Apple ha confermato che la keynote di apertura del WWDC 2026 si terrà il lunedì 8 giugno alle 10 del mattino ora del Pacifico, le 19 italiane. La conferenza per sviluppatori prosegue fino al 12 giugno, ma è il primo giorno che porterà il messaggio destinato a contare: secondo le anticipazioni filtrate questa settimana, Apple metterà l'IA on-device al centro della propria narrativa, con il debutto di una Siri completamente ridisegnata, in codice interno "Campos", e di un nuovo Core AI framework per gli sviluppatori.

Siri come chatbot di livello frontier

La parte più visibile per gli utenti sarà la nuova Siri. Il piano di Cupertino, secondo fonti citate da MacRumors e AppleInsider, è una riprogettazione totale dell'assistente: capacità di conversazione naturale, gestione di task multipli, ragionamento esteso, scrittura di codice e analisi di documenti. La nuova Siri viene posizionata come concorrente diretta a ChatGPT, Claude e Gemini, sfruttando la sua presenza nativa su oltre 2 miliardi di dispositivi attivi.

Il nodo dichiarato e mai pienamente risolto resta quello su cui Apple aveva fallito nei due anni precedenti: Siri, da assistente vocale spesso frustrante, deve diventare un agente capace di prenotare un volo, riassumere una mail, attivare azioni in app di terze parti. Le promesse fatte al WWDC 2024 erano slittate al 2025, poi di nuovo. Adesso la cornice sembra essere più sostanziale: il sistema è stato riscritto sopra il framework Foundation Models annunciato l'anno scorso, e Apple promette finalmente una demo dal vivo a sviluppatori e utenti.

La nuova Siri, in codice Campos, debutterà alla keynote dell'8 giugno. Foto: Tim Witzdam / Pexels.

La differenza: IA che gira sul dispositivo

L'argomento che Apple userà per distinguersi da OpenAI, Anthropic e Google è il processing locale. La strategia, rivelata da AppleInsider, fa leva sui 15 anni di silicio custom: gli iPhone, gli iPad e i Mac con chip serie A e M hanno una Neural Engine progettata da Apple in casa, e l'azienda sostiene che molti carichi di IA generativa possano restare sul dispositivo senza passare per il cloud. Per Cupertino non è solo una questione di privacy: è anche una difesa contro i costi del cloud, che pesano in modo significativo sui margini di OpenAI e Anthropic.

La conseguenza pratica per gli sviluppatori sarà il Core AI framework, un set di modelli pre-addestrati e di API che permetteranno di costruire funzionalità di IA direttamente nelle app, senza richieste di rete. Per chi sviluppa app di scrittura, foto, sanità, produttività, il guadagno è doppio: latenza nulla e nessuna esposizione legale rispetto al trattamento dei dati personali sui server di un fornitore esterno.

Tutto quello che si aspetta

Il pacchetto annunciato è di sistema:

  • iOS 27 con la nuova Siri integrata e con la possibilità - anticipata da Bloomberg a maggio - di selezionare un modello esterno (Gemini, Claude) come motore aggiuntivo per le domande complesse.
  • iPadOS 27, macOS 27, watchOS 27, tvOS 27, visionOS 27: tutti aggiornamenti annuali allineati a un'unica architettura IA condivisa, con la beta sviluppatore disponibile subito dopo il keynote e il rilascio pubblico previsto in settembre.
  • Vision Pro: nuovi casi d'uso enterprise e una libreria di modelli linguistici on-device più ampia per le applicazioni di accessibilità.
  • App Intelligence per gli sviluppatori: un framework che permette ad altre app di esporre azioni a Siri, finalmente in modo stabile.

Perché conta per il mercato

Tre punti, in ordine di impatto. Primo, gli utenti: se la nuova Siri funzionerà davvero come promesso, sarà la prima volta che oltre un miliardo di persone avrà un assistente IA di qualità frontier acceso di default sul proprio telefono. Cambierà il rapporto tra grande pubblico e IA generativa molto più di quanto abbia fatto ChatGPT in due anni.

Secondo, la competizione con OpenAI e Google: l'accordo che Apple aveva siglato con OpenAI nel 2024 per integrare ChatGPT in iOS resta in vigore, ma le anticipazioni dicono che Gemini di Google e Claude di Anthropic entreranno come opzioni selezionabili dall'utente in iOS 27. Sarà Siri a decidere, di volta in volta, se rispondere con il modello locale o passare la palla a un partner.

Terzo, l'impatto su NVIDIA e cloud provider: se Apple riesce a dimostrare che il 70-80% delle interazioni di un utente medio si può chiudere sul dispositivo con un buon modello compresso, il volume di chiamate API che oggi gonfia i conti di OpenAI e Anthropic potrebbe rallentare di colpo. Per i produttori di silicio significherebbe più ordini di chip neurali compatti e meno di GPU da data center.

Apple punta sui chip della serie A e M progettati in casa per far girare l'IA in locale. Foto: Pixabay / Pexels.

I rischi che restano

Il primo, ed è il più serio, è il credibility risk. Apple aveva promesso al WWDC 2024 una nuova Siri "più intelligente, personale, contestuale". Il rilascio è slittato, le funzioni più sofisticate sono arrivate a singhiozzo e in molti mercati l'utente comune ha smesso di provarci. La presentazione di lunedì sarà giudicata su una sola cosa: la demo deve funzionare, e deve farlo con esempi concreti e non scenografici.

Il secondo è la capacità di calcolo on-device. I modelli che girano davvero bene su un iPhone 17 sono limitati - più o meno la qualità di un GPT-5.5-mini su domande semplici. Per gli usi più complessi serve l'invio in cloud, e Apple deve mostrare con chiarezza quando lo farà e con chi (Apple stessa, OpenAI, Anthropic, Google).

Il terzo è la regolamentazione UE. Con il Digital Markets Act in vigore, Apple deve permettere di sostituire Siri con assistenti di terze parti su iPhone in Europa. Come bilancerà l'apertura imposta dalle norme con la promessa di un sistema integrato è la domanda da fare lunedì sera ai dirigenti che usciranno dallo Steve Jobs Theater.