Il 18 giugno 2026 la Federal Energy Regulatory Commission (FERC), l'autorita' federale che regola l'energia negli Stati Uniti, ha emesso sei ordini su misura per costringere i principali gestori della rete elettrica a riscrivere in fretta le regole con cui collegano i data center dell'intelligenza artificiale. L'obiettivo dichiarato e' duplice e in tensione tra loro: accelerare gli allacci di impianti che divorano gigawatt, e allo stesso tempo evitare che i costi finiscano sulle bollette delle famiglie. E' la prova piu' concreta di come la fame energetica dell'IA stia diventando un problema di politica pubblica.

Cosa ha ordinato la FERC e a chi

I cinque commissari hanno votato ordini di tipo show cause - in pratica un'ingiunzione a giustificarsi o cambiare - rivolti a sei operatori regionali: PJM Interconnection (il piu' grande del Paese), Midcontinent ISO, Southwest Power Pool, California ISO, ISO New England e New York ISO. Restano fuori il Texas, la cui rete opera fuori dalla giurisdizione federale. Complessivamente gli ordini riguardano regioni che servono circa 200 milioni di americani in piu' di 30 Stati e nel Distretto di Columbia.

Gli ordini coinvolgono sei gestori e regioni che servono 200 milioni di persone.

Le scadenze: 30 e 60 giorni

Lo strumento giuridico e' la Section 206 del Federal Power Act, scelta perche' molto piu' rapida di una procedura ordinaria di rulemaking. I gestori dovranno presentare entro 30 giorni un rapporto sull'affidabilita', spiegando come garantiranno capacita' di generazione sufficiente per i nuovi grandi carichi, ed entro 60 giorni giustificare perche' le attuali strutture tariffarie reggono l'arrivo di data center enormi, oppure riformarle subito. Tempi strettissimi per un settore abituato a ragionare in anni.

Perche' adesso: la pressione dell'IA sulla rete

Il contesto e' una corsa senza precedenti alla potenza di calcolo. I grandi gruppi tech stanno annunciando data center da diversi gigawatt - alcuni paragonabili al consumo di una citta' - e la rete fatica a tenere il passo: i tempi di interconnessione si misurano in anni e la domanda elettrica e' prevista in forte aumento nei prossimi anni. La presidente della FERC, Laura Swett, ha definito la questione una "priorita' nazionale". Il rischio politico e' evidente: se le tariffe per costruire nuova capacita' ricadono su tutti, i cittadini si ritrovano a pagare in bolletta l'espansione dell'IA delle big tech.

La FERC vuole proteggere le bollette dei cittadini dai costi della nuova capacita'.

Lo scontro con gli operatori della rete

Gli ordini non arrivano nel vuoto. Da mesi i gestori regionali sono al centro di un braccio di ferro tra chi chiede allacci rapidissimi per i data center e chi teme che la corsa scarichi costi e rischi di affidabilita' sui consumatori. PJM, il piu' grande operatore del Paese, ha gia' visto i prezzi della capacita' impennarsi proprio per effetto della nuova domanda dei centri di calcolo, alimentando polemiche politiche in diversi Stati dell'area. La FERC, intervenendo con ordini su misura anziche' con una regola unica, riconosce che ogni mercato regionale ha problemi diversi: dalla coda di progetti in attesa di collegamento alla difficolta' di costruire nuova generazione abbastanza in fretta.

Il nodo tecnico e' delicato. I data center dell'IA non sono carichi qualunque: assorbono potenza in modo continuo e concentrato, e un singolo campus puo' richiedere quanto una media citta'. Collegarli senza piani adeguati significa rischiare congestioni o costringere a tenere accese centrali inquinanti per coprire i picchi. Da qui la richiesta della FERC di rapporti dettagliati sull'affidabilita': prima di accelerare, i gestori devono dimostrare di poter garantire l'energia necessaria senza compromettere la tenuta del sistema.

Cosa cambia in concreto

Per gli operatori di data center, l'ordine puo' significare allacci piu' rapidi ma anche regole nuove su chi paga il potenziamento della rete e su quali garanzie di affidabilita' devono offrire. Per i mercati elettrici regionali, si apre una stagione di riscrittura delle tariffe sotto la supervisione federale. E per il dibattito europeo - Italia compresa, dove pure si discute di nuovi data center e del loro impatto su rete e consumi - e' un precedente da osservare: la domanda di energia dell'IA non e' piu' un dettaglio tecnico, ma una variabile che i regolatori sono costretti ad affrontare di petto.