punta su modelli aperti e specializzabili, da adattare al singolo caso d'uso. In un mercato in cui i modelli aperti — da DeepSeek a Qwen fino a Kimi — battono sempre più spesso i colossi chiusi su compiti mirati, è una scommessa che ha basi solide. Prestazioni e prezzi sono dichiarati da Thinking Machines e riportati da Artificial Analysis e TechCrunch.




