Il Consiglio dei Ministri, nella seduta di lunedì 4 agosto 2026, ha approvato in via definitiva due decreti legislativi che adeguano l'ordinamento italiano al regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, l'AI Act (Reg. UE 2024/1689). I provvedimenti disciplinano l'uso dell'IA nelle attività di polizia, le decisioni che riguardano i lavoratori, la formazione, le autorità di controllo e i profili di responsabilità civile e penale. È il passaggio che completa, sul piano nazionale, l'attuazione delle regole europee.

Cosa cambia per l'uso dell'IA da parte della polizia

Il primo decreto regola l'impiego dei sistemi di intelligenza artificiale nelle attività di polizia e ribadisce un principio cardine: il controllo umano resta necessario. Le decisioni che possono produrre effetti giuridici negativi su una persona devono essere adottate dall'operatore e non possono basarsi esclusivamente sul risultato fornito da un sistema automatico. In altre parole, un algoritmo può assistere, ma non può decidere da solo il destino di un cittadino.

Sul tema più sensibile — l'identificazione biometrica in tempo reale, ossia il riconoscimento facciale applicato a flussi video dal vivo — il decreto fissa paletti stringenti: è consentita solo in casi eccezionali, per periodi limitati e previa autorizzazione dell'autorità giudiziaria. È il punto che nelle scorse settimane aveva già alimentato un acceso confronto pubblico in Italia sull'equilibrio tra sicurezza e diritti.

Il decreto vincola l'uso dell'IA nelle attività di polizia al controllo umano e, per il riconoscimento biometrico dal vivo, all'autorizzazione giudiziaria.

Chi vigila: il ruolo di AgID e ACN

I decreti definiscono anche l'architettura di governance. La regia strategica e il ruolo di autorità di notifica sono affidati all'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID), mentre l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) assume il ruolo di autorità di vigilanza del mercato e di punto di contatto unico con l'Unione Europea. È una scelta che distribuisce le competenze tra due enti già esistenti, evitando la creazione di una nuova autorità dedicata ma affidando la sorveglianza sui sistemi ad alto rischio a chi già presidia la sicurezza informatica dello Stato.

Il coordinamento con i tempi europei

Un aspetto tecnico ma decisivo riguarda i tempi. La disciplina italiana deve coordinarsi con il regolamento UE 2026/1744 dell'8 luglio 2026, il cosiddetto «Digital Omnibus», che ha modificato il calendario di applicazione di alcuni obblighi dell'AI Act, in particolare per i sistemi ad alto rischio. Per questo il decreto italiano prevede che le sanzioni entrino in vigore soltanto quando diventeranno effettivamente applicabili i corrispondenti obblighi e divieti europei. Si evita così il paradosso di punire violazioni di regole non ancora operative.

Questo allineamento è importante anche per le imprese. Come già raccontato su queste pagine a proposito degli adempimenti che scattano ad agosto, il quadro normativo procede a tappe: obblighi di trasparenza su chatbot e contenuti generati dall'IA da un lato, requisiti più pesanti per i sistemi ad alto rischio dall'altro, con scadenze scaglionate. Il rinvio di alcune scadenze offre più tempo per adeguarsi, ma non cancella la direzione di marcia.

Le tutele su lavoro e formazione

Oltre alla polizia, i provvedimenti toccano il mondo del lavoro. Le decisioni automatizzate che incidono sui lavoratori — dalla selezione del personale alla gestione dei turni fino a valutazioni che possono avere effetti sul rapporto di impiego — restano soggette al principio del controllo umano e a obblighi di trasparenza. È un tassello che si somma alle regole già introdotte in Italia su scuola e IA e sulla formazione, con l'obiettivo di accompagnare l'adozione della tecnologia senza lasciare i diritti individuali privi di presidio.

Per un quadro istituzionale completo restano di riferimento il comunicato del Consiglio dei Ministri e il testo del regolamento europeo pubblicato dall'EUR-Lex. Nei prossimi mesi il banco di prova sarà l'applicazione concreta: la vera differenza la faranno le prassi con cui polizia, pubbliche amministrazioni e imprese tradurranno questi principi in procedure quotidiane.

Ricostruzione basata sul comunicato ufficiale del Governo e sulle regole europee. AI Notizie verifica le fonti primarie e applica revisione editoriale umana.