Microsoft sta trattando per fornire ad Anthropic i propri chip di intelligenza artificiale, i processori della famiglia Maia. Lo ha riferito la CNBC il 21 maggio 2026: l'accordo, ancora in fase di negoziazione, riguarderebbe il Maia 200, il chip di seconda generazione progettato da Microsoft per far girare i modelli più avanzati. Sarebbe un passo notevole, perché unisce due aziende già legate da un investimento e perché segna l'ennesima mossa di Anthropic per ridurre la dipendenza da un unico fornitore di calcolo.

Cosa prevede l'accordo sui chip Maia 200

Microsoft ha presentato il Maia 200 come il successore del primo acceleratore custom annunciato all'inizio del 2026. Il processore è pensato per i carichi di addestramento e inferenza dei grandi modelli linguistici e, secondo le indiscrezioni, è stato ottimizzato anche per eseguire i modelli di OpenAI come GPT-5.2. Aprire questa potenza ad Anthropic significherebbe per Microsoft trasformare un progetto interno in un prodotto venduto a terzi, mettendo il proprio silicio in diretta concorrenza con le GPU di NVIDIA.

L'intesa va inquadrata in un rapporto già stretto: Microsoft ha investito circa 5 miliardi di dollari in Anthropic e ne distribuisce i modelli Claude attraverso la piattaforma cloud Azure. Fornire anche i chip chiuderebbe il cerchio, legando le due aziende su più livelli della catena del valore dell'IA.

Il Maia 200 è il chip custom di seconda generazione di Microsoft per l'IA.

Perché Anthropic vuole diversificare oltre NVIDIA

La strategia di Anthropic è ormai esplicita: procurarsi capacità di calcolo da più fonti per non restare ostaggio di un solo fornitore né di una sola architettura. Negli ultimi mesi l'azienda ha annunciato un imponente accordo con SpaceX per l'accesso ai supercomputer xAI (1,25 miliardi di dollari al mese), utilizza le TPU di Google e i chip Trainium di Amazon, suo principale investitore. Aggiungere il Maia di Microsoft amplierebbe ulteriormente questo «portafoglio di silicio».

Il motivo è insieme economico e strategico. La domanda di calcolo per addestrare modelli di frontiera cresce più in fretta della capacità disponibile, e dipendere unicamente dalle GPU NVIDIA espone a colli di bottiglia e a prezzi elevati. Distribuire i carichi su hardware diverso dà ad Anthropic potere negoziale e continuità operativa.

La sfida di Microsoft a NVIDIA nel silicio per l'IA

Per Microsoft la posta in gioco è la stessa che muove Google con le TPU e Amazon con Trainium: ridurre la «tassa NVIDIA» che pesa sui data center. Progettare chip propri permette di ottimizzarli per i modelli che si intende eseguire e di abbattere i costi su scala. Vendere quei chip anche a un cliente esterno e prestigioso come Anthropic sarebbe la prova che il Maia non è solo un esperimento interno, ma un'alternativa credibile sul mercato.

Resta una tensione di fondo: Anthropic è rivale diretta di OpenAI, il partner storico di Microsoft. Un accordo sui chip mostrerebbe quanto, nell'attuale fase, la logica dell'infrastruttura prevalga sulle rivalità di prodotto.

Microsoft, Google e Amazon progettano chip propri per ridurre la dipendenza da NVIDIA.

Cosa significa per il mercato del calcolo

Se l'accordo si concretizzasse, sarebbe un altro segnale che il dominio di NVIDIA, pur solidissimo, comincia a essere conteso ai margini dai chip custom degli hyperscaler. Per i clienti finali — aziende che addestrano o usano modelli su larga scala — più concorrenza nel silicio può tradursi nel tempo in costi più bassi e in maggiore disponibilità di capacità. Per ora resta una trattativa: né Microsoft né Anthropic hanno confermato cifre o tempistiche, e l'intesa potrebbe ancora cambiare forma o saltare. Ma la direzione è chiara, e racconta un'industria che corre a costruire ridondanza nella sua risorsa più scarsa: il calcolo.