Anthropic ha presentato giovedì 28 maggio Claude Opus 4.8, un aggiornamento del modello di punta che arriva ad appena 41 giorni dal lancio di Opus 4.7. Insieme al modello arrivano due funzioni che cambiano il modo in cui si lavora con Claude Code: i dynamic workflow per orchestrare fino a 1.000 subagenti e un controllo esplicito dell'effort di ragionamento. Sul fronte commerciale, Anthropic ha annunciato lo stesso giorno una raccolta da 65 miliardi di dollari a una valutazione post-money di 965 miliardi.

Prezzi invariati e una fast mode 3 volte più economica

Il primo numero che colpisce è quello del listino. Opus 4.8 costa 5 dollari per milione di token in input e 25 dollari in output, esattamente come 4.7. La novità è la fast mode: 10 dollari in input e 50 in output, una tariffa che Anthropic descrive come tre volte più economica rispetto alla fast mode dei modelli precedenti e che gira a 2,5 volte la velocità standard. Per chi costruisce agenti che lavorano per ore, il combinato di latenza più bassa e costi più contenuti vale più dei punti guadagnati sui benchmark.

Sul fronte capacità, l'azienda dichiara miglioramenti su coding agentico, ragionamento multidisciplinare, uso autonomo del computer e analisi finanziaria. Il dato più citato dal blog ufficiale è che il modello sarebbe circa 4 volte meno propenso a lasciarsi sfuggire bug nel codice rispetto a Opus 4.7. Restano i limiti dichiarati: per Anthropic, Opus 4.8 è ancora indietro rispetto al non ancora rilasciato Mythos, atteso nelle prossime settimane.

I dynamic workflow permettono a Claude di orchestrare fino a 1.000 subagenti in parallelo. Foto: Vanessa Loring / Pexels.

Dynamic workflow: Claude scrive uno script che orchestra gli agenti

La funzione più interessante per chi sviluppa è il dynamic workflow, in research preview su Claude Code. Funziona così: quando si lancia un compito complesso, Claude non risponde direttamente. Genera invece uno script JavaScript che descrive il piano di lavoro. Un runtime esegue lo script in background, distribuisce i sotto-task su una flotta di subagenti che lavorano in parallelo e fa convergere i risultati.

I parametri tecnici sono questi: fino a 16 agenti concorrenti, tetto massimo di 1.000 agenti per singolo workflow. Il vantaggio principale, spiega Anthropic, è che il piano vive nel codice e non nel context window di Claude: le variabili dello script tengono memoria dei passi intermedi, e nel context di Claude rimane solo il risultato finale. Per task molto lunghi questo significa meno saturazione del contesto e meno errori a catena.

Come si attiva

I dynamic workflow richiedono Claude Code versione 2.1.154 o successiva, girano su CLI, Desktop e nell'estensione VS Code e sono disponibili sui piani Max, Team ed Enterprise. Sui piani Max e Team sono attivi di default. Insieme, Anthropic ha rilasciato un controllo dell'effort: l'utente può alzare o abbassare quanto tempo Claude dedica a ragionare prima di rispondere, una manopola che fino a oggi era nascosta dietro impostazioni separate.

Come provarlo da oggi

Opus 4.8 è già disponibile in tre canali:

  1. Claude.ai e l'app desktop: nel selettore modello compare Claude Opus 4.8. Serve un piano Pro (20 dollari al mese), Max o Enterprise per usarlo in modo continuativo; gli utenti free possono provarlo con un limite di messaggi giornaliero.
  2. API Anthropic: l'identificativo del modello è claude-opus-4-8. Una chiamata minima in Python ha questa forma:
    from anthropic import Anthropic
    client = Anthropic()
    resp = client.messages.create(
        model="claude-opus-4-8",
        max_tokens=1024,
        messages=[{"role": "user", "content": "Spiegami i dynamic workflow."}]
    )
    print(resp.content[0].text)
  3. Claude Code: dopo l'aggiornamento alla versione 2.1.154 si seleziona Opus 4.8 con /model opus e si lancia un workflow con /workflow.

Il modello è anche distribuito sui marketplace di Amazon Bedrock e Google Vertex AI, dove finiscono in genere i clienti enterprise che non vogliono passare dall'API diretta.

Su Claude Code, Opus 4.8 si attiva con /model opus. Foto: Lukas Blazek / Pexels.

Un prompt di prova: revisione di un blocco di codice

Per provare in concreto la maggiore attenzione ai bug dichiarata da Anthropic, un buon test è dare in pasto al modello un pezzo di codice con un errore non immediato, per esempio una race condition o una gestione errata dei tipi nullable. Un prompt del genere funziona bene:

Sei un revisore di codice senior. Analizza la funzione qui sotto, segnala bug logici, problemi di sicurezza e edge case. Non riscrivere il codice: limitati a un elenco numerato dei problemi, con il tipo e la riga.

Su una funzione di poche decine di righe, Opus 4.8 in modalità ragionata tende a tirare fuori 3-5 problemi reali, con il riferimento alla riga e una spiegazione di perché si manifesta. Su Opus 4.7 lo stesso prompt sbagliava più spesso a indicare la riga o ignorava i casi limite. Il 4x meno bug ignorati dichiarato è verificabile in casa con una decina di esempi controllati.

Cosa cambia per il mercato

Tre cose. La prima: con i dynamic workflow Anthropic risponde a Codex di OpenAI e a Antigravity 2.0 di Google su un terreno che entrambi i rivali stanno presidiando con forza, quello degli agenti che programmano per molte ore senza che l'utente li tenga per mano. La seconda: la fast mode più economica abbassa il costo per token nei lavori di produzione, e questo riavvicina Claude a Gemini 3.5 Flash e a Composer 2.5, oggi i modelli più convenienti su scala. La terza: i 41 giorni fra Opus 4.7 e 4.8 sono il ritmo più veloce mai tenuto da Anthropic, e indicano che il prossimo salto - i modelli della classe Mythos - è davvero vicino.

Per chi sta già usando Claude in produzione, la sostituzione di 4.7 con 4.8 è indolore: stesso prezzo, stessa API, stessa interfaccia. Per chi non l'ha mai provato, il momento per misurarlo contro GPT-5.5 e Gemini 3.5 Flash è oggi, prima che cambino di nuovo le carte.