Per la prima volta più aziende americane pagano per Claude che per ChatGPT. Lo dice il Ramp AI Index, l'indice che misura l'adozione dei servizi di intelligenza artificiale nelle imprese statunitensi sulla base della spesa reale: nei dati di maggio 2026, ripresi e discussi dalla stampa di settore in questi giorni, Anthropic raggiunge il 34,4% di adozione tra le aziende contro il 32,3% di OpenAI. È un sorpasso storico, perché ribalta una classifica che OpenAI guidava da quando ChatGPT è diventato un fenomeno di massa.

La distanza è di poco più di due punti, ma la traiettoria è quella che conta: un anno fa OpenAI viaggiava intorno al 32% e Anthropic era ferma sotto il 10%. In dodici mesi le posizioni si sono quasi invertite.

Perché il Ramp AI Index non è il solito sondaggio

Il dato pesa più di altri perché non nasce da un questionario. Ramp è una piattaforma di gestione delle spese aziendali, e il suo indice si basa sulle transazioni reali — carte aziendali e fatture — di oltre 50.000 imprese statunitensi. In altre parole, misura chi paga davvero per un servizio di IA, non chi dichiara di usarlo. È uno dei segnali più concreti su come le aziende stanno spendendo i loro budget per l'intelligenza artificiale.

Nel mese, secondo l'indice, Anthropic ha guadagnato circa 3,8 punti mentre OpenAI ne ha persi quasi 3, con l'adozione complessiva di strumenti di IA tra le imprese arrivata intorno al 50%. Un mercato, quindi, che continua a crescere ma in cui la quota relativa si sta spostando.

Il Ramp AI Index misura la spesa reale di oltre 50.000 aziende statunitensi in strumenti di IA.

Da meno del 10% al 34% in un anno: la rincorsa di Anthropic

La crescita di Anthropic è impressionante: ha sostanzialmente quadruplicato la propria quota di adozione aziendale in dodici mesi, mentre nello stesso periodo OpenAI è cresciuta in modo marginale. Il motore è chiaro: il mondo enterprise e soprattutto lo sviluppo software. Gli strumenti di Anthropic per la programmazione assistita — l'agente di coding e le funzioni per i team tecnici — sono diventati un punto di riferimento per molte aziende, che li adottano e li pagano a consumo.

È un segnale che il valore, lato imprese, si sta spostando dagli usi generalisti (assistenti per scrivere e cercare) a quelli verticali e produttivi, dove un modello che programma bene o automatizza flussi di lavoro si traduce subito in risparmio di tempo e quindi in budget.

Il rovescio della medaglia: cosa dice il sondaggio IDC

Il primato di Anthropic va però letto con un'avvertenza. Un'indagine della società di ricerca IDC, ripresa di recente, racconta una storia più sfumata sulla profondità dell'uso: tra le imprese intervistate solo il 19% circa dichiara di usare Claude in modo "estensivo", contro percentuali più alte per OpenAI e Google. In altre parole, molte aziende pagano e provano Claude, ma il radicamento profondo nei processi resta un terreno ancora conteso.

C'è poi un limite metodologico dell'indice Ramp: conta il numero di aziende paganti, non i dollari spesi. I grandi contratti enterprise da decine di milioni, che pesano molto sul fatturato ma riguardano poche aziende, non emergono in questa fotografia. Per questo i due dati — quota di clienti e profondità d'uso — vanno guardati insieme.

Cosa cambia nella corsa tra i due laboratori

Il sorpasso ha comunque un valore simbolico forte. Anthropic, nata come laboratorio focalizzato sulla sicurezza dell'IA, si è ritagliata una reputazione di affidabilità che nel mondo aziendale conta più della popolarità di consumo. OpenAI resta il marchio più conosciuto dal grande pubblico e mantiene un'enorme base di utenti, ma sul terreno delle imprese — quello dove si fanno i ricavi ricorrenti — la concorrenza è ormai testa a testa.

Per chi sceglie strumenti di IA in azienda, il messaggio pratico è che non esiste più un vincitore scontato: conviene valutare i modelli sul proprio caso d'uso reale, soprattutto sullo sviluppo software e sull'automazione, dove oggi si concentra la spinta competitiva. La partita, con entrambi i laboratori che si preparano a quotazioni in Borsa, è appena entrata nel vivo.