Il 19 maggio 2026, durante il keynote del Google I/O, l'azienda ha annunciato il piu' grande cambiamento alla casella di ricerca da oltre 25 anni: la barra in cui tutti scriviamo da una vita diventa una casella «intelligente» alimentata dall'IA, capace di espandersi dinamicamente, anticipare le intenzioni e suggerire azioni che vanno ben oltre il completamento automatico. Insieme arrivano gli information agents, agenti che lavorano in background 24 ore su 24 per cercare al posto nostro. E' la conferma che Google sta smontando, pezzo dopo pezzo, il modello delle «dieci link blu» su cui ha costruito il suo impero.

Cosa cambia nella casella di ricerca

La nuova casella non e' piu' un semplice campo di testo. Si espande mentre si scrive, accetta domande lunghe e articolate e propone suggerimenti generati dall'IA che cercano di indovinare l'obiettivo dell'utente invece di limitarsi a completare le parole. In pratica, Google sta spostando il baricentro dalla «parola chiave» alla «richiesta»: non piu' «voli Roma Tokyo agosto», ma «trova il volo piu' economico per Tokyo ad agosto con un solo scalo e meno di 14 ore di viaggio».

AI Mode ha superato il miliardo di utenti mensili. (Foto: Pexels)

Gli information agents: la ricerca che lavora mentre dormi

La novita' piu' concettuale sono gli agenti informativi. Si tratta di assistenti che l'utente puo' creare, personalizzare e gestire, e che operano in background per monitorare un argomento e tornare con aggiornamenti sintetizzati. Un esempio tipico: chiedere all'agente di tenere d'occhio l'uscita di un prodotto, le variazioni di prezzo di un volo o gli sviluppi di una notizia, e ricevere un riepilogo ragionato quando qualcosa cambia, senza dover ripetere la ricerca ogni giorno. Google ha annunciato che gli information agents debutteranno in estate per gli abbonati a Google AI Pro e Ultra negli Stati Uniti, prima di un'eventuale espansione.

Gemini 3.5 Flash come motore predefinito

Sotto il cofano, Google ha promosso Gemini 3.5 Flash a modello predefinito di AI Mode per tutti gli utenti a livello globale. E' la scelta naturale: Flash e' la variante ottimizzata per velocita' e costi, indispensabile quando devi rispondere a miliardi di query al giorno mantenendo tempi di risposta accettabili. La stessa AI Mode, secondo i dati diffusi da Google, ha superato il miliardo di utenti mensili, con il volume di query che piu' che raddoppia ogni trimestre dal lancio.

La nuova casella punta sulle richieste in linguaggio naturale. (Foto: Pexels)

Perche' Google rischia (e perche' lo fa comunque)

Trasformare la ricerca in un assistente conversazionale e' un azzardo enorme per chi guadagna decine di miliardi dagli annunci che compaiono accanto ai risultati. Se l'IA risponde direttamente, l'utente clicca meno e visita meno siti: un problema sia per Google sia per gli editori che vivono di traffico organico. Ma l'azienda di Mountain View ha calcolato che il rischio maggiore sarebbe restare ferma mentre ChatGPT, Perplexity e gli altri assistenti erodono l'abitudine di «cercare su Google». Meglio cannibalizzare il proprio prodotto che lasciarlo fare ad altri.

Cosa significa per chi cerca e per chi pubblica

Per gli utenti il vantaggio e' concreto: domande piu' naturali, meno tempo a spulciare risultati, attivita' che vengono delegate a un agente. Per chi pubblica contenuti online, invece, si apre una fase delicata. Con risposte sempre piu' sintetiche e agenti che leggono il web al posto delle persone, il modello del traffico da motore di ricerca — quello su cui si reggono blog, testate e siti di settore — e' destinato a cambiare profondamente. La domanda che molti editori si pongono e' come farsi citare dagli agenti, dato che essere «la fonte» di una risposta dell'IA potrebbe contare piu' di un posizionamento in prima pagina. La rivoluzione annunciata al I/O 2026, insomma, non riguarda solo come cerchiamo: riguarda chi sopravvive nell'economia dell'informazione.

Come provare oggi la ricerca con l'IA

Buona parte di queste funzioni e' gia' alla portata di tutti. AI Mode si attiva aprendo la pagina di Google o l'app Google e selezionando la scheda dedicata: e' gratuita e, da questo annuncio, gira sul modello Gemini 3.5 Flash in tutto il mondo. La nuova casella intelligente e gli agenti informativi arriveranno invece in modo graduale, partendo in estate dagli abbonati statunitensi a Google AI Pro (circa 20 dollari al mese) e Ultra (il piano superiore, pensato per chi usa l'IA in modo intensivo). Chi vuole sperimentare fin da subito puo' provare a porre domande lunghe e specifiche — per esempio «confronta tre robot aspirapolvere sotto i 400 euro con stazione di svuotamento automatico» — e osservare come la risposta sintetizzi piu' fonti in un unico riquadro, con i link di approfondimento accanto.

Il consiglio pratico per chi pubblica online e' iniziare a ragionare in termini di «risposte» e non solo di parole chiave: contenuti chiari, ben strutturati e facilmente citabili hanno piu' probabilita' di essere ripresi dagli agenti di Google. La transizione e' appena cominciata, ma la direzione e' ormai irreversibile.

Vale la pena ricordare che cambiamenti di questa portata non sono mai immediati ne' privi di errori: nelle prime settimane le risposte sintetiche dell'IA possono contenere imprecisioni, e Google stessa invita a verificare le informazioni piu' delicate tramite i link alle fonti. Per questo, almeno in questa fase, l'approccio piu' sensato e' usare la nuova ricerca come punto di partenza rapido e non come verita' definitiva, soprattutto per temi medici, legali o finanziari.