Google continua a rimodellare Gemini a colpi di aggiornamenti, e i giorni a cavallo di inizio agosto 2026 hanno portato una raffica di novita' per sviluppatori, scuole e utenti di Workspace, insieme ad alcuni pensionamenti che costringeranno molti a mettere mano al codice. Le note di rilascio ufficiali raccontano un prodotto in movimento continuo: nuove capacita' di ricerca multimodale, un sistema di notifiche piu' moderno per le API e strumenti pensati per gli insegnanti, mentre vecchi modelli vengono dismessi.

Ricerca multimodale e webhook: cosa cambia per gli sviluppatori

La novita' piu' rilevante sul fronte tecnico riguarda File Search, la funzione che permette di costruire assistenti capaci di rispondere sui propri documenti. Ora supporta la ricerca multimodale: e' possibile incorporare e cercare direttamente all'interno delle immagini grazie al modello gemini-embedding-2, senza doverle prima trasformare in testo. Per chi costruisce sistemi di retrieval (i cosiddetti RAG) e' un passo avanti concreto, perche' unifica testo e immagini nello stesso indice di ricerca. In parallelo, l'API Gemini ha introdotto il supporto ai webhook basati su eventi: invece di interrogare ripetutamente il server per sapere se un lavoro e' finito (il cosiddetto polling), l'applicazione riceve una notifica quando l'operazione, per esempio una chiamata in batch, e' completata. E' un cambiamento che semplifica l'architettura e riduce i costi delle applicazioni piu' intense.

File Search di Gemini ora cerca anche dentro le immagini grazie a gemini-embedding-2.

Attenzione alle date: modelli in pensione

Ogni evoluzione ha un prezzo, e in questo caso si chiama deprecazione. Google ha comunicato che alcuni modelli di generazione immagini verranno spenti il 17 agosto 2026: chi li usa in produzione deve migrare per tempo verso le versioni piu' recenti, per evitare che le proprie applicazioni smettano di funzionare da un giorno all'altro. Inoltre, dal 4 agosto 2026 Gemini 3.5 Flash e' stato rimosso dalla regione globale nell'app Gemini Enterprise. Sono le classiche scadenze che chi lavora con le API deve tenere d'occhio: il ritmo con cui i laboratori aggiornano e dismettono i modelli e' rapido, e ignorare una nota di deprecazione significa rischiare interruzioni di servizio.

Gemini a scuola: le rubriche generate in automatico

Sul fronte educativo, Google ha aggiunto nuove funzioni per gli insegnanti dentro Google Classroom. La piu' pratica e' la generazione istantanea di rubriche di valutazione a partire dal contesto del compito assegnato: il docente crea un'attivita' e Gemini propone una griglia di valutazione gia' pronta, che poi puo' modificare e riutilizzare. E' il tipo di automazione che fa risparmiare tempo sulle attivita' ripetitive, lasciando all'insegnante il giudizio finale. Per il mondo della scuola, alle prese anche in Italia con nuove regole di trasparenza sull'uso dell'IA, sono strumenti che vanno adottati con consapevolezza: utili per la preparazione, ma sempre sotto supervisione umana.

In Google Classroom Gemini genera rubriche di valutazione a partire dal compito assegnato.

Gemini ovunque in Workspace, nella corsa con ChatGPT

Sullo sfondo, Google continua a spingere Gemini dentro tutte le sue applicazioni: Gmail, Documenti, Fogli, Presentazioni, Drive e Meet integrano ormai l'assistente in modo sempre piu' capillare. E' la stessa strategia di distribuzione di massa con cui OpenAI, negli stessi giorni, ha reso illimitate le chat gratuite di ChatGPT: entrambe le aziende sanno che il vantaggio competitivo si gioca sull'abitudine quotidiana degli utenti. Chi ha gia' miliardi di account, come Google con Workspace e Gmail, prova a trasformare quella base installata in un pubblico fedele per il proprio assistente. Per l'utente il risultato e' un'IA sempre piu' presente negli strumenti che usa ogni giorno; per gli sviluppatori, la necessita' di stare al passo con un calendario di aggiornamenti e deprecazioni che non concede pause.