Anthropic, l'azienda che sviluppa i modelli Claude, ha attraversato un primo trimestre 2026 fuori scala. Il cofondatore e amministratore delegato Dario Amodei ha dichiarato che la societa' e' cresciuta di circa 80 volte su base annualizzata in tre mesi — molto oltre la previsione interna di "10 volte" — e che il giro d'affari annualizzato (run rate) ha superato i 30 miliardi di dollari, circa il triplo rispetto all'anno precedente. Per sostenere una domanda di questa portata, Anthropic ha firmato a inizio maggio un accordo per usare il supercomputer Colossus di SpaceX a Memphis.

I numeri della crescita e da dove arrivano

Il salto di Anthropic e' trainato soprattutto dal mondo enterprise e dagli strumenti per sviluppatori: Claude e' diventato uno dei modelli di riferimento per la scrittura di codice e per gli agenti che eseguono compiti complessi, e Claude Code — l'agente da terminale dell'azienda — ha avuto un'adozione molto rapida tra team di sviluppo e aziende. Una crescita di 80 volte in un trimestre e' un dato che va letto con cautela (parte da una base relativamente piccola e include impegni di spesa non ancora interamente realizzati), ma anche prendendolo con le pinze descrive un'azienda che vende capacita' di calcolo piu' in fretta di quanto riesca a procurarsela.

Il Colossus di Memphis ospita oltre 220.000 GPU NVIDIA: Anthropic ne usera' una quota per reggere la domanda di Claude.

L'accordo con SpaceX: oltre 300 MW e 220.000 GPU

Qui entra in scena l'intesa con SpaceX, particolarmente sorprendente vista la storia di tensioni pubbliche tra Elon Musk e i vertici di Anthropic. L'accordo, riportato da CNBC e da altre testate, dara' ad Anthropic accesso a oltre 300 megawatt di capacita' di calcolo e a piu' di 220.000 GPU NVIDIA del supercomputer Colossus 1 a Memphis, tra acceleratori H100, H200 e i piu' recenti GB200, oltre a possibili sviluppi futuri. Il risultato immediato si e' gia' visto: i limiti d'uso di Claude Code sono stati raddoppiati, le restrizioni nelle ore di punta rimosse e i volumi delle API ampliati in modo significativo. Per chi usa Claude come strumento di lavoro, e' un miglioramento concreto e tangibile.

La corsa alla capacita': perche' i rivali si noleggiano i data center

L'accordo Anthropic-SpaceX non e' un caso isolato: nello stesso periodo OpenAI ha annunciato raccolte di capitale e impegni infrastrutturali per cifre senza precedenti, Microsoft, Google, Amazon e Meta stanno costruendo data center da gigawatt, e perfino aziende energetiche e fondi di investimento si stanno specializzando nel fornire elettricita' e raffreddamento ai centri di calcolo dell'IA. La novita' degli ultimi mesi e' che i confini tra concorrenti si fanno porosi: chi ha capacita' inutilizzata la affitta, chi ne ha bisogno la prende dove la trova, anche dal "nemico". E' la conferma che, in questa fase, vince chi riesce a mettere insieme prima la combinazione di GPU, energia e spazio fisico — non necessariamente chi ha il modello migliore sulla carta. Anthropic ha anche valutato pubblicamente, per il futuro, l'idea di usare capacita' di calcolo in orbita: un segnale di quanto sia diventato serio il problema dei terreni e delle reti elettriche a terra.

Cosa significa per il mercato (e per chi usa Claude in Italia)

La vicenda fotografa due cose. La prima: la capacita' di calcolo, non il talento o gli algoritmi, e' oggi il vero collo di bottiglia per i laboratori di IA, al punto da spingere concorrenti a noleggiarsi reciprocamente i data center. La seconda: con run rate da decine di miliardi e accordi da centinaia di megawatt, Anthropic gioca ormai nello stesso campionato di OpenAI e Google, con tutto cio' che comporta in termini di costi infrastrutturali e di pressione a generare ricavi. Per le aziende e gli sviluppatori italiani che usano Claude tramite l'API o tramite Claude Code, l'effetto pratico e' positivo nel breve periodo — piu' capacita', meno limiti — ma vale la pena tenere d'occhio i prezzi: una corsa al calcolo cosi' costosa, prima o poi, si scarica anche sui listini.