Anthropic ha esteso il 7 luglio 2026 il suo agente autonomo Claude Cowork a web e mobile, dopo mesi in cui era disponibile solo nell'app desktop per macOS e Windows. È un passaggio che sembra tecnico ma cambia la natura del prodotto: un assistente che finora viveva sul computer di lavoro ora può ricevere compiti e restituire risultati anche dal browser e dallo smartphone, mentre si è lontani dalla scrivania.
La notizia, riportata da TechCrunch, si inserisce in una tendenza chiara: gli agenti nati per programmare stanno diventando strumenti generalisti da ufficio, capaci di gestire non solo codice ma anche documenti, email e attività quotidiane.
Cos'è Cowork e in cosa è diverso dalla chat
Claude Cowork non è la solita finestra di chat in cui si fa una domanda e si ottiene una risposta. È un agente che lavora in autonomia e in background: gli si affida un incarico e lui lo porta avanti da solo, su più passaggi, finché non è finito. Diventato disponibile in forma stabile ad aprile 2026, dà a Claude accesso a una cartella scelta dall'utente sul computer, dentro la quale può leggere, modificare e creare file. Può inoltre coordinare sotto-attività in parallelo e collegarsi ad altri strumenti — calendario, email, messaggistica, web — per completare lavori complessi.
L'idea è quella di delegare: invece di guidare l'IA istruzione dopo istruzione, le si consegna un obiettivo («prepara una bozza di report da questi dati», «riordina questa cartella e rinomina i file») e la si lascia lavorare, controllandone poi il risultato.
Dove si trova e quanto costa
Cowork fa parte dell'app Claude di Anthropic ed è riservato agli abbonati a pagamento. Non è quindi incluso nel piano gratuito. Gli abbonamenti principali per i singoli sono Claude Pro e Claude Max: il primo è pensato per un uso personale e professionale leggero, il secondo per chi ne fa un uso intensivo e ha bisogno di limiti d'uso molto più alti. Esistono inoltre piani Team ed Enterprise per le aziende, che al momento del rilascio stabile hanno aggiunto controlli come i permessi basati sui ruoli, i limiti di spesa di gruppo e analisi d'uso più dettagliate.
Con l'ultimo aggiornamento, Cowork è raggiungibile da app desktop, web e mobile: si può avviare un compito dal computer dell'ufficio e controllarne l'avanzamento dal telefono, o viceversa.
Come iniziare, passo dopo passo
- Accedi all'app Claude (desktop, web o mobile) con un account Pro o Max.
- Apri la sezione Cowork e concedi l'accesso a una cartella di lavoro dedicata: è buona norma non dare mai accesso all'intero disco, ma solo a una cartella creata apposta per il compito.
- Collega, se serve, gli strumenti esterni che vuoi far usare all'agente (per esempio email o calendario), valutando con attenzione i permessi.
- Scrivi l'incarico come lo daresti a un collega, indicando obiettivo, materiali e formato del risultato.
- Lascia lavorare l'agente e rivedi il risultato prima di usarlo: Cowork è potente ma va supervisionato, soprattutto su compiti importanti.
Un esempio di incarico da copiare e adattare:
Nella cartella "report-vendite" trovi dodici file CSV con i dati mensili. Uniscili in un unico foglio, calcola i totali trimestrali per ciascuna regione e preparami una sintesi in un documento di testo con i tre risultati piu' rilevanti. Non modificare i file originali.
Il risultato atteso è un nuovo documento con i totali e una breve sintesi, senza che i file di partenza vengano toccati — l'agente crea file nuovi invece di sovrascrivere quelli esistenti, se così istruito.
Un consiglio pratico e le cautele
Cowork dà il meglio sui compiti ripetitivi e ben definiti che coinvolgono molti file o passaggi: riordinare cartelle, consolidare dati, generare bozze a partire da materiali che gli fornisci. Sui lavori creativi o strategici resta invece uno strumento da usare con supervisione stretta.
La cautela principale riguarda i permessi: dare a un agente autonomo accesso a file, posta e strumenti aziendali richiede attenzione. Conviene partire con cartelle e connessioni limitate, verificare come si comporta su compiti a basso rischio e ampliare i permessi solo quando ci si fida del risultato. È il prezzo, oggi, della comodità di poter delegare interi compiti a un'intelligenza artificiale — un compromesso che vale la pena gestire con metodo.
L'arrivo su web e mobile, in ogni caso, segna un cambiamento importante nel modo di usare questi strumenti. Finché un agente vive solo sul computer dell'ufficio, resta legato a quella postazione; potendolo avviare e controllare dal telefono, diventa qualcosa di più simile a un assistente sempre disponibile, a cui affidare un compito prima di una riunione e da cui recuperare il risultato più tardi. È la stessa evoluzione che hanno vissuto le email e i documenti quando sono passati dal desktop al cloud, e spiega perché tutti i grandi nomi dell'IA — da Anthropic a OpenAI fino a Cursor — stiano correndo a rendere i propri agenti raggiungibili ovunque.




