ElevenLabs Music v2 è arrivata in maggio sulla scia della raccolta da 500 milioni di dollari di febbraio che ha portato l'azienda londinese a una valutazione di 11 miliardi. È il secondo modello musicale del laboratorio, dieci mesi dopo il primo, e si presenta come la risposta più diretta a Suno e Udio nel mercato della musica generata dall'IA. L'azienda ha anche tagliato i prezzi: fino al 50% in meno sull'API ElevenAPI e fino al 40% in meno sul piano self-serve ElevenCreative.
Cosa cambia rispetto alla v1
Il salto principale rivendicato da ElevenLabs è la coerenza sotto pressione: un singolo brano deve poter cambiare genere - dall'opera al metal e ritorno, o passare a un rap veloce - e tenere insieme la struttura senza che la composizione si sfaldi. La v2 può anche incorporare effetti non musicali dentro il brano (campanelli, urla, rumori d'ambiente), una richiesta che arriva soprattutto da autori di trailer e sigle.
Sul fronte legale, la differenza con Suno e Udio resta sostanziale: ElevenLabs ha siglato accordi di licenza con Believe, Kobalt e Merlin, e questo è il primo dato che cita quando si presenta nei mercati professionali. La causa intentata nel 2024 dalla RIAA contro Suno e Udio ha reso "addestrato su dati licenziati" la frase più importante in ogni annuncio musicale.
Come provarlo
Ci sono due vie. Per chi vuole solo sperimentare, è disponibile la versione web su elevenlabs.io/music: nel piano gratuito si possono generare alcuni brani al mese (al momento dell'annuncio il limite era di 60 minuti totali), poi si passa al piano Creator a 22 dollari al mese.
Per gli sviluppatori la novità è l'API musica con i nuovi prezzi. Una chiamata minima in Python:
from elevenlabs.client import ElevenLabs
client = ElevenLabs(api_key="sk_...")
audio = client.music.create(
model_id="music_v2",
prompt="trailer cinematografico, archi epici, batteria che cresce, finale in tonalità minore",
duration_seconds=90,
output_format="mp3_44100_192"
)
with open("trailer.mp3", "wb") as f:
f.write(audio)Il prompt accetta indicazioni di genere, BPM, strumenti, mood e effetti. Per i risultati migliori conviene specificare la struttura: intro 8 secondi, sviluppo 30 secondi, climax a 1 minuto, outro 12 secondi.
Un esempio reale
Per provare la capacità di tenere assieme generi diversi, un prompt che funziona bene è:
Brano di 60 secondi che inizia come ballata acustica al pianoforte, vira verso il rock dopo 20 secondi con chitarra distorta e batteria, e chiude con un coro corale in stile gospel. Effetto pioggia di sottofondo nei primi 10 secondi.
Music v2 produce in genere brani che mantengono il filo melodico fra le tre sezioni, anche se la transizione fra il pianoforte e il rock può risultare un po' brusca al primo tentativo: spesso basta aggiungere transizione con rullante crescente per ottenere il risultato voluto.
Quanto costa e dove conviene
Dopo i tagli, l'API costa 0,012 dollari per secondo di musica generata sul piano Creator, contro i circa 0,024 di Suno API. Per un brano di 90 secondi si parla di circa 1,08 dollari contro i 2,16 di Suno. La differenza è significativa per chi produce molti contenuti, per esempio agenzie che generano jingle per spot o studi che cercano basi per podcast.
Il punto debole è ancora la voce cantata: i testi in italiano sono spesso storpiati, e il modello fa meno fatica con prompt in inglese. Per la produzione musicale destinata a un mercato italiano conviene usare Music v2 per la base strumentale e affidarsi a Voice Cloning di ElevenLabs - dove l'italiano è ormai fluido - per registrare separatamente la voce.
Cosa cambia per il mercato
Music v2 non è il miglior modello assoluto - test indipendenti danno ancora un leggero vantaggio a Suno v5 sulla qualità della voce cantata - ma è il più conveniente fra quelli con licenze ordinate. Per studi e agenzie che lavorano con clienti aziendali, il rischio legale di Suno e Udio resta un ostacolo: una causa in corso a New York potrebbe ribaltare i conti dei generatori non licenziati e spingere ulteriormente verso ElevenLabs, Stability AI (che ha appena rilasciato Stable Audio 3.0) e Udio nel suo nuovo modello "a giardino chiuso" dopo l'accordo con le major. La sfida nel mercato musicale dell'IA si gioca, oggi, più sui contratti che sugli algoritmi.




