Una delle promesse piu' concrete emerse intorno al Google I/O 2026 e' che il browser inizi a navigare al posto nostro. Google ha integrato la tecnologia del suo agente web sperimentale — Project Mariner, ufficialmente chiuso il 4 maggio 2026 — dentro Gemini Agent, lo strato di automazione dell'assistente, e dentro la modalita' IA della Ricerca. Il risultato piu' visibile per gli utenti e' Auto Browse in Chrome: il browser che porta a termine flussi complessi sul web senza intervento umano.

Cos'e' la navigazione agentica

L'idea e' semplice da descrivere e potente da usare: invece di cliccare tu su decine di pagine, dici all'agente cosa vuoi ottenere e lui naviga, compila moduli, confronta opzioni e arriva al risultato. Compiti come cercare un prodotto a un certo prezzo su piu' siti, prenotare un servizio o raccogliere informazioni sparse su varie pagine vengono delegati al browser, che agisce per conto tuo riferendo poi cosa ha fatto.

Auto Browse porta a termine flussi complessi sul web senza intervento manuale. (Foto: Pexels)

La fine di Project Mariner

Project Mariner era il progetto di ricerca con cui Google sperimentava un agente capace di usare il browser come farebbe una persona. Il 4 maggio 2026 l'azienda lo ha chiuso come prodotto a se' stante, scegliendo pero' di non buttare via il lavoro fatto: i suoi algoritmi sono confluiti in Gemini Agent e nella modalita' IA della Ricerca. E' una scelta sempre piu' comune tra i grandi laboratori — trasformare gli esperimenti di successo in funzioni dei prodotti di massa, invece di mantenerli come app separate.

Come usarlo oggi e chi puo' farlo

Auto Browse e' gia' arrivato in Chrome a inizio 2026, ma con un accesso limitato: e' disponibile per gli abbonati ai piani Google AI Pro e AI Ultra negli Stati Uniti. Al I/O Google ha inoltre annunciato che Gemini Spark, il suo agente personale, arrivera' in Chrome entro la fine dell'anno, sempre a partire dagli abbonati AI Ultra statunitensi. In pratica, il browser di Google diventa il luogo dove l'IA agisce concretamente sul web.

Per usarlo, dove disponibile, si avvia la funzione da Chrome e si descrive l'obiettivo in linguaggio naturale, ad esempio:

Trova tre voli andata e ritorno da Roma a Lisbona nel primo weekend di giugno, con bagaglio a mano incluso e meno di 200 euro, e mostrami un confronto.

L'agente apre i siti, applica i filtri, confronta i risultati e ti presenta una sintesi, lasciando a te la decisione e la conferma finale.

La funzione e' riservata agli abbonati AI Pro e Ultra negli USA. (Foto: Pexels)

Limiti e cautele

La navigazione agentica e' promettente ma va usata con prudenza. Un agente che compila moduli e clicca pulsanti puo' sbagliare, fraintendere un'istruzione o agire su pagine ingannevoli. Per questo Google mantiene l'utente nel ciclo per le azioni delicate — pagamenti, acquisti, invio di dati personali — richiedendo conferma prima di procedere. Il consiglio e' partire da compiti a basso rischio (ricerca e confronto di informazioni) prima di affidare all'agente operazioni che coinvolgono denaro o dati sensibili.

Perche' conta

Con Auto Browse e Gemini Agent, Google porta l'IA dal «dire» al «fare»: non piu' solo risposte, ma azioni reali sul web. E' lo stesso terreno su cui competono OpenAI e le altre aziende che stanno costruendo agenti capaci di usare browser e applicazioni. Per ora l'accesso e' limitato e geograficamente ristretto, ma la direzione e' chiara: nei prossimi anni una parte crescente della navigazione quotidiana — comparare, prenotare, acquistare — potrebbe passare da un agente che lavora per noi. Resta da vedere quanto velocemente queste funzioni arriveranno anche in Italia.

Come si colloca rispetto ai rivali

Google non e' sola su questo terreno. OpenAI ha lanciato i propri agenti capaci di usare il browser, e diverse aziende propongono assistenti che navigano e compilano moduli per conto dell'utente. Il vantaggio di Google e' la posizione di partenza: Chrome e' il browser piu' diffuso al mondo, e integrare l'automazione direttamente al suo interno — invece che in un'app separata — abbassa enormemente la barriera all'uso. Chi gia' usa Chrome con un account Google si ritrova le funzioni agentiche «in casa», senza installare nulla.

Resta pero' un nodo che accomuna tutti gli agenti web: l'affidabilita'. Navigare il mondo reale del web — con pop-up, banner dei cookie, layout che cambiano e tentativi di inganno — e' molto piu' difficile che rispondere a una domanda. Per questo, almeno oggi, conviene considerare Auto Browse un assistente da supervisionare, non un pilota automatico a cui delegare tutto alla cieca. Quando NON usarlo? Per operazioni irreversibili o che coinvolgono denaro e dati sensibili senza la tua conferma esplicita, e ogni volta che il compito richiede un giudizio che solo una persona puo' dare. Usato con questa consapevolezza, pero', e' uno strumento che puo' far risparmiare ore di clic ripetitivi ogni settimana.

Per gli utenti italiani il tema dei tempi resta centrale: come accade spesso con le novita' di Google, le funzioni agentiche piu' avanzate partono dagli Stati Uniti e arrivano in Europa con qualche mese di ritardo, anche per via delle regole piu' stringenti su privacy e dati personali. Chi vuole prepararsi puo' intanto familiarizzare con la modalita' IA della Ricerca e con l'app Gemini, che condividono la stessa logica agentica e sono gia' accessibili. Quando Auto Browse e Gemini Spark arriveranno anche da noi, chi ha gia' preso confidenza con questi strumenti partira' avvantaggiato e sapra' riconoscere subito i compiti in cui delegare al browser conviene davvero.