Il 30 giugno 2026 entra in vigore il Colorado Artificial Intelligence Act, la prima legge organica di uno Stato americano dedicata interamente all'intelligenza artificiale. La norma, approvata nel 2024 come SB 24-205 e poi rinviata di alcuni mesi per dare tempo alle aziende di adeguarsi, impone obblighi a chi sviluppa e a chi utilizza i cosiddetti sistemi di IA "ad alto rischio", con l'obiettivo di prevenire le discriminazioni algoritmiche.

Cosa impone la legge del Colorado e a chi

La legge distingue due ruoli: i developer, cioe' chi crea o modifica in modo sostanziale un sistema di IA, e i deployer, cioe' chi lo utilizza per prendere decisioni che incidono sui cittadini del Colorado. A entrambi viene chiesto un dovere di "ragionevole diligenza" per proteggere i consumatori da discriminazioni algoritmiche, cioe' da trattamenti ingiusti basati su caratteristiche protette come eta', genere, etnia, disabilita' o religione.

In concreto, gli sviluppatori devono fornire ai clienti documentazione su finalita', limiti e rischi noti del sistema; chi lo usa deve adottare un programma di gestione del rischio, condurre valutazioni d'impatto periodiche, informare le persone quando una decisione importante che le riguarda e' presa con l'aiuto dell'IA e offrire, dove possibile, la possibilita' di correggere i dati o chiedere una revisione umana. L'applicazione e' affidata in via esclusiva al procuratore generale del Colorado: non sono previste cause individuali da parte dei cittadini.

Dal 30 giugno il Colorado applica la prima legge organica USA sull'IA. Foto: Pexels

Quali sono i sistemi ad alto rischio

La legge si concentra sui sistemi che svolgono un ruolo decisivo in decisioni "conseguenti" per la vita delle persone. Rientrano nell'ambito ad alto rischio gli strumenti di IA usati in settori come l'occupazione (selezione e valutazione del personale), l'istruzione, i servizi finanziari e il credito, la sanita', l'edilizia abitativa, i servizi legali e quelli assicurativi e governativi essenziali. Sono esclusi, a determinate condizioni, gli usi piu' banali come i filtri antispam, i correttori ortografici o i sistemi puramente di sicurezza informatica.

Lo scontro con il "Great American AI Act" federale

L'entrata in vigore arriva in un clima politico teso. A livello federale e' in discussione una proposta bipartisan, il Great American AI Act, una bozza di circa 270 pagine che, tra le altre cose, prevede una sospensione di tre anni delle leggi statali sull'IA per evitare un mosaico di regole diverse Stato per Stato. Se quella preemption diventasse legge, norme come quella del Colorado verrebbero di fatto congelate.

E' il riflesso di un dibattito piu' ampio: l'amministrazione Trump ha imboccato una linea favorevole all'innovazione e contraria a obblighi stringenti, mentre diversi Stati - Colorado in testa - rivendicano il diritto di tutelare i propri cittadini in assenza di una legge federale. Per ora, in mancanza di un intervento del Congresso, la scadenza del 30 giugno resta valida e fa del Colorado un banco di prova osservato in tutti gli Stati Uniti.

L'applicazione e' affidata al procuratore generale dello Stato. Foto: Pexels

Cosa cambia per le aziende, anche europee

La portata della legge va oltre i confini del Colorado: riguarda qualsiasi azienda, anche straniera, che offra sistemi di IA ad alto rischio usati per prendere decisioni su residenti dello Stato. Un'impresa italiana o europea che venda, per esempio, software di screening dei curriculum a clienti attivi in Colorado deve quindi tenerne conto.

La buona notizia per chi e' gia' conforme all'AI Act europeo e' che molti adempimenti si sovrappongono: valutazioni del rischio, trasparenza verso gli utenti, documentazione tecnica e sorveglianza umana sono concetti familiari a chi lavora con il regolamento UE. Le due normative non sono identiche - cambiano definizioni, soglie e modalita' di applicazione - ma la direzione e' la stessa, e un'azienda che ha gia' impostato una governance seria dell'IA parte avvantaggiata. Il testo e gli aggiornamenti sono consultabili sul sito dell'ufficio del procuratore generale del Colorado.